economia

L’insegnamento appreso dal minuscolo SARS-CoV-2

 

 

 

 

 

Condivido un articolo di Piero P. Giorgi di analisi su ieri, oggi e domani, utile per riflettere su ciò che stiamo vivendo e ricco di sollecitazioni per il prossimo futuro.

Piero è membro della comunità del Centro Europeo di Gargnano (BS), scienziato e docente universitario,  è autore di due testi anche in lingua italiana (citati nelle note). Lo ringrazio per la disponibilità alla condivisione.

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Preambolo

Durante la seconda guerra mondiale la popolazione passava ore nei rifugi antiaerei; chi pregava, chi si lamentava, chi suonava l’armonica. E tutti pensavano: ce la faremo, dopo questa grande paura tutto tornerà come prima.

E così fu.

Male, molto male.

Una tragedia del genere (milioni di morti e feriti, un mondo da ricostruire) avrebbe dovuto farli riflettere. Chi o cosa ha scatenato questo mostro? Quale responsabilità abbiamo avuto noi piccole formichine? 1 Che cosa dovremmo cambiare per evitare che si ripeta?

No, non ci fu nessuna consultazione pubblica di questo tipo. I vincitori (quelli che hanno voluto la guerra, l’hanno finanziata e ci hanno guadagnato) decidono quello che vogliono e le formichine, distratte e contente, si godono la Pace e accettano tutto come prima, più di prima, con passione.

Non è una novità. L’abbiamo fatto da circa 7.000 anni (un fenomeno molto recente della nostra esistenza), modificando e peggiorando i rapporti sociali in modo disumano già dal tardo Neolitico, l’Era del Bronzo, ottima lega metallica per fare spade, non adatte a cacciare ma ottime per uccidersi tra di noi2. La minoranza in cima alla piramide sociale, capendo che il proprio tornaconto (basato sulla violenza e l’ingiustizia sociale) comportava cose orrende per le formichine, pensò bene di camuffare la tragedia chiamandola “Civiltà” e insegnandola a scuola nella materia chiamata “Storia”, una sfilza di violenze e progressi tecnologici accompagnati da una progressiva perdita di umanità. 3 Ci furono anche progressi nell’estetica (arte) e nella conoscenza del mondo (scienza), ma senza discuterne le implicazioni sociali e capire i meccanismi socio-politici che li promuovevano (es. Fascismo a favore di Marinetti e il futurismo) o li proibivano (es. la Chiesa contro Galilei e la teoria eliocentrica).

Vediamo ora le lezioni radicalmente nuove rivelate dal nostro piccolo maestro di scuola.

Un virus (termine latino che significa ‘veleno’) non è neanche una cellula, neanche una forma vivente: solo una molecola di acido nucleico (DNA o RNA) con una camicia di proteine e un mantello di lipidi, ma è piccolissimo, una frazione di micron, che a sua volta è un millesimo di millimetro. Può solo esistere dentro a una cellula infettata (parassitismo obbligato), dalla quale prende in prestito i meccanismi biochimici per duplicarsi e infettare altre cellule. Così facendo, causa malattie in piante e animali, ma lui non lo sa. 4

Da dove è sbucato il piccolo responsabile della sindrome COVID-19? La risposta ci porta subito al primo gruppo di lezioni.

Uomini, piante e animali

Solo pochi millenni fa gli esseri umani hanno cominciato a considerarsi padroni del mondo, i quali possono letteralmente cambiare e sfruttare piante e animali, cambiare e inquinare acque e terreni senza ritegno. Più recentemente il rapporto danno ambientale/vantaggio pubblico è diventato enorme, poco sostenibile, con pochissimi che lo notano e urlano di rabbia. Per esempio, per guadagnare più soldi gli allevatori hanno ammassato gli animali da carne (galline, maiali, ecc.) in spazi strettissimi, causando loro stress e malattie; li hanno quindi imbottiti di antibiotici e tra gli acquirenti sono apparsi i primi batteri patogeni resistenti a tutti gli antibiotici, molto pericolosi. 5

In questo sfondo generale d’ignoranza e disinteresse, in Cina hanno permesso alla gente di mangiare cani randagi ammalati, pipistrelli 6 e pesci male conservati nei mercati. Pare che il nostro piccolo SARS-CoV-2 sia appunto nato nella regione di Huanan o nel mercato di pesci e animali vari della sua capitale Wuhan, nel mese di novembre del 2019. Aveva poco più di due mesi e già appariva in vari paesi del mondo; una creaturina sveglia, molto trasmissibile anche se non molto mortale.

