Paolo Benanti

ETICA E INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Paolo Benanti è un frate francescano, con formazione anche in ingegneria, teologo morale che da anni approfondisce, studia e fa divulgazione sulle tematiche del postumanesimo, sulle implicazioni della tecnologia nella vita delle persone.

Il tema dell’ A.I. (acronimo per l’area anglofona. In Italia: Intelligenza artificiale, I.A.) viene seguito da Benanti nelle sue delicate e in qualche modo poco attenzionate implicazioni etiche.

Con il seguente articolo ci informa di questa importante Rome Call for an Ai Ethics, segno che qualcuno, come una sentinella, sta abitando il mondo dello sviluppo e della ricerca tecnologica e digitale, soprattutto nell’ambito dell’A.I., e ne sta in qualche modo definendo opportunità e rischi, cercando di arginarli. Oltre a leggere l’articolo seguente, invito a seguirlo nel suo sito o nella sua newsletter e a leggere i suoi libri. (www.paolobenanti.com)

F.M.


Un linguaggio etico per l’AI

Riproponiamo qui un articolo uscito su L’Osservatore Romano il 1 marzo 2020

Su di un palco dominato dalla scritta «renAissance» — un gioco di parole tra rinascimento e intelligenza artificiale (Ai) — è stata firmata la Rome Call for an Ai Ethics. Una chiamata aperta partita dalla Pontifica accademia per la Vita (Pav) e che, coinvolgendo industrie, società civile e istituzioni politiche, mira a sostenere un approccio etico e umanistico all’Intelligenza artificiale. L’idea di questa “chiamata” a tutelare la dignità della persona umana e la casa comune nasce dai dialoghi avuti negli ultimi due anni tra l’Accademia e alcuni suoi membri e parte del mondo tecnologico e industriale. L’idea di non redigere un testo unilaterale né un testo direttamente normativo è legata al desiderio profondo di promuovere tra organizzazioni, governi e istituzioni un senso di responsabilità condivisa con l’obiettivo di garantire un futuro in cui l’innovazione digitale e il progresso tecnologico siano al servizio del genio e della creatività umana e non la loro graduale sostituzione.

Venerdì 28 febbraio il documento ha avuto tra i primi firmatari le seguenti istituzioni: la Pav, con l’arcivescovo presidente Vincenzo Paglia; Microsoft, con il presidente Brad Smit; Ibm, con il vice presidente John E. Kelly iii; la Fao, con il direttore generale Qu Dongyu; e il Governo italiano, nella persona del ministro per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione, Paola Pisano.

All’appuntamento della mattina ha partecipato anche Davide Sassoli, presidente del Parlamento europeo, che ha portato il suo saluto e ha lodato l’idea dell’iniziativa, sottolineando l’urgenza di tale confronto anche nell’istituzione comunitaria a Bruxelles, aprendo così piste di cammino futuro per la call.

Il testo della call è suddiviso in tre parti: etica, educazione e diritti ed è disponibile in internet sul sito http://www.academyforlife.va.

Per quanto riguarda l’etica la call prende il via dalla considerazione che «Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza», come riporta l’articolo 1 della Dichiarazione universale dei diritti umani. A partire da questo caposaldo, che oggi si può considerare come una sorta di grammatica universale, un elemento soglia, in una comunità globale e plurale, nascono le prime condizioni fondamentali di cui deve godere la persona, libertà e dignità, che devono essere protette e garantite nella produzione e nell’uso dei sistemi di intelligenza artificiale.

I sistemi di Ai devono quindi essere concepiti, progettati e implementati per servire e proteggere gli esseri umani e l’ambiente in cui vivono. Questo elemento serve a permettere che il progresso tecnologico possa essere uno strumento di sviluppo della famiglia umana consentendo contemporaneamente il rispetto del pianeta, cioè della casa comune. Perché questo accada, seguendo la call, devono essere soddisfatti tre requisiti, l’Ai: deve includere ogni essere umano, non discriminando nessuno; deve avere al centro il bene dell’umanità e il bene di ogni essere umano; deve essere sviluppata in maniera consapevole della complessa realtà del nostro ecosistema ed essere caratterizzata dal modo in cui si prende cura e protegge il pianeta con un approccio altamente sostenibile, che include anche l’uso dell’intelligenza artificiale per garantire sistemi alimentari sostenibili in futuro.

