Voce dei Berici

Ospitalità come fondamento della pace

LA PACE COME FRATERNITA’ NATA DALL’ACCOGLIENZA DELLO STRANIERO.

L’usuale Convegno socio-politico, organizzato dalla Consulta delle Aggregazioni Laicali, si svolge quest’anno la corrente domenica 9 novembre 2014, con inizio alle ore 9 e 30, presso il palazzo delle Opere sociali in piazza Duomo a Vicenza. Inserito nel contesto che vuole contribuire a preparare la 47esima Marcia della Pace, sostenuta dalla CEI, da Pax Christi e da vari altri movimenti ed associazioni, che si svolgerà a Vicenza il 31 Dicembre prossimo vedrà interventi sul tema “Volti negati, volti fraterni. Correre il rischio dell’incontro col volto dell’altro”.

Insieme allo psicologo Franco Vaccari interverrà la biblista Rosanna Virgili. La prof.ssa Virgili, docente di teologia biblica sacramentaria presso l’istituto teologico marchigiano, affronterà il tema “mai senza l’altro, l’ospitalità come fondamento della pace”. È proprio lei a spiegarci, nell’anticipare qualche elemento del suo contributo al convegno socio-politico, come: «nella Bibbia c’è una concezione particolare della pace, che è data dalla fraternità che nasce dall’accoglienza dello straniero. Nella bibbia i protagonisti sono tutti stranieri». A proposito di questo la prof.ssa Virgili ci descrive l’episodio di Abramo che lasciata la Caldea per insiediarsi in Canaan sceglie di svolgere lo stesso lavoro della popolazione indigena, ossia il pastore. Ma ha bisogno dei pozzi per abbeverare il bestiame. È a questo punto che si crea il conflitto con il locale re Abimèlech. Ma è nella soluzione che emerge dalla storia biblica che, secondo la Virgili, si trova il fondamento della ricerca della pace nella bibbia, ossia la gestione del territorio in modo fraterno e solidale. Il conflitto avrebbe causato una perdita per tutti. La pace quindi, secondo la lettura biblica della Virgili, «è un investimento che le società costruiscono per dimostrare la possibilità della condivisione e convivenza. Nella bibbia la pace – shalom, significa cerchio, fraternità che si crea tra diversi e la pace è proprio quel fiorire degli elementi diversi – inizialmente stranieri l’uno all’altro – che trovano le vie dell’ospitalità e dell’accoglienza invece che quelle dell’ostilità e del conflitto».

Invitando la prof.ssa Virgili a trasportare questi temi nel contesto attuale di una città come Vicenza, dove in questi ultimi decenni si sono visti concentrarsi in modo rappresentativo dinamiche di incontro e scontro dati dai flussi globali di persone provenienti da Est Europa, Asia, Africa e da una massiccia e ora più ampia presenza di militari USA che nelle basi presenti a Vicenza ricevono la formazione per intervenire nelle più delicate questioni geopolitiche planetarie lei ci ha risposto spiegandoci come: «anche nel mondo antico erano massicci i flussi migratori. La storia di Rut e Noemi né è un esempio. Quando in una città c’è fame e carestia il popolo si sposta. La fame si risolve con la condivisione. Dalla bibbia arriva questo primo livello: l’accoglienza come concezione delle nostre città, dove c’è posto per tutti. Nella bibbia – ci spiega ancora la prof.ssa Virgili – l’integrazione è proprio la fonte del benessere, fa crescere e dà un futuro a tutti i cittadini, sia a quelli accolti che a quelli che accolgono. Ci si arricchisce nella diversità». Rispetto alla presenza militare nella città di Vicenza, la Virgili la pone come motivo di seria questione di coscienza per i cristiani, dove è necessario interrogarsi e informarsi sulll’onestà e lealtà di queste istituzioni e di come operano nel mondo. La biblista invita ad ascoltare di più i missionari, i loro racconti, perchè dalla loro voce e dai loro vissuti è forse possibile cogliere il complesso intreccio che la nostra società vicentina in qualche modo rappresenta.