Lezione 1 – Per una democrazia efficace non basta indire elezioni ogni cinque anni. Bisogna anche provvedere all’Educazione Civica a tutti i livelli scolastici 7 , avere una stampa critica e indipendente, organizzare discussioni politiche ben dirette, serene, senza voci sovrapposte e aggressività, con dichiarazioni documentate e ragionamenti logici. E poi, in un paese veramente democratico gli interventi dell’amministrazione pubblica devono anche essere trasparenti e motivati. In una situazione del genere, con educazione e informazione, si potrebbero prevenire i problemi (le pandemie, nel nostro caso), non solo ricorrere a drastiche misure repressive dopo che sono apparsi. Covid-19 non è solamente un problema medico. Una volta passata la pandemia non dovremo tornare a “tutto come prima”.

Lezione 2 – Uno dei flagelli più dannosi nelle società complesse (quelle degli ultimi 5.000 anni) è la corruzione (una forma di violenza). Le cause della pandemia e i non rari esempi di ritardi nell’applicare i rimedi riguardano non solo l’incompetenza ma anche la corruzione, proteggendo certe categorie più che altre in occasione di decisioni drastiche per rallentare Covid-19. Non si può ridurre ed eliminare la corruzione senza una buona etica sociale8. Esiste una chiara distribuzione geografica nei livelli di corruzione mondiale. Smettiamo di considerare gli USA come modello di società da ammirare (come vogliono i mass media) e documentiamoci sui paesi (es. scandinavi) che appaiono in cima alle classifiche con i minori livelli di corruzione9. Poi decidiamo di imitare loro, non i falsi modelli impostici. L’Italia ha poi un grosso problema da risolvere riguardo il fenomeno delle reti criminali (mafia, camorra, ndrangheta e la cosiddetta mafia nigeriana)10. Una volta passata la pandemia non dovremo tornare a “tutto come prima”.

Lezione 3 – Le formichine sanno tutto sui telefonini. Lo hanno appreso dopo una reclame a tappeto (dieci pagine del Corriere della Sera comprate da Vodafone il giorno dell’uscita in vendita del loro primo smart phone) e dopo severe esclusioni (occorre uno smart phone per accedere a normali funzioni amministrative). Allo stesso tempo le formichine hanno una conoscenza a livello medievale della biomedicina. Va bene così, perché se sapessero come funziona il proprio corpo sarebbe molto difficile vender loro tutti quei prodotti che fanno male o nascondere loro le scelte corrotte fatte dal governo riguardo la salute. A proposito delle cosiddette “lotte politiche”, è più efficace offrire un’educazione civica e una preparazione scientifica alle formichine che votano (democrazia consapevole), piuttosto che organizzare un movimento di protesta contro una politica sbagliata dopo che è stata messa in atto. Per esempio, dopo il fenomeno infettivo degli altri due corona virus, SARS (2003) e MARS (2012), i finanziamenti concessi per studiarli furono molto pochi11. Per l’informazione in democrazia, vedi Lezione 1. Per l’inadeguatezza politica, vedi Lezioni 1 e 2. Se avessimo studiato bene gli agenti infettivi simili dieci anni prima e avessimo avuto governi più interessati alla prevenzione delle malattie che alla finanza, avremmo salvato molte vite. Questo è stato provato da due paesi, la Corea del Sud e Taiwan, che avevano fatto tesoro dell’epidemia di SARS del 2002. Esempi di paesi che all’inizio della pandemia hanno ostentato un’inazione criminale sono Francia, Inghilterra e Stati Uniti (in ordine alfabetico), con capi di governo arroganti; sono poi stati svegliati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma il danno, ancora da accertare, è stato fatto12. Una volta passata la pandemia non dovremo tornare a “tutto come prima”.

Smantellamento della Sanità Pubblica

Se consideriamo in particolare gli attuali paesi Europei e gli Stati Uniti, con una pronunciata stratificazione sociale (minoranza ricca e maggioranza vicino alla povertà) e una borghesia in via di diminuzione, 13 notiamo che questa tendenza si riflette anche nel sistema sanitario. Circa trent’anni fa l’industria della malattia (chiamata però “sanità”) ha cominciato a dividersi in due filoni: la medicina per i ricchi e quella per i poveri (chiamate però “privata” e “pubblica”). La seconda ha molto meno risorse ed è molto più lenta. E’ successo in silenzio, senza un dibattito pubblico preliminare, come tutti i cambiamenti che favoriscono gli interessi dei grossi investimenti, mentre le formichine sono distratte da TV e mass media.