 

Per quanto riguarda invece l’esperienza che l’utente ha nel relazionarsi alla macchina la call mette al centro il primato dell’umano: ogni persona deve essere consapevole che interagisce con una macchina e non può essere ingannata da interfacce che dissimulino il macchinico dandogli apparenze umane. La tecnologia basata sull’intelligenza artificiale non deve mai essere utilizzata per sfruttare le persone in alcun modo, soprattutto quelle più vulnerabili (soprattutto bambini e anziani). Deve invece essere usata per aiutare le persone a sviluppare le loro capacità e per sostenere il nostro pianeta.

Le sfide etiche divengono quindi sfide educative. Trasformare il mondo attraverso l’innovazione dell’Ai significa impegnarsi a costruire un futuro per e con le giovani generazioni. Questo impegno deve tradursi in un impegno per l’istruzione, sviluppando programmi di studio specifici che approfondiscano le diverse discipline dalle umanistiche, alle scientifiche a quelle tecnologiche, di educare le generazioni più giovani.

L’educazione delle giovani generazioni ha quindi bisogno di un rinnovato impegno e di sempre maggiore qualità: deve essere impartita con metodi accessibili a tutti, che non discriminano e che possono offrire pari opportunità e trattamento. L’accesso all’apprendimento deve essere inoltre garantito anche agli anziani, ai quali deve essere offerta la possibilità di accedere ai servizi innovativi in maniera compatibile con la stagione della loro vita.

Partendo da queste considerazioni, la call rileva che queste tecnologie possono rivelarsi enormemente utili per aiutare le persone con disabilità ad apprendere e a diventare più indipendenti, offrendo aiuto e opportunità di partecipazione sociale (ad esempio, lavoro a distanza per chi ha una mobilità limitata, supporto tecnologico per chi ha disabilità cognitive ecc.).

Perché le istanze etiche e l’urgenza educativa non rimanga una mera voce la call delinea alcuni elementi che vorrebbero generare una nuova stagione del diritto.

Per lo sviluppo dell’Ai al servizio dell’umanità e del pianeta sono necessari regolamenti e principi che proteggano le persone — in particolare i deboli e i meno fortunati — e gli ambienti naturali. La protezione dei diritti umani nell’era digitale deve essere posta al centro del dibattito pubblico, affinché l’Ai possa agire come strumento per il bene dell’umanità e del pianeta.

Sarà inoltre essenziale considerare un metodo per rendere comprensibili non solo i criteri decisionali degli agenti algoritmici basati sull’Ai, ma anche il loro scopo e i loro obiettivi. Ciò aumenterà la trasparenza, la tracciabilità e la responsabilità, rendendo più valido il processo decisionale assistito dal computer.

Progettare e pianificare sistemi di intelligenza artificiale di cui ci si possa fidare implica promuovere l’implementazione di modalità etiche che sappiano arrivare fin nel cuore degli algoritmi, il motore di questi sistemi digitali. Per far ciò la Call parla di “algor-etica”, ovvero di principi, una sorta di guard-rail etico, che espressi da chi sviluppa questi sistemi diventino operativi nell’esecuzione dei software. Nella Call vengono così elencati i primi principi algor-etici che si riconoscono come fondamentali per un corretto sviluppo di Ai.

L’uso dell’intelligenza artificiale deve quindi seguire i seguenti principi:

  • trasparenza — in linea di principio i sistemi di Ai devono essere comprensibili;

  • inclusione — devono essere prese in considerazione le esigenze di tutti gli esseri umani in modo che tutti possano beneficiare e che a tutti gli individui possano essere offerte le migliori condizioni possibili per esprimersi e svilupparsi;

  • responsabilità — coloro che progettano e implementano soluzioni di Ai devono procedere con responsabilità e trasparenza;

  • imparzialità — non creare o agire secondo il pregiudizio, salvaguardando così l’equità e la dignità umana;

  • affidabilità — i sistemi di Ai devono essere in grado di funzionare in modo affidabile;

  • sicurezza e privacy — i sistemi di Ai devono funzionare in modo sicuro e rispettare la privacy degli utenti.