Francesco Maule

La Voce dei Berici | domenica 9 novembre 2014, pag. 7

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Periferie cuore della missione

Ottobre missionario. Un mese dedicato alla missione ma che, per la Chiesa, è appello ad un impegno da vivere tutto l’anno

Il mese di ottobre è ricco di appuntamenti e ci offre l’occasione per riprendere il filo, con don Arrigo Grendele, direttore dell’ufficio diocesano, di molte questioni che emergono sul tema missionario. Don Arrigo non va lontano da quanto anche Papa Francesco continua a ripetere: è in gioco la capacità della Chiesa di ritrovare e riscoprire il senso per cui esiste, che è essere missionaria. La Chiesa esiste per testimoniare il Vangelo a tutti, soprattutto ai più poveri, ai più deboli, agli emarginati, anche nella Chiesa. Layout 1Don Arrigo, con una opportuna fermezza, ci fa capire come questa sia una questione seria, di come non sia più sufficiente battere le mani al Papa, ma sia il momento di prendere sul serio e mettere in pratica quanto dice. L’invito e le proposte per il mese missionario vanno proprio in questa direzione, dove anche la pastorale e l’animazione missionaria vanno rivisti, cercando di superare stili e modalità che erano adatti ad un contesto ormai superato. Don Arrigo ci spiega come questo sia stato anche il punto di partenza del Convegno missionario che si è tenuto sabato 20 settembre. Prima di tutto creare l’occasione perché i vari gruppi missionari, presenti in tutte le parrocchie della diocesi, abbiano la possibilità di incontrarsi ed entrare in relazione. L’altro obiettivo, dove Don Amedeo Cristino, direttore del CUM, ha portato un contributo denso e incisivo, è aiutare le comunità e le parrocchie a convertire tutta la pastorale alla dimensione missionaria, che è ben altro, specifica don Arrigo, dal limitarsi alle pur necessarie raccolte di fondi e beni da inviare nei continenti più poveri. Il rischio – don Arrigo fa eco alle parole di don Amedeo – è quello che nelle nostre comunità non cambi nulla, che ci si metta il cuore in pace con la rinuncia di una piccola parte superflua. Nelle nostre comunità, e nei percorsi spirituali personali, occorre forse invece riscoprire il “dare tutto”, anche se poco, della vedova al tempio, come ci ricorda Gesù. (altro…)

L’Europa secondo Romano Guardini

la bellezza della cultura classica con la forza del mondo tedesco
Giuliana Fabris del Centro studi “Guardini” sul grande teologo del secolo scorso

Romano Guardini, nato a Verona ma cresciuto e vissuto in Germania, fu uno dei più grandi teologi del secolo scorso. Dal 1925 in poi erano frequenti le sue visite a Isola vicentina, dove Romano, nella villa di famiglia, preparava lezioni e scriveva libri. Di Guardini rimane particolarmente interessante e attuale la sua idea di Europa. Per conoscerla più da vicino, in occasione anche dell’imminente voto per eleggere i rappresentanti al parlamento europeo, abbiamo incontrato la professoressa Giuliana Fabris del Centro studi “R. Guardini” di Isola Vicentina. Guardini, secondo la Fabris, ha parlato di Europa già con la sua vicenda esistenziale e intellettuale nella quale espresse una sintesi efficace dello spirito classico e quello tedesco. Fu, in questo, un pensatore italo-tedesco, che andò in qualche modo a modificare anche la lingua tedesca, mediteranizzandola, addolcendola. In Guardini si trova fusa armonicamente la forma e bellezza della cultura classica con la forza e vitalità del mondo tedesco, mantenendo insieme le sue anime mediterranea e nordica. La prof.ssa Fabris riconduce questa capacità di sintesi di Guardini ad un preciso principio teologico, meglio cristologico: Guardini esprimeva con fermezza che «Cristo è l’unico principio archimedico, l’unico punto che fa leva, dal di fuori della storia fin dentro la storia, in una continua azione dirompente». Guardini si considerava europeo «sia per biografia che per scelta, attraverso alcune vicende tra le più tragiche della storia di sempre». Guardini ha sempre contrastato l’uso interessato e distorto che il nazismo faceva del fatto religioso, attraverso lezioni, scritti e omelie che hanno tentato di rendere consapevoli giovani e adulti del popolo tedesco. Tra i frutti di questa azione culturale ci sono i giovani della Rosa Bianca. Guardini poi, già dagli anni ’20 del secolo scorso, colse la centralità delle questioni legate al potere e alla tecnica. Per il teologo Guardini «l’Europa è nata col cristianesimo che ha ricevuto l’eredità romana e greca». L’Europa si è sviluppata mantenendo una tradizione di rispetto sempre più profondo, di valore per la vita umana. Egli scrisse anche un libro dal titolo Europa. Compito e destino. Per compito Guardini intendeva esplicitare «il ruolo dell’Europa rispetto al mondo come guida di valori ereditati dalla tradizione cristiana, con la capacità di denunciare quelle forme di potere che vanno contro l’uomo». Il destino è invece inteso come «quel divenire armonico in cui l’essere interiore si amplia». In questo senso Fabris ci sollecita con l’indicazione in cui «ognuno nel suo essere può accettare l’Europa, al di là dei populismi oggi così diffusi, non rigettando il presente e tutte le sue diversità». Ritorna infine il principio crisotologico così caro a Guardini: «Gesù entra nella storia per come si presenta e ci insegna che la vita, nella sua tensione tra opposti, va vissuta e attraversata come tale».

