Cristina Bellemo

Diamoci una sregolata!

Cristina Bellemo, vicentina della Valsugana, con il suo “Diamoci una sregolata. Storie ribelli che aiutano a capire e ad accettare i limiti” (Erickson edizioni) affronta un tema spinoso: le regole, ovvero gli “ottomila” della sfida educativa. Solitamente emerge il problema degli strumenti per parlarne, con la stranezza che quelli pensati per i ragazzi in realtà saranno utili soprattutto agli adulti, come in questo caso. Questo testo, che si presenta con una delicatezza letteraria originale e precisa, racconta le vicende dei ragazzini di Vieti che decidono di opporsi alle regole: «no ai no, vietati i vietato, basta i bisogna». Accade però che per continuare a mangiare pensano allo strambo e solitario Gino per farsi aiutare a preparare la pasta. Gino li accoglie, li ascolta, li valorizza ma poi, una volta sfamati, li istruisce ed educa i ragazzini con delle storie poetiche e suggestive, legate al divieto che di volta in volta uno o una di loro gli descrive. Nascono così una ventina di favole che invitano ad un processo di incontro, dialogo e conoscenza reciproca che il saggio Gino costruisce coi ragazzini. Non sono solo le regole – e la consapevolezza verso le stesse – che tengono legati i bambini a Gino, ma anche il desiderio di affrontare temi delicati, che spesso i bambini pongono con le loro domande: la verità, la morte, il crescere, l’annoiarsi, la paura. Un libro utile a genitori ed educatori di bambini grandicelli o ragazzini, forse la scuola secondaria è l’età cui sembra mirare il testo, per rendersi conto che le regole e i limiti sono i termini esatti della relazione d’amore e che tale cammino non deve precludere il coinvolgimento affettivo. Un’ultima notazione letteraria rispetto all’autrice. La Bellemo sta crescendo vistosamente come scrittrice, sia per il target delle sue storie che per i contenuti. Che alcune sue tensioni di scrittura, che richiamano anche il grande Calvino, non segnalino che alla prossima opera ci si troverà con un lavoro dichiaratamente per adulti, visionario, poetico, lirico e stimolante come sempre?

Francesco Maule

gennaio 2012

Cristina Bellemo, Diamoci una sregolata! Storie ribelli che aiutano a capire e ad accettare i limiti, Erikson Edizioni, Trento, 2011.

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Buona differenza!

Immagine di Manuela Simoncelli (pp. 60-61)

Storie vere di persone speciali

Ai bambini si può raccontare tutto, lo diceva anche Gianni Rodari. Ma le parole da usare, le storie da inventare richiedono una sensibilità particolare. In Buona Differenza! (ediz. Messaggero, Padova) Cristina Bellemo dimostra di averne molta: ha scelto infatti di raccontare storie vere di persone speciali, la cui particolarità non risiede però in doti eroiche o in risultati eclatanti. Le storie di questo libro sono caratterizzate dalla semplicità, con il tentativo mettere in luce meandri di vita spesso esclusi. Ecco allora che attraverso le parole della Bellemo e le immagini di Manuela Simoncelli,

Monologo (a due voci) sul tema casa. Immagine di M. Simoncelli (pag. 58).

delicato quanto complementare accompagnamento di simboli e suggestioni, il libro Buona Differenza! permette di dare voce a temi delicati che vanno affrontati in un legame fatto di ascolto ed empatia tra bambine, bambini insieme con genitori ed educatori.

Il Signor Nonciriesco, Il bambino a quattro ruote, Non ho (dedicato ai papà, che sanno trovare soluzioni), Se e so (che affronta il tema della morte con una delicatezza indicibile), Sabatino e Clò sono i titoli di alcune delle 24 storie che compongono il libro. Il filo conduttore è il tema della differenza, quanto mai necessaria di attenzione in una cultura e società che tende invece a temerla e a nasconderla. Tempi di uniformità e appiattimento, i nostri, ma, come ricorda la Bellemo, la differenza è il luogo in cui possiamo trovare noi stessi, perché ciascuno di noi è un differente.

La meraviglia che possiamo trasmettere a figli e bambini, come avviene alla fine del viaggio del treno de I differenti, è il riconoscimento che ci assomigliamo, nei desideri. E se una placida mucca va a brucare le poche erbette tra i binari e il treno della vita frena bruscamente per non colpirla, ecco allora che quello scombussolamento che si crea tra le differenze che ci abitano e che incontriamo, e che fino a qualche attimo prima stavano compostamente attente a non contaminarsi, possono, grazie a quella frenata, trasformare la solita vecchia vita di tutti i giorni in qualcosa di… molto differente.

Francesco Maule

“La Voce dei Berici” – 27 febbraio 2011 – pagina 21.

Spatricchio e Pastrocchio. Immagine di M. Simoncelli (pag. 54).