spese militari

Spese militari in calo o aumento?

“MIL€X-Osservatorio sulle spese militari italiane, intende fornire all’opinione pubblica e agli addetti ai lavori un quadro preciso e dettagliato — scevro da qualsiasi influenza e pregiudiziale ideologica — di quelle che sono tutte le spese militari del nostro Paese. Attenendosi ai princìpi di obiettività scientifica e neutralità politica, MIL€X sta conducendo un’approfondita e rigorosa analisi documentale e contabile, elaborando un innovativo metodo di calcolo della spesa militare italiana in grado di rappresentare nel modo più corretto ed esaustivo possibile il complesso groviglio della spesa pubblica destinata annualmente al settore militare”. http://milex.org/

MIL€X ha presentato i primi risultati parziali di questo lavoro, anticipando alcune delle analisi e dei contenuti che verranno pubblicate a gennaio 2017 nel “Primo rapporto annuale MIL€X sulle spese militari italiane” (scaricabile qui: anticipazione-milex2017). La pubblicazione, presentata a fine novembre, contiene anticipazioni dell’analisi del quadro generale delle spese militari italiane, aggiornate con i dati previsionali per il 2017, e di notizie inedite riguardanti i principali programmi di acquisizione di armamenti.

Personalmente valuto di particolare valore il lavoro svolto per la redazione del rapporto e ritengo importante evidenziare le particolarità metodologiche che mi hanno portato ad una sorprendente conoscenza che nel 2017 l’86,2% dei finanziamenti del ministero dello Sviluppo Economico alle imprese è destinato alle spese militari. Scrivono i referenti di MIL€X Vignarca e Piovesana: “La terza scelta metodologica – la più rilevante dal punto di vista non solo economico ma anche politico – riguarda l’inclusione nel ricalcolo delle spese militari dei sempre più massicci contributi finanziari del Ministero dello Sviluppo Economico ai più onerosi programmi di acquisizione e ammodernamento di armamenti della Difesa (programma F-35 escluso). Cifre che, tra stanziamenti diretti e contributi pluriennali, superano ormai i 3 miliardi l’anno, cioè gran parte dell’intero budget annuo del MISE destinato alla principale missione del ministero, ovvero gli investimenti a sostegno della “Competitività e sviluppo delle imprese italiane” (tabella 4 e figura 1).

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L’Italia nel 2017 spenderà quindi per le forze armate almeno 23,4 miliardi di euro (64 milioni al giorno), più di quanto previsto nei documenti programmatici governativi dell’anno scorso. Ancora molto elevati i costi per il personale (per la lentezza con cui procede il riequilibrio interno delle categorie a vantaggio della truppa e a svantaggio di ufficiali previsto dalla riforma Di Paola del 2012). Si registrano forti aumenti per le spese dell’operazione ‘Strade Sicure’ (da 80 a 120 milioni), del trasporto aereo di Stato (per il costo dell’A340 della Presidenza del Consiglio) e soprattutto per l’acquisto di nuovi armamenti (un quarto della spesa militare totale, +10 per cento rispetto al 2016) pagati in maggioranza dal Ministero dello sviluppo economico (che il prossimo anno destinerà al comparto difesa l’86 per cento dei suoi investimenti a sostegno dell’industria italiana). Gli elementi di riflessione che emergono dal rapporto sono comunque molteplici e da conoscere restando aggiornati frequentando il sito http://milex.org/, in attesa del rapporto definitivo a gennaio 2017.

Francesco Maule

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