Mese: settembre 2018

non sarà notte

poesia 4 | estate 2018

*

La differenza di un fiato sulle celebrazioni del mondo

natura esplosa nei millenni di roccia che hai fatto dolomiti

al sentiero al camminare o alle ruote della bicicletta

noi esserne avvolti e lambire con tutto

i ruscelli gli alberi le rocce la terra.

foto: Alessandro Colombara

La distanza circolare che abbiamo inventato

i ricordi tenuti dentro e imbrigliati

le lacrime il sonno e un grato riconoscimento del bene

eravamo arrivati

siamo ripartiti

non ci stancheremo mai.

 

poesia 5 | estate 2018

*

                                                      (a E. e S.)

Non sarà notte

a lenire disturbate fantasie

che raschiano

riducono

i lembi fragili del respiro.

 

Erano i figli le lucciole del tempo

quando al controllo

scesero, caddero sulla vita

e agli incroci le auto frenarono tutte.

 

foto: Alessandro Colombara

È notte quando vedi immobile

un contratto, una serratura

ma senza chiavi dove andrai?

 

Nel confine immutata strada verso il cedimento

le vendette che non si sono mai realizzate

il concreto è hesed, vapore, impalpabile

azione di attesa.

 

Non sarà notte

ad arrivare quando giungerete nel groviglio

Non sarà notte ad abbagliarvi

Non sarà notte a spezzarvi.

 

Sarà pelle satura di carezze

sarà affettuosa risposta

sarà sguardo intenso vivo

dipanato sul giaciglio del cielo

e sarà gioia senza alcuna imperfezione.

 

Francesco Maule

foto: Alessandro Colombara

gioia e preghiera

Condivido questo bellissimo testo di Barbara Pozzo, ricavato da ampi stralci del primo capitolo del suo libro “La vita che sei” – Bur Rizzoli, 2014.

[…]  Quando arrivi alla consapevolezza della gioia, dell’essenza della vita, quando comprendi nelle tue fibre più profonde che sei vivo, allora cresci, ti espandi. Quando vedi la gioia, anche nei momenti bui e dolorosi, hai l’acuta visione dell’Anima. Quando vivi esperienze di dolore, quando la vita sembra chiederti troppo, quando sei in difficoltà e sembra impossibile trovare una via d’uscita, quando non vedi la fine né la soluzione a ciò che ti fa stare male… tutto quel dolore ti porta in fondo al tuo essere. E che cosa c’è da trovare, lì? La semplice gioia di essere vivi. Così cosmicamente basilare, così sorprendente. La gioia di essere qui, uniti, anime che respirano, benedetti, aperti, vulnerabili, tenaci, qui per avere ciò che c’è, ciò che resta o ciò che sta arrivando. La gioia solo di essere parte di questa vita. Sei vivo, non darlo per scontato. Sei vivo, partecipe dell’Universo, il tuo cuore batte, il tuo respiro ti accompagna. Sei completamente, assolutamente e preziosamente vivo. Che gioia poterlo essere, ogni santo giorno che ci è dato.

La gioia, la danza dell’anima (che si può anche tradurre in espressione corporea) è una strada diretta verso la verità. Non a una verità assoluta, ma a quella verità personale e profonda che ti permette di vedere ed essere consapevole di cosa succede dentro di te. Ti consente di trovare il tuo ritmo, il tuo passo, di comprendere chi sei dentro te stesso e nel mondo. Ti consente di trovare il tuo silenzio interiore.

La gioia è preghiera.

Non è necessario appartenere a una fede religiosa per pregare la vera preghiera alla vita, dedicata all’Universo. Quando fai qualcosa con tutto il tuo cuore, quando fai qualcosa che esprime tutto il tuo Essere, allora stai pregando. E l’Universo ti sente. Pregare per essere grati, non per chiedere. Pregare è lasciare andare ogni cosa che impedisce il silenzio dentro di te. Pregare è lasciare uscire la voce dell’anima. Pregare non è ripetere meccanicamente parole di richiesta per sperare che succeda quello che vogliamo, tantomeno implorare. Pregare è onorare la vita, e questo lo si fa con la gioia nel cuore.

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