la comunità della creazione

Durante l’ultimo Festival Biblico, sul tema “Custodire il Creato, coltivare l’Umano”, tra le innumerevoli conferenze, sono riuscito ad ascoltare due lezioni di due teologi davvero notevoli. Jürgen Moltmann è uno dei teologi più importanti del secolo scorso e il primo ad aver messo in discussione, con una rigorosa fondazione biblico-teologica, l’antropocentrismo della modernità.

Richard Bauckham, in continuità con Moltmann, sta invece facendo qualche passo in più, particolarmente interessante, in ambito che qualcuno inizia a definire “ecoteologia”. Mi affido ai comunicati stampa del Festival Biblico per alcuni spunti sui loro interventi. Alla fine dell’intervento di Moltmann è possibile scaricare anche la sua relazione tradotta dal tedesco da Luigi Dal Lago. [F.M.]

Richard Bauckham: la comunità della creazione nella Bibbia e oggi

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E se ci fossimo un po’ troppo montati la testa? Un semplice cambio di prospettiva può finalmente cambiare il nostro rapporto con la natura, se anche la Bibbia, con la Genesi e il Salmo 104, ci ricordano che non siamo il centro della creazione. Siamo dentro la creazione.
Le premesse della lectio del teologo anglicano Richard Bauckham al Festival Biblico dal titolo “La comunità della creazione nella Bibbia e oggi” sono quanto mai ancorate alla realtà empirica: «Stiamo vivendo la sesta estinzione di massa. Per cinque volte nel corso della storia della terra, in un breve periodo di tempo, sono state cancellate gran parte delle specie viventi. L’ultima volta, 65 milioni di anni fa, un asteroide ha sterminato i dinosauri. Adesso l’asteroide siamo noi». La grande vittima è la biodiversità, ogni anno scompaiono migliaia e migliaia di specie di insetti, fiori, piante, uccelli e mammiferi, alcune delle quali ancora da scoprire, nascoste nei fondali oceanici o nelle foreste equatoriali. «Già i nostri avi avevano fatto scomparire la megafauna, sterminando animali come i mammut, poi, però, la tecnologia ha impresso un’accelerazione al fenomeno, tanto che l’Homo Sapiens è stato definito il “serial killer” della biosfera». Dio, nella Bibbia, chiedeva altro: «Non siamo al di fuori della distruzione della natura. Siamo una parte importante di una comunità interdipendente. E questa comunità è il creato: ci dobbiamo rientrare».

Al centro di questa comunità non c’è né l’uomo, né la vita stessa: «La comunità è teocentrica, si basa su Dio, da cui tutti proveniamo e per la cui gloria esistiamo». Il racconto della Genesi non dà gerarchie: «Nei primi tre giorni Dio ha creato i contesti dove vivranno le creature, la luce, il firmamento, le terre emerse. Poi, le creature: i corpi celesti, pesci e uccelli e animali della terra. Non ha riservato un giorno speciale per l’uomo, ci ha creato assieme agli altri animali perché siamo animali terrestri, anche se immagine e somiglianza di Dio». Il continuo ripetersi all’inizio del Libro dei Libri di formule come “secondo la sua specie” e “di ogni specie” non è un riconoscimento della biodiversità. È la sua celebrazione: «Dio vide che era buono. Ogni parte della creazione è buona, anche prima che venissero creati gli esseri umani». Lo scopo della creazione? Per Bauckman «tutte le creature, insieme, nei loro rapporti, costituiscono la Gloria di Dio». La responsabilità dell’uomo è dunque di custodirle, di salvaguardare questa pluralità. Anche facendosi da parte. Il Salmo 104, che descrive la maestosità del cosmo, nasconde un significato straordinario: «Il creato è un insieme di creature che adorano Dio. Lo lodano, anche in maniera inconsapevole, essendo loro stesso. Facendo ciò per cui Dio le ha create. Non hanno bisogno di un uomo “sacerdote della natura” come intermediatore». Ma l’uomo è qui, in mezzo a loro: «Dio ci ha dato un cosmo di creature, un intero universo di lodi, un inno continuo di gloria che risuona tutto attorno a noi. Ci basta notarlo e metterci in ascolto». In questo modo, il “serial killer” della biosfera può addirittura pregare con essa. Auspica Bauckham: «sarebbe bello introdurre nelle nostre liturgie delle modalità, andate perdute dopo il medioevo, che ci ricordino che siamo una comunità di creature per Dio».

La svolta ecologica nella teologia di Moltmann

“La teologia ecologica non affronta soltanto dei temi ecologici, ma è un mezzo per avviare il rinnovamento della teologia cristiana. L’origine e il punto di partenza della teologia cristiana è la teologia biblica, e la teologia biblica presuppone l’ermeneutica del testo della Bibbia. Ogni interpretazione dei testi che raccontano l’origine del mondo è determinata dagli interessi che guidano tale conoscenza”. Così inizia l’intensa Lectio Magistralis ‘La svolta ecologica della teologia’ del teologo Jürgen Moltmann che, moderato dal filosofo Roberto Tommasi, è stato ospite al Festival Biblico.

 

Nelle parole del più grande teologo sul tema del secolo XX e XXI, le sfide che un pensiero ecologico presenta per il pensiero cristiano, nel dialogo tra matrice protestante del teologo e tradizione cattolica e a confronto con il rinnovamento lanciato da papa Francesco, non casualmente portato avanti anche con un esplicito riferimento all’ecologia. In allegato il discorso integrale di oggi.

LA SVOLTA ECOLOGICA NELLA TEOLOGIA MOLTMANN | doc 72 Kb |

Fonte: www.festivalbiblico.it

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