Francesco Maule

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liceoguardini.it

Romano Guardini (Verona 1885 – Monaco di Baviera 1968) [foto da liceoguardini.it]

OLTRE LA CRISI LA SPERANZA

10° Incontro interreligioso

Il messaggio delle religioni

Domenica 30 marzo prossimo, presso il palazzetto dello sport di Vicenza, dalle 15.30 in poi, si terrà il decimo incontro interreligioso. Le religioni musulmana, cristiana, sikh, hindù, ravidassia – religioni maggiormente presenti nel nostro territorio – presenteranno il tema: “Oltre la crisi, la Speranza” con testimonianze, scene, danze, canti. Durante l’evento saranno offerti thé e dolci da ogni parte del mondo, con la collaborazione della cooperativa Unicomondo. Agostino Pilati che è l’anima dell’organizzazione che coinvolge il comune di Vicenza e il centro ecumenico Eugenio IV ci invita a capire come questo evento sia importante per favorire la conoscenza della nuova realtà sociale che ci circonda. L’esperienza dei nove incontri precedenti assicura che l’evento sarà interessante, significativo, suggestivo. A5_0Isabella Sala, Assessore alla Comunità e alle Famiglie del Comune di Vicenza, evidenzia come dieci incontri, dieci anni hanno un significato importante; sono il segno che questa è una iniziativa che ha un senso profondo, un momento stabile nella vita della città di Vicenza. Il tema, invece, sempre diverso, ogni anno segue l’evolvere della società. E quest’anno l’attenzione è posta sulla crisi, non come elemento statico ma come occasione di andare “oltre”, cercando gli aspetti positivi, approfondendo il contributo che le religioni portano nell’affrontare i tanti e tragici momenti della Storia. Don Giuseppe Dal Ferro, presidente del Centro Ecumenico Eugenio IV di Vicenza, sottolinea invece come gli uomini del nostro tempo hanno bisogno di “speranza”. La crisi economica, che si trascina da anni, è diventata per molti perdita di lavoro, insicurezza per il futuro, povertà di vita. Alla crisi economica si accompagnano molte altre crisi: di valori, di fede, di solidarietà. Le religioni nell’incontrarsi vogliono affermare che la crisi può anche aprire nuovi orizzonti, nei quali prevale l’uomo sul denaro, lo spirituale sul materiale, la solidarietà sulla chiusura egoistica. La manifestazione che si rinnova da dieci anni, si propone di essere una testimonianza comune di una speranza che ha radice in Dio e che si realizza a partire dalla conversione dei cuori. Durante l’incontro le diverse confessioni presenterranno testimonianze e riflessioni su alcuni temi cruciali della crisi: sulla crisi economica la comunità sikh racconterà della loro condivisione del cibo, sulla crisi religiosa ci sarà la proposta di fede dei giovani musulmani, sulla crisi del rispetto dei diritti umani la religione ravidassia tratterà del loro annuncio di speranza, mentre sulle calamità naturali verrà descritto l’impegno dei cristiani, infine sulla crisi della natalità ci sarà la testimonianza sulla speranza e la fiducia nell’aiuto divino nella religione hindù. Il tutto come sempre intervallato da canti e danzi di ogni tradizione religiosa.