Purtroppo l’intervento sanitario necessario per una pandemia è quello pubblico e l’atteggiamento giusto della politica in questa occasione sarebbe quello di chi gestisce i servizi per i cittadini, non quello di chi si occupa solo del potere. 14

Lezione 4. Ecco come il piccolo virus ha messo a nudo l’inefficienza dei due filoni di medicina (la facile diffusione dell’infezione), oltre che dimostrare la sua natura fondamentale ingiusta (più alta percentuale di morti tra i poveri). C’era proprio bisogno di una pandemia per farci capire che un regime sanitario giusto è quello disponibile per tutti e ben sovvenzionato dallo Stato? Chiediamoci perché il progetto del Presidente Obama di un’assistenza medica nazionale è stato talmente osteggiato dai conservatori statunitensi. Immaginiamo, sempre per capire la mentalità USA, che ci fossero due livelli nel sistema di difesa militare: un esercito sgangherato che difende i poveri e uno molto tecnologico per difendere solo i ricchi. A noi farebbe ridere, a loro forse sembrerebbe logico. Un articolo di Gael Giraud ha discusso recentemente come si dovrebbero modificare i nostri sistemi sanitari in vista di future pandemie virali, molto probabili considerando le alterazioni dell’ambiente causate dalle interferenze umane. 15 Buona idea. Una volta passata la pandemia non dovremo tornare a “tutto come prima”.

Per finire, una domanda: perché spaventarsi tanto del virus, quando …

Un bravo frate francescano italiano e missionario in Cina, Luigino Belloli, ha diffuso un testo sulla pandemia dall’impostazione originale in un certo senso ma preoccupante in un altro. In breve, egli si chiede: perché spaventarsi tanto del piccolo virus quando negli ultimi secoli è successo di molto peggio e questo non ci ha mai spaventati? E ci ricorda cose terribili ai danni di persone e dell’ambiente.

Nel paragrafo inquadrato qui sotto vediamo brevemente queste tragedie, cominciando da quelle per le quali potrebbe esserci una spiegazione della nostra insensibilità e continuando con le altre che dimostrano, invece, quanto siamo incoscienti (o distratti da chi non ci vuole consapevoli).


 

Da anni ci è stato detto che circa il 10% della popolazione mondiale consuma circa il 90% dei beni e servizi prodotti nel mondo. Altro dato: le proprietà dei pochi miliardari esistenti (solo 2.000 persone) corrispondono alle proprietà di ben 4 miliardi e mezzo degli oltre 7 miliardi di esseri umani sulla Terra (rapporto annuale Oxfam 2019). Anche se la notizia è impressionante, non sembra disturbare la formichina media europea che probabilmente ha ancora abbastanza risorse da vivere decentemente. Ma questa estrema differenza tra pochi ricchissimi consumatori e tantissimi poveri bisognosi non è solo immorale. Essa crea anche la crisi ambientale e sociale che uccide circa 8 milioni di persone all’anno, non ogni tanto come un virus, le uccide regolarmente ogni anno. Questo comincia a preoccupare chiunque abbia un minimo di senso etico o è capace di immaginare squilibri futuri anche peggiori.

Poi ci sono le 25 guerre attualmente in corso nel mondo con i loro morti, i loro senzatetto, i loro migranti, le loro spese militari. E con l’ONU incapace di arrestarle, perché le superpotenze, sempre coinvolte in un modo o nell’altro in queste guerre, hanno il diritto di veto 16 nel Consiglio di Sicurezza che dovrebbe intervenire.

Poi ci sono le multinazionali dei minerali, dell’agricoltura, dei prodotti chimici e farmaceutici che causano innumerevoli danni agli uomini e all’ambiente al fine di guadagnare di più e ancora di più.

Poi ci sono migliaia di bombe atomiche nei magazzini militari di tutto il mondo, mentre basterebbe l’uso, anche per sbaglio, di solo una decina per causare un “inverno nucleare” (una barriera di fumo e polvere contro i raggi del sole) che estinguerebbe tutte le forme viventi sulla terra. Non servono alla difesa, neanche come deterrenti. L’Italia, vergogna a noi, non ha ancora firmato e ratificato il recente Trattato ONU per eliminarle.