Ludwig Wittgenstein, nel Tractatus Logico-Philosophicus, scriveva: «I confini del mio linguaggio sono i confini del mio mondo». Parafrasando il filosofo del secolo scorso allora, possiamo dire che per non rimanere esclusi dal mondo delle macchine, perché non si realizzi un mondo algoritmico privo di significati umani, dobbiamo espandere il nostro linguaggio etico perché contamini e determini il funzionamento di questi sistemi detti “intelligenti”. L’innovazione mai come oggi ha bisogno di una ricca comprensione antropologica per trasformarsi in autentica sorgente di sviluppo umano.

di Paolo Benanti

Connessioni laiche 2.0

mappa delle connessioni laiche 2.0 | Francesco Maule 2018

 

Qualche giorno dopo la conclusione del libro “The Game” di Alessandro Barrico (lo ammetto, autore che da anni snobbavo e che invece mi ha sorprendentemente appassionato) è arrivata una specie di illuminazione. Perché non provo anch’io a disegnare una mappa? Il libro di Barrico mi ha ispirato questa modalità di analisi dei fenomeni e io avevo bisogno di capire le “connessioni laiche 2.0” che da qualche mese stavo definendo con svariate letture e riflessioni. Nel pensare e nel disegnare la mappa è lentamente ma sempre più chiaramente arrivata la giusta posizione dei vari elementi e per giorni mi ha attraversato una sorta di estatica soddisfazione per la visione d’insieme raggiunta.

Provo a descriverla quindi, anche se il senso della mappa e dell’immagine è proprio quella della suggestione, impossibile da esplicitare in modo preciso e totale.

Il mese di settembre sono stato bloccato nei movimenti da una lussazione alla spalla destra che mi ha “costretto” a far poco altro che leggere e studiare.

Ho letto molto e ho avuto la fortuna di incrociare letture soddisfacenti e stimolanti. Ma talvolta, quando leggo molte cose e di varia tipologia, mi trovo a percepire una specie di dispersione o mancanza di collegamento tra le varie “strade” di pensiero intraprese. Aver trovato nella mappa lo strumento e la formula per mettere insieme i vari pezzi e dargli una qualche configurazione mentale e interiore mi ha dato notevole senso di compimento e comprensione.

La prima parte di questa mappa descrive alcune figure del panorama intellettuale italiano che mi pare diano indicazioni particolarmente pertinenti, pregnanti e suggestive per interpretare il passato, vivere il presente, osservando con la dovuta forza morale il futuro.

In alto alcuni “fossili (femminili) del ‘900”, donne che ho letto nei mesi scorsi e che continuo a leggere, che hanno attraversato il secolo scorso, o lo hanno raccontato, con una acutezza unica e una libertà invidiabile e ancora da considerare. Ci hanno raccontato e hanno vissuto il ‘900 da posizioni laterali ma utili a considerare eventi e lotte il cui sapore e senso rischiamo di dimenticare.

Goliarda Sapienza, L’arte della gioia, Einaudi, Torino 2015.

Adriana Zarri, Un eremo non è un guscio di lumaca, Einaudi, Torino 2012.

Rossana Rossanda, La ragazza del secolo scorso, Einaudi Tascabile, Torino 2005. Su Rossanda segnalo inoltre la sua recente intervista nella trasmissione Propaganda Live

Nella parte centrale della mappa sono tracciati alcuni “traghettatori dalle macerie del ‘900 al Game”, ossia l’oltremondo della connettività data da internet che si esprime nella vita sul web e sui social media vari.

Lucilio Santoni con il suo sorprendente e poetico “Cristiani e anarchici” (edizioni Infinito – Ebook) sarà a breve protagonista di un altro post specifico perché lo merita, è davvero un testo che mi ha illuminato e ispirato, che mi ha aperto una prospettiva nuova sull’anarchia e sul coltivare uno sguardo amorevole sugli esclusi e sulle fessure della storia.

Luciano Gallino, con “Il denaro, il debito e la doppia crisi spiegata ai nostri nipoti” (editore Einaudi – Ebook) mi ha enormemente aiutato a capire alcuni scenari economico – politici degli anni scorsi e contemporanei, compresa la lunga e snervante contrattazione tra (neo) governo italiano e UE sul DEF .

Altra lettura enorme, conclusa a settembre dopo tre anni, è stata la “The century trilogy” di Ken Follet (editore Mondadori): un romanzato viaggio di oltre tremila pagine nel ‘900, intenso, coinvolgente e anche utile a comprendere alcuni passaggi storici che alcune letture specifiche non permettono.

Segnalo in tal senso anche altri due testi che non ho letto proprio recentemente ma che ho messo nella mappa perché sono in continuità con la “the century trilogy” nel raccontare i momenti salenti dal ‘900 al tempo presente: Jonathan Coe che con la sua saga che inizia con “La famiglia Winshaw”, e prosegue con “La banda dei brocchi”, “Circolo Chiuso” e il recente “Middle England” (tutti editi da Feltrinelli editore) copre quel pezzo di storia dagli anni ‘80 ai nostri giorni focalizzandosi sulla esemplare vicenda inglese.