Francesco Maule

“La Voce dei Berici” | Domenica 30 marzo 2014 | pag. 7

 

Guardare per custodire: donne fedeli al genere umano

8 marzo: preghiera al femminile e incontri con Daniela Yoel a Vicenza

Si rinnova sabato 8 marzo alle 20.30, nella chiesa di Araceli vecchia in Vicenza, l’annuale momento di preghiera e meditazione al femminile, appuntamento che da quattordici anni accompagna la Festa della donna in città. Un’occasione preziosa, promossa da Presenza Donna, per confrontarsi con la Parola e con le testimonianze di vita di tante donne impegnate per l’umanità del nostro tempo.

www.bocchescucite.org

bocchescucite.org

Alla meditazione biblica, curata quest’anno da Donatella Mottin, si affianca lo straordinario incontro con Daniela Yoel, dell’organizzazione «Machsom Watch», un movimento di attiviste israeliane di varia estrazione sociale che si oppongono alla politica di occupazione. Suor Federica Cacciavillani, presidente di Presenza Donna ci spiega come «con la loro presenza ai checkpoint, queste donne “custodiscono” l’idea di giustizia, di tutela dei diritti umani. Donne solidali al di là dei muri, donne fedeli al genere umano e che guardando lottano per custodirlo». Suor Federica ci racconta ancora come in Daniela Yoel sia forte il grido che ogni israeliano porta nel cuore: never gain, mai più. Tutta la sua famiglia è stata deportata e uccisa ad Auschwitz, il dramma della Shoah è sempre davanti ai suoi occhi, però questo l’ha portata a non rimanere indifferente al dolore degli altri. La serata di preghiera ricorderà un’altra figura straordinaria: Etty Hillesum, giovane ebrea olandese morta ad Auschwitz, della quale ricorrono i cent’anni dalla nascita. «Nella sua esistenza – ci dice ancora sr. Federica Cacciavillani, – Etty Hillesum ha saputo vedere ciò che accadeva al suo popolo, ne ha condiviso volontariamente il destino, continuando a credere nella bontà del genere umano, sempre fedele alla vita, in un percorso che l’ha portata a scoprire Dio. Un’eredità preziosa per tutti, che diventa un impegno di aiuto: guardare; capire alla luce della fedeltà al genere umano e a Dio; agire per quel poco di bene che possiamo attuare; custodire il volto di Dio in noi». Oltre all’8 marzo sono previsti altri incontri pubblici di Daniela Yoel, organizzati da Presenza Donna in collaborazione con l’Ufficio Pellegrinaggi: giovedì 6 marzo, alle ore 20.30, presso il CDS Presenza Donna, in Contrà San Francesco Vecchio 20, a Vicenza si terrà l’incontro “Bocche scucite. Parole in dialogo dalla Palestina” con Daniela Yoel e don Nandino Capovilla, che incontrerrano anche gli studenti dell’ITC Piovene il giorno successivo. Si terrà invece domenica 9 marzo, alle ore 20.30, presso il Centro S. Giovanni Bosco a San Bonifacio (VR) l’incontro “Sguardi incrociati sulla Palestina” introdotto da Taffy Levav.

Francesco Maule

La Voce dei Berici | domenica 2 marzo 2014 – pag. 6

Per una nuova autorità nella Chiesa

 

Tra voi non sia così” del vicentino padre Rino Cozza

 
Rino Cozza, presbitero della Congregazione di san Giuseppe, nota come Giuseppini del Murialdo, dopo un servizio pluriennale a Trento, sia come responsabile di una comunità per minori in difficoltà, sia come vicario episcopale per la Vita consacrata, è da qualche settimana tornato a vivere a Vicenza, città in cui è nato e in cui ha vissuto la giovinezza, per aggiungersi alla comunità del patronato Leone XIII. In questi ultimi anni h a intrapreso una serie di pubblicazioni, con le edizioni Dehoniane di Bologna, sui temi della vita religiosa. Nel 2013 ha pubblicato invece un testo interessante e quanto mai appopropriato rispetto alle questioni chiave della Chiesa contemporanea, sul tema dell’autorità nella Chiesa: «Tra voi non sia così». In cerca di una nuova figura di autorità nella Chiesa e nella vita religiosa.

