sbandamenti umbri | 1

Ferentillo (Terni), 15 luglio 2018.

È facile parlare della bellezza dell’ignoto e delle cose impensate che nascono dall’aprirsi all’inedito, al nuovo, al non conosciuto. Spesso viene consigliato alle persone di uscire dall’ordinario per scoprire cose nuove e diverse della vita. Ma poi quanto ti capita veramente… quanto baratro, quanto impaurisce la terra (delle sicurezze) che manca da sotto i piedi. Basta poco: un imprevisto, un’indicazione stradale errata in un territorio che non si conosce, un piccolo incidente o guasto, vedere un paese semi deserto con i muri delle case crepati dal terremoto.

Basta poco per farci superare dei confini, delle piccole isole di sicurezza, dei limiti mentali che però ci rassicuravano e ci davano serenità.

Dicono che sia questo il valore del viaggio, sia questo il senso della conoscenza e della curiosità. Qualcuno la chiama avventura, altri scoperta, altri ricerca.

Io pensavo di essere abbastanza pronto, di avere oramai una maturità pellegrina, errabonda e viaggiatrice (beatnik), invece oggi mi sono scoperto corazzato, limitato, lievemente a disagio. Rompere l’armatura non è stato facile, emotivamente è faticoso, ma quando poi ti ritrovi a scrivere, anche solo poche righe, come volevi fare da tempo, mettendoti lì, davanti alle parole e allo schermo, nella tua propria realtà, dà a questo viaggio un bel capitolo d’inizio.

Francesco Maule

foto: Dario Dalla Costa

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