Un’ovvia alterazione ambientale, i cambiamenti climatici, quelli sì hanno già spaventato la gente, ma mancano (o non sono ancora permessi) i meccanismi democratici per protestare e costringere i governi a prendere misure serie. Quale tragedia globale (come Covid19) deve avvenire prima che misure d’emergenza (già fuori tempo massimo) vengano adottate per proteggere l’ambiente?


 

Conclusione

In breve, ecco la causa di questi orrori: la venerazione delle due divinità del Denaro e della Potenza da parte degli uomini. La conseguenza: l’estinzione della nostra specie in breve tempo 17 , se non ascoltiamo la lezione principale del piccolo virus: una volta passata la pandemia non dovremo tornare a “tutto come prima”.

 

Piero P. Giorgi

(aprile 2020). Questo testo può essere diffuso liberamente.

Note:

1 Useremo questo termine per riferirsi alla massa della popolazione controllata dall’alto attraverso i mass media, con la paura e l’ignoranza. Naturalmente il termine non è usato in senso peggiorativo, ma ci sembra quantitativamente significativo. Infatti la categoria che esercita il potere (non il Servizio, vedi nota 14) è sempre una piccola minoranza. Quella che soffre in seguito al potere esercitato male rappresenta un numero molto grande, le formichine. Ebbene, è proprio in insediamenti umani troppo grandi (senza più comunità umana) che la violenza ha trovato la propria origine e l’ambiente ideale per svilupparsi (vedi nota 2).

2 Per i dettagli sull’origine della violenza (non solo della guerra) vedi Giorgi, P. P. (2008) La violenza inevitabile – Una menzogna moderna. Jaca Book, Milano.

3 Sulla natura umana nonviolenta e il recupero della nostra umanità, vedi Giorgi, P. P. (2019) La rivoluzione nonviolenta. Gabrielli Editori, Verona.

4 La storia del passaggio di germi dagli animali d’allevamento agli uomini è spiegata in Diamond, J. (1997, 2019) Guns, germs and steel, pp. 103 e Chapter 11 (pp. 231-256, Table II.I, p. 247). Vintage, Londra. Edizione italiana: Armi, acciaio e malattie. Breve storia degli ultimi tredicimila anni, Einaudi, Milano. Il morbillo, la tubercolosi, il vaiolo, l’influenza, la pertosse e la malaria ci sono stati passati dagli animali che abbiamo allevato. Una curiosità: già nel 2012 David Quammen aveva preconizzato la possibilità di una malattia trasmessa da animali all’uomo in Cina e poi diffusa rapidamente nel mondo (Quammen, D., 2012, Spillover – Animal infection and the next human pandemic. W.W. Norton, New York). Vedi anche la sua intervista pubblicata su Yale Journal of Biology and Medecine, vol. 86 (1), pp. 107-112 (marzo 2013).

5 Sugli allevamenti intensivi e i loro problemi, vedi Quaderni del Bobbio (2010), n.2, p. 109.

6 Non si tratta dei nostri piccoli pipistrelli insettivori che volano al tramonto (Microchirotteri), ma di quelli grandi come cagnolini dei climi caldi che mangiano frutta, vivono spesso in numerose comunità sugli alberi e volano di notte (Macrochirotteri). Questi ultimi pare abbiano un sistema immunitario ottimo e si possano permettere di ospitare molti virus senza esserne disturbati. Così diventano un cibo pericoloso.

Ndr. Per approfondire: https://valori.it/cina-wet-market-commercio-animali-selvatici/

7 La Svizzera, per esempio, comincia a insegnare educazione civica nelle elementari, come la materia principale e insegnata dal Direttore della scuola.

8 L’Italia ha un’ottima Costituzione, con alti valori etici, i quali sono tranquillamente ignorati dagli amministratori. Ha anche delle buone regole sui rapporti reciproci d’indipendenza tra gli organi legislativi (parlamento), quelli esecutivi (governo) e quelli giudiziari (tribunali), ma le regole sono spesso bellamente trascurate. Il fatto è che l’etica sociale deve sussistere anche nella cultura della gente. Un paese con una maggioranza di “furbetti” non va lontano.