Dopo la prima parte in cui Cozza propone un excursus storico-critico all’esercizio dell’autorità, e del potere, dalla Chiesa delle origini fino al Concilio Vaticano II, passa in una seconda parte a definire come dovrebbe declinarsi l’autorità nella Chiesa popolo di Dio, ossia nel tempo di una nuova concezione antropologica, andando a dire che “in questo tempo l’impegno maggiormente richiesto all’autorità è di dare al Vangelo, nella sua essenzialità, la pienezza di credibilità attraverso parabole di vita vissuta in cui le persone tornino a contare più dei principi astratti, e la fede, più che una dottrina, sia una modalità di essere cristiani dentro la vita degli uomini” (p. 46). Altro concetto espresso da Rino Cozza in relazione alla carettistiche dell’esercizio dell’autorità in ambito ecclesiale è quello della sussidiarietà, cioè la capacità di esercitare le funzioni di governo non tanto nella forma del controllo, del contenimento, quanto piuttosto nella valorizzazione massima possibile delle forme di responsabilità condivisa. “Dare potere anziché tenerlo per sé – scrive Cozza – è l’unica maniera che ha l’autorità per facilitare la maturità nelle persone”. Interessanti anche le pagine che dal concetto di autorità si collegano alle acute riflessioni sul tema dell’obbedienza e della profezia, delinieando in Cozza un solido riferimento al Vaticano II e ai teologi che ne hanno in molti modi contribuito: Tillard, Rahner, Haring. Tutta l’opera presenta le tematiche in oggetto con il dovuto rigore teologico ma con un linguaggio consono ad attirare l’interesse e la riflessione di lettori sia laici che religiosi. “Oggi nella Chiesa – scrive nelle pagine conclusive Rino Cozza – servono interpreti della fantasia di Dio, veglianti in libertà sulle strade cui il futuro si introduce nella storia”.
Francesco Maule

VOCE DEI BERICI – domenica 2 marzo 2014 – 08pag07

“Cristo non può essere diviso!”

“Cristo non può essere diviso!” (1 Corinzi 1, 1-17)

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La fede comune non può dividerci | Chiesa evangelica metodista di Vicenza

La Chiesa evangelica metodista, legata all’Unione delle chiese metodiste e valdesi in Italia, di Vicenza, con la sua sede storica di via san Faustino e la nuova sala in via Divisione Acqui, ha nel pastore William Jourdan il punto di riferimento. Rispetto al tema della settimana di preghiera “Cristo non può essere diviso“ gli chiediamo cosa significhi per la sua comunità. «È innegabile – spiega Joudan – che per l’osservatore che non conosca nulla della storia delle chiese evangeliche, esse appaiono come un universo frammentario. È però importante sottolineare, in linea con il tema proposto per quest’anno per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che nella misura in cui la testimonianza resa a Cristo mette in luce la comunione nell’unico Signore, le diversità che permangono non dovrebbero avere la capacità di allontanare i cristiani in maniera così evidente».

foto Dino Meneguzzo

foto Dino Meneguzzo

Con un riferimento più diretto alla realtà vicentina il pastore Jourdan ci dice che: «anche alla nostra Chiesa sembra molto più utile, in questo tempo difficile anche per la città in cui viviamo, procedere con iniziative che segnalino il comune cammino dei cristiani per testimoniare che la compassione di Cristo si rivolge agli ultimi del nostro tempo: l’impegno per le molte famiglie, anche di migranti, che affrontano notevoli difficoltà economiche, l’intercessione perché quanti giungono nel nostro Paese in cerca di rifugio non siano trattati alla stregua di criminali. In tutto questo si mostra che la fede comune in Cristo non crea divisioni, ma rinsalda vincoli».

F.M.

TESTO BIBLICO
Paolo, che Dio ha chiamato a essere apostolo di Gesù Cristo, e il fratello Sòstene, scrivono alla chiesa di Dio che si trova a Corinto.
Salutiamo voi che, uniti a Gesù Cristo, siete diventati il popolo di Dio insieme con tutti quelli che, ovunque si trovino, invocano il nome di Gesù Cristo, nostro Signore. Dio, nostro Padre, e Gesù Cristo, nostro Signore, diano a voi grazia e pace.
Ringrazio sempre il mio Dio per voi, perché vi ha dato la sua grazia per mezzo di Cristo Gesù: attraverso di lui vi ha arricchito con tutti i suoi doni: tutta la predicazione e tutta la conoscenza. Il Cristo che vi ho annunziato è diventato il solido fondamento della vostra vita. Perciò non vi manca nessuno dei doni di Dio mentre aspettate il ritorno di Gesù Cristo, nostro Signore. Egli vi manterrà saldi fino alla fine. Nessuno vi potrà accusare quando nel giorno del giudizio verrà Gesù Cristo nostro Signore. Infatti Dio stesso vi ha chiamati a partecipare alla vita di Gesù Cristo, suo Figlio e nostro Signore, e Dio mantiene le sue promesse. Fratelli, in nome di Gesù Cristo, nostro Signore, vi chiedo che viviate d‘accordo. Non vi siano contrasti e divisioni tra voi, ma siate uniti: abbiate gli stessi pensieri e le stesse convinzioni. Purtroppo alcuni della famiglia di Cloe mi hanno fatto sapere che vi sono litigi tra voi. Mi spiego:
uno di voi dice: «Io sono di Paolo»; un altro: «Io di Apollo»; un terzo sostiene «Io sono di Pietro»; e un quarto afferma: «Io sono di Cristo». Ma Cristo non può essere diviso! (altro…)