Stefano Massini, con una narrazione evocativa, nel suo “Qualcosa sui Lehman” (editore Mondadori) racconta la storia della famiglia che ha creato e poi dilapidato il colosso bancario e finanziario al centro dell’uragano economico che ha travolto il mondo nel 2008.

Laterali due testi di nutrimento spirituale che hanno alimentato la mia ricerca interiore in questi mesi: Silvana Panciera, Lo Yoga come Via. Un contributo spirituale anche per i cristiani, Gabrielli Editore, Verona 2017 e il testo di poesia di Chandra Livia Candiani, Fatti Vivo, Einuadi, Torino 2017.

Verso il basso della mappa indico quelli che io ho nominato come i “droni intellettuali sul Game”, ossia quelle figure intellettuali e di ricercatori che con il loro lavoro ci aiutano ad osservare dall’alto, come un drone appunto, lo scenario che stiamo vivendo, da dove è derivato e dove ci potrebbero condurre alcune scelte contemporanee o alcune evoluzioni tecnologiche e socio-economiche.

Sulla sinistra metto il già citato Alessandro Barrico, il protagonista di questa mappa e di questo mio periodo, che con il suo “The Game” (Einaudi pure lui, Ebook) mi ha davvero aiutato a sviluppare una comprensione del tutto diversa e profonda degli scenari del “game”, quella parte di vita che nella postura uomo-scrivania-pc che proprio in questo momento sto tenendo e nella postura uomo-smatphone trova il suo apice e massima espressione.

Altro personaggio clamoroso ma già con un suo solido accreditamento sia accademico che editoriale, che non è certo questo mio post a consolidare, è Yuval Noah Harari che ho già citato in un post passato, connessioni mistiche 2.0, e che ora sto ancora leggendo con le sue “21 lezioni per il XXI secolo”, (Bompiani editore, 2018).

Nella destra della mia mappa un frate francescano, prima ingegnere e ora teologo morale, Paolo Benanti che seguo regolarmente nel suo sito e nella sua newsletters, il cui lavoro teologico sto approfondendo nella lettura iniziata a luglio del suo “The Cyborg: corpo e corporeità nell’epoca del post-umano. Prospettive antropologiche e riflessioni etiche per un discernimento morale” (Cittadella editrice, Assisi 2016). Paolo Benanti, che tengo in parallelo ad Harari e che ne bilancia le prospettive, è davvero un drone morale e spirituale che sorvola, dopo averli completamente attraversati, i territori più complessi ma anche maggiormente intriganti del mondo contemporaneo: la relazione con le intellegenze artificiali (AI), le evoluzioni tecnologiche e in campo biomedico, gli scenari del nostro corpo in relazione alla connessione con le macchine e l’influenza con la vita e la nostra salute. Una bussola per me davvero fondamentale, invito a seguirlo nel suo sito: https://www.paolobenanti.com/

Per concludere questa infinita e prolissa presentazione della mappa che racconta le mie letture e alcuni territori attraversati durante il mio viaggio di questi ultimi mesi ho voluto segnalare Pietro Trabucchi, uno psicologo della sport che col suo “Resisto dunque sono” mi ha fatto approfondire la tematica della resilienza e invece col suo recente “Opus” (entrambi Corbaccio editore) analizza la tematica della motivazione, con alcuni elementi interessanti rispetto al cambiamento della capacità di resistere alle fatiche dovute all’influenza della vita digitale. Lettura davvero arricchente. L’amico Natale Brescianini con Alessando Panniti hanno invece scritto un libro a quattro mani molto particolare: “Spiritualità cristiana e Coaching. La relazione facilitante di Gesù” (edizioni La Parola, Roma 2017). È un testo che espone questa nuova forma di accompagnamento psicologico e spirituale, il coaching, con un’analisi e approfondimento delle modalità relazionali di Gesù come maestro che aiuta a far emergere la massima espressione e realizzazione delle persone che incontra.

Negli spazi di un blog non è conveniente spingersi oltre nelle considerazioni che ognuno di questi testi citati invece richiederebbe. Quello che volevo esprimere era piuttosto il senso di collegamento e richiamo reciproco che ho trovato in questo periodo di letture e studio. L’immagine iniziale, la mappa delle connessioni laiche 2.0, ne è la più elaborata, anche se simbolica, espressione.

Francesco Maule

15 dicembre 2018