gioia e preghiera

Condivido questo bellissimo testo di Barbara Pozzo, ricavato da ampi stralci del primo capitolo del suo libro “La vita che sei” – Bur Rizzoli, 2014.

[…]  Quando arrivi alla consapevolezza della gioia, dell’essenza della vita, quando comprendi nelle tue fibre più profonde che sei vivo, allora cresci, ti espandi. Quando vedi la gioia, anche nei momenti bui e dolorosi, hai l’acuta visione dell’Anima. Quando vivi esperienze di dolore, quando la vita sembra chiederti troppo, quando sei in difficoltà e sembra impossibile trovare una via d’uscita, quando non vedi la fine né la soluzione a ciò che ti fa stare male… tutto quel dolore ti porta in fondo al tuo essere. E che cosa c’è da trovare, lì? La semplice gioia di essere vivi. Così cosmicamente basilare, così sorprendente. La gioia di essere qui, uniti, anime che respirano, benedetti, aperti, vulnerabili, tenaci, qui per avere ciò che c’è, ciò che resta o ciò che sta arrivando. La gioia solo di essere parte di questa vita. Sei vivo, non darlo per scontato. Sei vivo, partecipe dell’Universo, il tuo cuore batte, il tuo respiro ti accompagna. Sei completamente, assolutamente e preziosamente vivo. Che gioia poterlo essere, ogni santo giorno che ci è dato.

La gioia, la danza dell’anima (che si può anche tradurre in espressione corporea) è una strada diretta verso la verità. Non a una verità assoluta, ma a quella verità personale e profonda che ti permette di vedere ed essere consapevole di cosa succede dentro di te. Ti consente di trovare il tuo ritmo, il tuo passo, di comprendere chi sei dentro te stesso e nel mondo. Ti consente di trovare il tuo silenzio interiore.

La gioia è preghiera.

Non è necessario appartenere a una fede religiosa per pregare la vera preghiera alla vita, dedicata all’Universo. Quando fai qualcosa con tutto il tuo cuore, quando fai qualcosa che esprime tutto il tuo Essere, allora stai pregando. E l’Universo ti sente. Pregare per essere grati, non per chiedere. Pregare è lasciare andare ogni cosa che impedisce il silenzio dentro di te. Pregare è lasciare uscire la voce dell’anima. Pregare non è ripetere meccanicamente parole di richiesta per sperare che succeda quello che vogliamo, tantomeno implorare. Pregare è onorare la vita, e questo lo si fa con la gioia nel cuore.

Pregare è dare libertà alla tua anima, e questo è il tuo compito sacro. È sapersi esprimere, è apertura del cuore, è Amore. È cambiare pelle, strappare le maschere, rompere gli schemi, frantumare le barriere tra corpo, cuore e mente. È sentire il dono della vita nelle vene, è offrirsi alla vita con tanta fiducia quanta ce ne è stata data dall’Universo invitandoci qui su questa terra. Ogni singolo momento della tua vita è una preghiera, che arriva all’Universo e gli parla di te. Ogni dubbio è una preghiera, perché ti costringe a guardare senza paura le svariate risposte a una stessa domanda. Ogni scelta è una preghiera, perché richiede coraggio, dunque cuore, presenza e capacità di decidere per un percorso o per un altro. Ogni azione è una preghiera, se compiuta con il meglio che hai dentro di te, se proveniente dall’Amore che hai nel profondo. Ogni sogno è una preghiera, se illuminato dalla luce della coscienza e del bene. Ogni parola è una preghiera, se racchiude un’intenzione gentile. Ogni goccia di sudore è una preghiera, se frutto del tuo impegno e del tuo lavoro. Ogni sorriso, ogni gesto, ogni entusiasmo, ogni lacrima, ogni volta in cui ti fermi per riconoscere la sacra natura della vita. Sapere chi sei è pregare. Perché quando sai chi sei, hai anche molto chiaro cosa desideri nel profondo, di cosa necessiti veramente, quale sia il tuo scopo qui. È questa dunque la tua preghiera, non una lista di domande e richieste, ma una chiara consapevolezza del tuo volere onesto e sincero. Non ti metti in attesa, non prometti buoni comportamenti in cambio di qualcosa, non pretendi che succeda. Semplicemente sei consapevole di chi sei. E la tua vita diventa la tua stessa preghiera. La vita vuole che tu abbia ciò che davvero desideri e necessiti nel profondo, ma richiede grande capacità di saperlo vedere. Pregare è il contrario della compulsione senza sosta che ci porta a correre inconsapevoli per il mondo oscurandoci mente e cuore. Pregare è sapersi fermare. Ma questa non è un’esortazione all’inattività. C’è un assoluto bisogno di azione, saggia e guaritrice. Un estremo, urgente bisogno. Ma l’azione saggia e guaritrice sorge solo da una consapevolezza del sacro, del valore infinito della vita. La coscienza dispersa, accelerata, emozionalmente frammentata è cieca al sacro. E prega meccanicamente, elencando mancanze, lamentandosi, chiedendo e pretendendo. Le azioni che sorgono da una mente inconsapevole aggiungono solo violenza, e questo vale sia su scala globale che seduti a tavola per cena. Ecco perché pregare è la tua stessa vita, è un atto di gioia, è un atto di presenza costante. La gioia, la preghiera sono altri modi di praticare l’Amore. La felicità è l’Amore quando arriva. La gioia è l’Amore che dura, qualsiasi cosa accada.

Barbara Pozzo

tratto da: La vita che sei: 24 meditazioni sulla gioia, Bur Rizzoli, 2014.

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