Gridare il Vangelo con la vita

 1° dicembre 1963 – 1° dicembre 2013

Le Piccole Sorelle del Vangelo. Un piccolo seme, seminato 50 anni fa, nel solco della spiritualità del Beato Charles de Foucauld

A Debba, il 19 settembre, alle 20.30, si terrà un colloquio dove fratel Giuliano Pallicca, responsabile generale dei Piccoli Fratelli del Vangelo, presenterà una riflessione sulle figura del fondatore, Padre René Voillaume, erede spirituale di fratel Charles de Foucauld

Le Piccole sorelle del Vangelo della comunità di Debba - Vicenza

Le Piccole sorelle del Vangelo della comunità di Debba – Vicenza

La congregazione della Piccole Sorelle del Vangelo di Charles de Foucauld è stata fondata dal Padre René Voillaume il 1° dicembre 1963. Quest’anno, 2013, ricorrono dunque i 50 anni di fondazione. Dal 2000 una comunità di quattro Sorelle è presente a Debba (viale Riviera Berica, 790 – Vicenza) nella parrocchia di San Gaetano da Thiene, dove il 19 settembre, alle 20.30 si terrà un colloquio dove fratel Giuliano Pallicca, responsabile generale dei Piccoli Fratelli del Vangelo, presenterà una riflessione sulle figura del fondatore. Padre René Voillaume, erede spirituale di fratel Charles de Foucauld, che già aveva dato inizio alle congregazioni dei Piccoli Fratelli di Gesù e dei Piccoli Fratelli del Vangelo, raccontava così la nascita della Fraternità: “Eravamo nel 1963, quando ci rendemmo conto come fosse indispensabile completare il lavoro dei Piccoli Fratelli tra gli Indiani Makiritaré, nella foresta amazzonica, affiancandoli al mondo femminile. Improvvisamente ebbi un’intuizione e dissi: «Non ci resta che fondare le Piccole Sorelle del Vangelo!»”. Fu così che il 1° dicembre di quello stesso anno, un primo gruppo di quattro sorelle, si preparava a partire per cominciare la prima fraternità a Santa Maria del Erebato, nella foresta del Venezuela.

Suor Nadia Rizzardi, della comunità delle Piccole Sorelle presenti in diocesi, ci racconta che: «a Vicenza siamo in cinque stabili: io, Giuliana, Gabriella, Maria Cristina e Lidia, che ora è per qualche tempo presso la sua famiglia; al suo posto temporaneamente c’è Annalisa. La nostra presenza è nello stile descritto con queste parole del Padre Voillaume “Lo stato di vita di Nazaret dovrà marcare sempre il loro comportamento, lo scopo che orienta tutte le loro attività è il servizio alla missione di evangelizzazione.”»

Suor Nadia, cosa rappresenta per voi l’anno giubilare?

«Celebrare l’anno giubilare significa per prima cosa rendere grazie a Dio di averci volute, fatte crescere, accompagnate, nella fedeltà e nella missione. É poi un momento utile per fermarci a guardare la strada percorsa e far tesoro di ciò che abbiamo imparato dall’esperienza. Questo momento poi può servire per rinnovare lo slancio dell’intuizione fondante del nostro carisma, che oggi dobbiamo mettere in opera in un mondo tanto diverso da cinquanta anni fa».

Che cos’è per voi evangelizzare al seguito di Charles de Foucauld?

