elbagolo di Francesco Maule

la didattica dell’inquisitore

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Nel segnale della mano sul volto

eri alle vele nella nostalgia

quando demolivo i ricordi.

Il giorno del pugnale sul foglio

mentre l’albero dava lezione al nulla

continuano a costruire

cementi che chiamo asfalti

asfalti per gomme fossili.

 

Sento ripetere

che così non si può

così non va bene

magro asciutto e gelido

torquemada del terzo millennio

che vede tutto pericoli

paura alata senza nido né méta.

 

Didattica: la verità

il bene e il male

la fine e l’inizio, la morte

ciò che verrà, ciò che saremo.

 

Sapere tutto

senza debolezze

respirare

desistere alle tensioni muscolari

giudice senza difesa

pietoso

lento all’ira

grande nell’amore

avviso di un abbraccio insolubile.

 

Francesco Maule

sbandamenti umbri | 1

Ferentillo (Terni), 15 luglio 2018.

È facile parlare della bellezza dell’ignoto e delle cose impensate che nascono dall’aprirsi all’inedito, al nuovo, al non conosciuto. Spesso viene consigliato alle persone di uscire dall’ordinario per scoprire cose nuove e diverse della vita. Ma poi quanto ti capita veramente… quanto baratro, quanto impaurisce la terra (delle sicurezze) che manca da sotto i piedi. Basta poco: un imprevisto, un’indicazione stradale errata in un territorio che non si conosce, un piccolo incidente o guasto, vedere un paese semi deserto con i muri delle case crepati dal terremoto.

Basta poco per farci superare dei confini, delle piccole isole di sicurezza, dei limiti mentali che però ci rassicuravano e ci davano serenità.

Dicono che sia questo il valore del viaggio, sia questo il senso della conoscenza e della curiosità. Qualcuno la chiama avventura, altri scoperta, altri ricerca.

Io pensavo di essere abbastanza pronto, di avere oramai una maturità pellegrina, errabonda e viaggiatrice (beatnik), invece oggi mi sono scoperto corazzato, limitato, lievemente a disagio. Rompere l’armatura non è stato facile, emotivamente è faticoso, ma quando poi ti ritrovi a scrivere, anche solo poche righe, come volevi fare da tempo, mettendoti lì, davanti alle parole e allo schermo, nella tua propria realtà, dà a questo viaggio un bel capitolo d’inizio.

Francesco Maule

foto: Dario Dalla Costa