Del Din

tutti pazzi

Ci sono vari modi per esternare sconcerto, dissidenza, disapprovazione, disagio. Alesenzapelle, amico artista che da anni persegue percorsi creativi che abbracciano varie discipline, presenta ora una rivisitazione elettropunkpostmodernwave di una mitica canzone punk italiana del gruppo “Negazione”: Tutti pazzi. Lo fa con un video che rappresenta un potente gesto artistico di repulsione per quanto noi, in particolare vicentini, abbiamo subito e stiamo subendo in questi anni: la base militare USA ex Dal Molin oggi Del Din, lo scandalo urbanistico di Borgo Berga, la strada pedemontana SPV (che io ribattezzerei Scempio Padano Veneto), la grande truffa della Banca Popolare Vicenza. La canzone+video di Alesenzapelle vale quanto ogni altra forma di denuncia, di protesta, con la forza in più però di esprimere quella rabbia che anche io talvolta reprimo vergognosamente. F.M.

AleSenzaPelle “Tutti Pazzi” cover Negazione

 

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Il pugno e la carezza

Il pugno e la carezza: riflessioni sulla pace è il bel titolo del n. 2, Aprile-Giugno 2013, con cui la rivista Esodo ha voluto ricordare il 50° anniversario dell’enciclica Pacem in terris, di Papa Giovanni XXIII. Riportiamo qui uno degli articoli proposti, dal titolo Guerra e pace a Vicenza.

Aumentano di numero, durata, vittime, costi. Anche se le chiamano “guerre di bassa intensità”. Per sostenere le quali è necessario assicurare “cuori e menti” alla causa. Per questo, è urgente rinnovare il “dizionario della pace”. La sfida del Parco della Pace, a Vicenza. Ne scrive Marco Cantarelli.

Il territorio di Vicenza è uno dei più militarizzati al mondo. Con l’aggravante – dal nostro punto di vista – che, a differenza di altri luoghi, le più importanti ed estese fra le numerose istallazioni militari, che deturpano il paesaggio, sorgono in centri abitati o, comunque, a ridosso di insediamenti urbani, caratteristici del modello di “città diffusa” che ha trasformato il Veneto negli ultimi decenni.
Altra peculiarità di tale presenza militare è che essa è fondamentalmente straniera, in particolare statunitense. Anche se non va dimenticato che Vicenza è sede del Centro di Eccellenza per le Unità di Polizia di Stabilità (COESPU, dall’acronimo in inglese), dell’Arma dei Carabinieri, e ospita, inoltre, la Forza di Gendarmeria Europea (EUROGENDFOR o EGF), il primo corpo militare dell’Unione Europea a carattere sovranazionale; entrambi, centri di formazione delle polizie di diversi Paesi europei e, pure, extraeuropei.
Tale presenza militare non è nuova; risale al dopoguerra e si è sviluppata nel contesto della Guerra Fredda: il territorio vicentino ha ospitato, infatti, per circa mezzo secolo istallazioni missilistiche nucleari, depositi nucleari, caserme, magazzini e strutture di comando militare delle forze statunitensi e dell’Organizzazione del Trattato Nord-Atlantico (NATO).
Contrariamente a quanto occorso altrove, la fine della Guerra Fredda non ha comportato una riduzione della presenza militare in questo territorio, piuttosto una sua moltiplicazione: come dimostra la vicenda della nuova base militare statunitense, denominata “Del Din”, di prossima inaugurazione nell’area dell’ex aeroporto civil-militare Dal Molin.
Tale rinnovata, ampliata e riqualificata presenza militare risponde alle nuove esigenze operative nei cosiddetti “teatri caldi”: Vicenza è sede del Comando AFRICOM, che sovrintende la proiezione strategica degli Stati Uniti nel continente africano; di stanza a Vicenza sono, inoltre, vari battaglioni della 173° brigata aviotrasportata delle forze armate statunitensi, in questi anni in prima linea in Iraq e Afghanistan.

Oltre che per il fatto in sé, per il modo in cui è stata gestita l’intera vicenda, la nuova base militare rappresenta una ferita per la comunità vicentina, destinata a non rimarginarsi facilmente. (altro…)