«La passione di fr. Charles per il suo “amato fratello e Signore Gesù” – continua suor Nadia – lo ha condotto ad amare profondamente ogni persona incontrata, specialmente i più poveri e abbandonati. Spinte dalla sua audacia, nello slancio della giovinezza, siamo partite verso”i confini del mondo”. Oggi, a cinquanta anni dalla Fondazione, raccogliamo la ricchezza di tutte le culture nelle quali il carisma della Fraternità si è incarnato; vediamo però anche le difficoltà dovute ad una dispersione troppo grande, in un momento in cui, per un certo numero tra noi, le forze diminuiscono a causa dell’età, anche se lo zelo apostolico rimane intatto! Ma le giovani ci sono e hanno lo stesso slancio e lo stesso appello interiore. Così, nella nostra piccola famiglia religiosa, sono presenti le diverse età della vita: un’altra ricchezza che, al tempo stesso, è una sfida. Ovunque e ad ogni età il Signore ci chiede di essere un segno della sua Presenza, e questo non attraverso grandi cose, ma nell’umile vita quotidiana, perché il Regno cresce silenziosamente, lentamente ma irrevocabilmente, attraverso tutti i gesti d’amore vissuti ogni giorno nel mondo».

Francesco Maule

La Voce dei Berici –  domenica 8 settembre 2013 – pag. 10

custodire il creato

8ª Giornata per la custodia del creato

settembre 2013

La famiglia educa alla custodia del creato”

Per l’ottavo anno i Vescovi italiani promuovono la Giornata per la custodia e salvaguardia del creato, in particolare nelle commissioni episcopali per i problemi sociali e il lavoro e quella per l’ecumenismo e il dialogo che la promuovono e ne redigono il documento preparatorio.

 Per l’anno 2013 al centro della riflessione ci sarà la tematica: “La famiglia educa alla custodia del creato”. «Perché guardiamo alla famiglia come scuola di custodia del creato? – scrivono nel documento preparatorio – Perché la 47ª Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, che si svolgerà dal 12 al 15 settembre 2013 a Torino, avrà come tema: La famiglia, speranza e futuro per la società italiana. Nel cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, poi, rileggiamo la costituzione pastorale Gaudium et spes, che alla famiglia, definita “una scuola di umanità più completa e più ricca”, dedica una speciale attenzione: essa “è veramente il fondamento della società perché in essa le diverse generazioni si incontrano si aiutano vicendevolmente a raggiungere una saggezza umana più completa ed a comporre convenientemente i diritti della persona con le altre esigenze nella vita sociale” (n. 52)».

Proseguono poi i Vescovi evidenziando che «in questo cammino ci guida il luminoso magistero di Papa Francesco, che ha esortato più volte, fin dall’inizio del suo pontificato, a “coltivare e custodire il creato: è un’indicazione di Dio data non solo all’inizio della storia, ma a ciascuno di noi; è parte del suo progetto; vuol dire far crescere il mondo con responsabilità, trasformarlo perché sia un giardino, un luogo abitabile per tutti…

foto F. Maule

foto F. Maule

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“Il mare unisce, la terra non divida”

Giornata mondiale del rifugiato 2013

 

Sono due gli eventi promossi dall’associazione Centro Astalli Vicenza per celebrare la giornata mondiale del rifugiato che ricorre il 20 giugno 2013 sul tema “Il mare unisce, la terra non divida”. Giovedì 13 giugno dalle ore 20,30 alle 22,00 presso la Chiesa di S. Maria Bertilla in via Ozanam a Vicenza verrà celebrata una veglia di preghiera ecumenica che vedrà riuniti in preghiera rappresentanti delle confessioni cristiane cattoliche e riformate, dell’ufficio diocesano missionario e migrantes, del centro studi Presenza Donna e della Caritas.

Per mercoledì 19 giugno è programmato invece un incontro dibattito sul tema: Rifugiato e famiglia: incontro possibile? Che si svolgerà presso ichiostri di S. Corona alle ore 17. Annamaria Colombaro, responsabile del Centro Astalli di Vicenza e una degli organizzatori degli eventi ci spiega che: «ci troveremo a riflettere sul fatto che le politiche dei respingimenti di cui siamo a conoscenza, non risolvono il problema della popolazione che fuggono da guerre e persecuzioni, ma rendono più pericoloso il loro viaggio verso l’Europa, con conseguenza gravi, di morte, violenze, torture ecc. Nel corso del convegno tenteremo di approfondire il tema su rifugiati e famiglia: quale tipo di ospitalità è possibile per assicurare loro accoglienza, sicurezza e dignità? (altro…)