Mese: aprile 2016

the path

There’s always a long story behind a birth.
There’s love, there’s patience, there’s time.

Two bikes born from the hands of Tiziano Zullo and ridden by Federico and Elena.
Created for them, now they’re part of their life to help them to choose a new path everyday.

Film and edit: Martino Vincenzi
With Tiziano Zullo, Federico Ventura and Elena Martinello

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Fede e politica

Spesso l’amico Dario scrive riflessioni che a mio parere non vengono diffuse adeguatamente. Non che “elbagolo” offra grandi potenzialità in tal senso, ma almeno porto il mio piccolo contributo per una valorizzazione delle sue sempre profonde, acute, pertinenti azioni politiche attuate con la forza delle parole. E’ questa inoltre l’occasione per ringraziarlo pubblicamente, dell’amicizia in primo luogo e del suo lavoro culturale in seconda battuta. (L’inserimento di foto nel suo testo è redazionale a mia cura). F.M.

Quale rapporto tra fede e storia, tra coscienza e politica

di Dario Dalla Costa

«Chi cerca di sfuggire alla terra non trova Dio, trova solo un altro mondo, il suo mondo, più buono, più bello, più tranquillo, un mondo ai margini, ma non il Regno di Dio, che comincia in questo mondo» (Dietrich Bonhoeffer).

Dietrich Bonhoeffer

Dietrich Bonhoeffer

È questa la frase a cui ho pensato, recentemente, in merito al rapporto tra politica e religione, tra fede e coscienza; tema che tocca i nostri giorni in Italia come in Siria, in India come negli USA. Come mettere assieme istanze concrete, materiali, politiche e istanze religiose? Come accordarle? Come saperle distinguere? Come dare a Cesare quel che è suo e a Dio quel che è di Dio?

Nel tempo, non di rado, la religione è divenuta potere mondano, potere politico, potere temporale, che anziché cercare e offrire il bene a tutti, discriminava, creava sistemi discriminatori e anziché liberare, poneva le genti sotto un giogo assai pesante. Questa tendenza non è solo recente, come in taluni paesi a maggioranza islamica: da sempre ogni religione è stata anche potere oppressivo, fazioso, escludente. Anche la più bonaria, come il buddhismo, recentemente si è macchiata di fanatismo ed estremismo sia nello Sri Lanka, che in Birmania.

Nel cristianesimo la presenza di quello che potremo chiamare uno sguardo fazioso ed escludente – presente anche in alcune pagine della Scrittura – ha colpito personalità del calibro di un sant’Ambrogio, che dimenticando l’ebraicità di Gesù e della Chiesa, “militò” – diciamo così – nelle fila dell’antigiudaismo arrivando a impedire all’imperatore Teodosio di punire il vescovo di Callinico, colpevole di aver fatto bruciare la sinagoga del luogo.

Ambrogio non aveva dubbi sulla bontà delle sue ragioni, visto che considerava la sinagoga un “luogo di perfidia, casa dell’empietà, ricettacolo di stoltezza”, un odio antigiudaico che nella prima Chiesa era ben presente.

Ricordare la bontà di una sana e necessaria distanza tra religione e politica dovrebbe, dunque, trovarci tutti d’accordo: ai dubbiosi basterebbe guardare alle conseguenze nefaste che si sono prodotte quando questa distanza è divenuta invece connubio.

In linea di principio tutti pensiamo che fede e politica devono essere distinte, ma se osserviamo poi cosa ha scatenato, per esempio, il “ddl Cirinnà” nel mondo cattolico, le cose appaiono meno evidenti di quanto si voglia credere. Un rapporto malsano e falsato si rintraccia anche nella Chiesa cattolica italiana, in cui esistono (li etichetto per comodità, anche se le etichette non sono molto veritiere) “catto-comunisti”, “catto-leghisti”, “catto-fascisti” e quant’altro. (altro…)