9 Vedi i valori di CPI (indice di corruzione percepita) prodotti ogni anno da sito di Transparency International.

10 I due fenomeni più dimostrativi sono a) L’uso che i governi italiani hanno fatto del Sud, già subito dopo l’unità nazionale, come fonte di voti in cambio di favori, attraverso accordi con le varie mafie, e b) il famoso, ma ufficialmente sempre negato, accordo tra Stato e mafia, subito dopo il maxiprocesso di Palermo contro 460 membri di Cosa Nostra (1986-92), seguito dalla fine del pool antimafia e dall’assassinio di Falcone e Borsellino. Ora che le mafie si sono ben integrate anche al Nord, non si tratta più di un problema geografico, ma di una tragedia di Stato, o per meglio dire, di una grave disfunzione della politica italiana.

11 Vedi l’articolo (in inglese) “Siamo stati avvisati, allora perché non abbiamo potuto prevenirlo?”, New Scientist, 7 marzo 2020, p. 9.

12 L’Islanda si è comportata da paese esemplare. Già alla fine del gennaio 2020, senza ancora nessun evidente caso d’infezione, ha cominciato una campagna di depistaggio (identificazione preliminare di persone infettate) salvando così molte vite. Informazione apparsa sul quotidiano belga La Libre, editoriale del 15 aprile 2020, basato su un articolo dell’importante periodico medico New England Journal of Medicine del 14 aprile, firmato da ricercatori di università islandesi finanziati dalla società deCode Genetics).

13 Questo è un vecchio problema. Le società complesse hanno cominciato a stratificarsi già all’Età del Bronzo, a causa dell’emergente specializzazione professionale e del conseguente vantaggio di alcuni mestieri nel baratto (Giorgi, 2008, citato in nota 2, pp. 82-94). Il modello piramidale, con nobiltà e sacerdoti in alto e contadini e schiavi in basso, è poi stato la regola per alcune migliaia di anni, fino al Medioevo, quando una borghesia capace e operosa (poi anche istruita) si è incuneata in mezzo e ha cominciato a disturbare gli equilibri dello sfruttamento dall’alto, creando poi (nell’Ottocento) pressioni per ottenere più giustizia sociale. Nel secondo dopoguerra, la mancanza di poteri istituzionali per le ex categorie privilegiate, l’indebolimento della borghesia creativa e il terrore del Comunismo hanno giustificato progetti illegali “sotto copertura” usando “elementi deviati”, spesso con la collaborazione di governi stranieri. Questo ha portato, a partire degli anni 1960–70, all’attuale crisi della democrazia nei paesi europei.

14 Per la differenza tra politica di potere e Politica di Servizio, vedi Lunari, A. (2014) Eric Wolf e la nuova antropologia. Tesi di Laurea Magistrale (Università degli Studi di Milano – Bicocca, Antropologia Politica), sez. 6.3, “Uno studio specifico – Italia 2012-2014”, pp. 77-91.

15 Giraud, G. (2020) “Per ripartire dopo l’emergenza Covid-19”, La Civiltà Cattolica, Anno 2020, volume II, Quaderno 4075 (4 aprile), pp. 7-19 (disponibile online sul sito del periodico).

16 Questa regola dell’ONU è incredibile e contro il vero ideale di questa tormentata istituzione. Già la Società delle Nazioni, voluta dal Presidente USA Woodrow Wilson, iniziò nel 1920 ma fallì per l’opposizione dello stesso partito repubblicano USA. Nessuno in ambiente internazionale osa discutere sul veto o volerlo eliminare. Di cosa hanno paura?

17 Vedi Giorgi (2019), citato in nota 3, pp. 102-109.

La spiritualità salverà il mondo

Intervista al teologo Matthew Fox

Sto lentamente ma progressivamente entrando in contatto col pensiero di Fox e questa intervista, pubblicata su Adista, riporta molti dei punti che affronta in modo più esteso nei suoi libri. F.M.


di

38632 ROMA-ADISTA. Il teologo statunitense Matthew Fox è molto noto in Italia per il suo libro In principio era la gioia (Fazi, 2011), dal cui successo editoriale è scaturita anche un’associazione culturale che si dedica a diffonderne il pensiero (www.spiritualitadelcreato.it). Dopo altri volumi pubblicati sempre presso Fazi, nel corso degli ultimi anni l’Associazione Spiritualità del Creato ha sponsorizzato la pubblicazione di diverse traduzioni delle sue opere che, tralasciando gli aspetti già noti del suo pensiero, presentassero la ricchezza della sua proposta spirituale a partire dalla sua prima opera (Preghiera: una risposta radicale all’esistenza, Gabrielli 2014). Dopo Compassione: spiritualità e giustizia sociale (Claudiana, 2014) è stata la volta dell’autobiografia, pubblicata l’anno scorso presso Garzanti. A settembre apparirà un nuovo libro, molto breve e sintetico, ma di grande profondità, dal titolo La spiritualità del Creato: manuale di mistica ribelle (Gabrielli Editori). Vi anticipiamo l’intervista che Fox ha concesso a Gianluigi Gugliermetto, pastore anglicano e fondatore dell’Associazione Spiritualità del Creato, e che costituirà la postfazione del volume.

