teologia narrativa

Myriam

“riscoprire lo spazio e la forza che ha in noi la libertà che ci è stata data”

Myriam di Silvia Vecchini

Mi è capitato, quasi per caso, di leggere questo libro che viene, limitatamente, catalogato come “narrativa per ragazzi”. Altrettanto limitatamente io la faccio rientrare invece nella categoria della “teologia narrativa”, quella narrativa evocativa che affronta temi, contenuti, e sopratutto storie di vita che evidenziano un forte legame col divino o con il trascendente o con quell’Oltre che ognuno può chiamare in modo diverso. Non è quindi letteratura devota, né spiritualità travestita da storiella romanzata. Silvia Vecchini, l’autrice di questo bellissimo e toccante romanzo, ha trovato, attraverso una parola limpida, la possibilità di far risuonare la Parola di Dio nella storia di questa ragazzina ebrea che visse duemila anni fa.Myriam

L’autrice, in un’intervista, dice: «Il nostro lavoro di divulgare in modo creativo, come sappiamo, la Parola di Dio è un’occasione per noi di rimanere dinanzi a quella Parola, con una domanda viva. Non ci interessa fare delle riduzioni per i ragazzi, come qualcun ha detto, specialmente con i romanzi Rabbunì e Myriam, tanto meno accontentare gli adolescenti, traducendo in un linguaggio a loro più familiare i racconti biblici. Nella storia di Maria, del suo “sì”, è possibile riscoprire lo spazio e la forza che ha in noi la libertà che ci è stata data». (fonte: Silvia Vecchini e Sualzo. Intervista | Tempi.it ). C’è molta poesia nello scrivere della Vecchini, ma anche molta vita e tutta la concretezza della marginalità e precarietà di cui è imbevuta la storia della Rivelazione di Gesù. Questo libro risulta quindi un delicato strumento per togliere molti veli di cui sono stati ricoperti Maria/Myriam e il suo figlio Yeshua/Gesù. Uno strumento che affonda nella storia della cultura ebraica e che ci apre a quella libertà che si lascia trasformare dall’imprevedibile.

Francesco Maule

«Se sarà un liberatore, sarò tra le sue fila.

Se sarà un profeta, berrò le sue parole come latte, le masticherò lentamente come il pane.

Se sarà un sacerdote, unirò il mio al suo cuore nel culto.

Se sarà un maestro, io sarò la sua prima discepola». (p. 308)

Silvia Vecchini, Miryam, ed. San Paolo, Cinisello Balsamo (Mi) 2011 pp. 314 – 16,00 euro

Il blog di Silvia Vecchini: http://laparolamagica.blogspot.it/

Una ottima Recensione di Giovanni Basile tratta da sololibri.net

Dopo un’infanzia quasi clandestina ed un’educazione severa presso un tempio sacro, Myriam diventa a Nazareth sposa di Yoseph, carpentiere rude e passionale, ma dal cuore semplice. La ragazza però ha qualcosa di diverso dalle altre, sembra custodire in sé un segreto. Lei stessa spesso avverte una voce che l’accompagna ovunque. E’ predestinata a una chiamata. E’ la donna prescelta da cui nascerà un bambino che cambierà la storia dell’umanità.

(altro…)