ragazza inglese ibernata

vita morte presente futuro

Noi che abbiamo conosciuto

il cuore di ogni giorno e il cuore senza età,

l’idea che illumina la carne,

la sapienza delle misure

e il lampo, noi ci lasciamo

qui, in due metri di cemento, con un atto

di presenza, un battito

estivo, uno scambio di persona.

Milo De Angelis, Tema dell’addio, Mondadori, Milano 2005, p. 31.

La vita, la morte, la libertà, il futuro, la speranza o la di-sperazione, la paura, il coraggio, la voglia di vivere, un giudice che non se la sente di infrangere il sogno di una ragazzina morente, la fantascienza, le serie TV, futurama, e molto altro ancora. È quanto emerso in questi giorni dalla condivisione con alcuni amici e in classe, a partire dalla mia proposta di riflettere sulla notizia della ragazza inglese che ha chiesto e ottenuto che, dopo la morte, fosse ibernata e poi “conservata” con la criogenesi.

La notizia:

Gran Bretagna | Quattordicenne inglese muore di cancro, sì dei giudici all’ibernazione – di Nicol Degli Innocenti

Questa storia, questa esperienza, mi ha colpito per molti fattori: un po’ per la potenza della scelta in sé (più sotto verranno indicati link di altre riflessioni sul tema) che ci impone di pensare a come si affronta la morte, a quanto ci soddisfa questa vita, a cosa speriamo e attendiamo dal futuro.
L’altro aspetto è dato dal fatto che dalla science fiction, da una narrazione di futuro “esplosa” dalla creatività e dalla più incandescente fantasia, ritrovabile in vari romanzi, film o serie TV, questa notizia ci sbatte in faccia una realtà che si confronta, e in qualche modo sceglie, quel futuro. Mi ha sorpreso quanto questa scelta della ragazzina inglese renda in qualche modo meno finto (fiction) il mondo delle serie TV, secondo alcuni il “luogo” in cui oggi viene rappresentato il disagio, il disastro futuro, lo sconfinamento del pensiero e il crollo delle definizione etiche. Queste riflessioni sono collegate alla visione di serie come Wayward Pines, Black Mirror e Darknet. Ma non vorrei calcare troppo la mano su questa storia delle serie TV.

Anche perché la ragazzina è morta, ha sofferto e soffrono sicuramente i suoi genitori.

Il tema cruciale, che sento di condividere e alimentare, dando ancora spazio a questa questione, è infatti quello della morte. La morte ci espone tutti: alle nostre paure, alla nostra fede o all’assurdità di ogni appiglio fideistico, alla cura e consapevolezza della nostra vita e al futuro che pensiamo spetti a noi e all’umanità. Un tema non facile da affrontare. Ma che, grazie a questa ragazzina, esprime le nostre diversità e ci apre alla compassione e al desiderio del “noi che abbiamo conosciuto il cuore di ogni giorno e il cuore senza età”.

Francesco Maule

 

Immortalità Ibernata di Ferdinando Camon su ‘Il Giornale di Vicenza’

Inghilterra. 14enne ibernata, in cerca del paradiso oltre il gelo  Marina Corradi su ‘Avvenire’

Wayward pines e la realtà: la storia della 14enne ibernata per risvegliarsi in un lontano futuro

di Giuseppe Ino

La ragazzina ibernata e Siddharta

 

 

 

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