Quando scrisse questo libro, La spiritualità del Creato, il mohttps://elbagolo.files.wordpress.com/2016/07/a25a9-5.jpgndo si trovava forse in una situazione di maggiore speranza. La guerra fredda era terminata, la guerra del Golfo non era ancora iniziata. Anche se lei venne ridotto al silenzio per un anno, e scrisse il libro alla fine di quel periodo, il tono generale del volume è molto ottimistico. È d’accordo? Scriverebbe lo stesso libro oggi? O, meglio: la sintesi della spiritualità del Creato che lei ha proposto in questo libro del 1991 è valida ancora oggi?

È vero, ovviamente, che la storia e la cultura si sono evolute da quando ho scritto questo libro. Per quanto riguarda la Chiesa cattolica, ad esempio, all’epoca alcuni teologi (tra cui Leonardo Boff e io stesso) eravamo posti sotto silenzio per periodi limitati, ma non eravamo ancora stati espulsi come invece accadde alcuni anni dopo. Successivamente, un totale di 106 teologi e teologhe (la lista si trova nel mio libro La Guerra del papa, Fazi, 2012) sono stati messi a tacere, espulsi e posti in condizioni tali di stress da provocar loro attacchi cardiaci ed esaurimenti nervosi. Il Vaticano dell’era Giovanni Paolo II e Benedetto XVI era impegnato a screditare la Teologia della Liberazione e le Comunità di Base, in combutta con il presidente Reagan e la CIA (un fatto che documento nel mio libro), ma non era ancora detto che ci sarebbero riusciti e che avrebbero sostituito dei leader cristiani autentici e davvero eroici, come mons. Romero, il vescovo Casaldáliga, il cardinale Arns, con persone estremamente obbedienti e appartenenti alla destra estrema, membri dell’Opus Dei, della Legione di Cristo, e altri ancora. Il marcio dei preti pedofili e la sua copertura da parte della gerarchia, a partire dal card. Law fino al card. Ratzinger, non era ancora visibile al pubblico. Quando il libro venne pubblicato c’era, quindi, più speranza riguardo alla Chiesa cattolica, a causa di una certa ingenuità. Dal punto di vista culturale, il libro venne ben prima dei drammatici eventi dell’11 settembre e la risposta cieca, guidata dal loro cervello rettiliano, data dall’amministrazione Bush-Cheney, con l’invasione dell’Iraq con ragioni false e con il pandemonio che ne seguì, con il Medio Oriente che continua a bruciare, dalla Siria all’Iraq, alla Libia e in altri luoghi ancora. E la successiva “primavera araba” come sappiamo ha ottenuto risultati ambivalenti. Riguardo la tesi fondamentale del libro, tuttavia, ritengo che stia ancora in piedi. Dopo tutto, io non sono un giornalista.

Come teologo spirituale cerco di dare un nome alla correnti profonde della vicenda umana, sia quelle individuali sia quelle comunitarie, correnti che sono presenti in ogni caso, indipendentemente dagli avvenimenti internazionali. Ciò che dico in La spiritualità del Creato è ancora vero, secondo me: abbiamo bisogno ora più che mai di un risveglio interculturale che nasca da una passione profonda per la giustizia e la compassione, per un nuovo sistema economico che funzioni per tutti, per il rinnovo delle forme educative e di una filosofia dell’apprendimento che sottolinei la creatività invece dell’obbedienza, che ritenga l’eco-giustizia essenziale per la nostra sopravvivenza come specie (ovviamente anche delle altre specie) e che si impegni a raccogliere insieme le tradizioni sapienziali di tutta la Terra (inclusa la scienza di oggi) invece di continuare le guerre di religione e le divisioni ideologiche. Queste io le chiamo le “quattro E”: l’educazione, l’ecologia, l’economia e l’ecumenismo. È ovvio che la spiritualità del Creato, che pone il Creato come strada maestra dell’esperienza del divino e del senso del sacro, è al cuore del rinascimento che tutti stiamo cercando. (altro…)