Mese: giugno 2015

La solidarietà non ha confini

A Vicenza il convegno delle associazioni europee che sostengono il

Kiran Village di Varanasi (India).

 

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foto: kiranvillage.org

Si festeggia quest’anno il 25° anniversario della fondazione di KIRAN Village, un centro specializzato nell’istruzione e formazione professionale di bambini e giovani disabili, ma anche di coloro che provengono dagli ambienti più disagiati della società indiana, situato nelle vicinanze della città di Varanasi (Uttar Pradesh – India). Per la prima volta le varie associazioni europee che sostengono e collaborano con KIRAN si incontreranno a Vicenza per un convegno, che si terrà a Villa San Carlo di Costabissara (VI), sabato 27 e domenica 28 giugno. La festa aperta a tutti coloro che vogliono conoscere questa realtà si svolgerà domenica dalle ore 10 in poi.

KIRAN è stato fondato nel 1990 da Judith “Sangeeta” Keller, che aveva lasciato il suo paese nativo di St. Gallen in Svizzera per vivere e lavorare tra i più poveri a Varanasi. Ciò che era iniziato come una semplicissima scuola per pochi bambini disabili, collocata su una terrazza che godeva la vista del fiume Gange, oggi è diventato un villaggio dove lavorano 150 dipendenti, molti dei quali sono disabili/ex-allievi della scuola KIRAN, e dove quasi 400 bambini e giovani frequentano le varie strutture scolastiche e professionali. Negli ultimi anni, oltre al lavoro fatto direttamente al KIRAN Village, un impegno importante è stato preso dall’organizzazione per offrire servizi di riabilitazione e reintegrazione sociale per i disabili che vivono nei villaggi rurali nei dintorni di Varanasi.

foto: kiranvillage.org

foto: kiranvillage.org

Spesso i disabili in queste zone rimangono isolati e possono passare anni senza che vengano adeguatamente diagnosticati o curati. Questa iniziativa, chiamata “Outreach Program”, porta l’esperienza e know-how di KIRAN a più di 3000 bambini e giovani in oltre 40 villaggi, coprendo un territorio più vasto per dimensioni della provincia di Vicenza. Da alcuni anni lavora stabilmente a questo progetto anche il neurologo vicentino dott. Moreno Toldo.

In occasione di questo 25° anniversario della fondazione di KIRAN Village le varie associazioni europee che sostengono e collaborano con KIRAN hanno sentito il bisogno di incontrarsi, conoscersi, festeggiare insieme, ed è stata scelta Vicenza proprio per il forte legame che molte persone vicentine e trevigiane hanno con questo progetto di integrazione e riscatto per molti disabili indiani. L’obiettivo è quello di parlare del futuro di KIRAN e di come le associazioni europee potrebbero facilitare il suo sviluppo. Saranno presenti rappresentanti delle associazioni provenienti dalla Svizzera (http://kiranvillage.ch), Francia e Germania. Sarà presente anche la fondatrice del KIRAN Village, Judith Keller, e altri membri dello staff di KIRAN, accompagnati anche da musicisti di musica tradizionale indiana.

L’organizzazione dell’evento sarà curata dall’associazione ‘Amici di KIRAN Italia’ che è un gruppo di ex-volontari e appassionati sostenitori del KIRAN Village. L’associazione è stata fondata da Paul Filippetto nel 2013 con membri che provengono soprattutto dalle province di Vicenza, Treviso e Padova. L’associazione ‘Amici di KIRAN Italia’ è impegnata non solo nel sostegno economico di KIRAN Village attraverso manifestazioni e mercatini dei prodotti del KIRAN Village, ma anche e soprattutto nell’educazione all’interculturalità, allo sviluppo sostenibile, alle relazioni interreligiose e il rispetto dei diritti dei disabili. L’Associazione Amici di KIRAN Italia è anche coinvolta nella selezione, formazione e sostenimento di volontari per l’inserimento in programmi di cooperazione. Negli ultimi 5 anni ci sono stati circa una ventina di volontari che sono stati a lavorare a Kiran.

Per informazioni e per partecipare al pranzo indiano di domenica 28 giugno contattare Villa San Carlo al tel. 0444 971931 o mail: kiran.italia@gmail.com.

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la comunità della creazione

Durante l’ultimo Festival Biblico, sul tema “Custodire il Creato, coltivare l’Umano”, tra le innumerevoli conferenze, sono riuscito ad ascoltare due lezioni di due teologi davvero notevoli. Jürgen Moltmann è uno dei teologi più importanti del secolo scorso e il primo ad aver messo in discussione, con una rigorosa fondazione biblico-teologica, l’antropocentrismo della modernità.

Richard Bauckham, in continuità con Moltmann, sta invece facendo qualche passo in più, particolarmente interessante, in ambito che qualcuno inizia a definire “ecoteologia”. Mi affido ai comunicati stampa del Festival Biblico per alcuni spunti sui loro interventi. Alla fine dell’intervento di Moltmann è possibile scaricare anche la sua relazione tradotta dal tedesco da Luigi Dal Lago. [F.M.]

Richard Bauckham: la comunità della creazione nella Bibbia e oggi

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E se ci fossimo un po’ troppo montati la testa? Un semplice cambio di prospettiva può finalmente cambiare il nostro rapporto con la natura, se anche la Bibbia, con la Genesi e il Salmo 104, ci ricordano che non siamo il centro della creazione. Siamo dentro la creazione.
Le premesse della lectio del teologo anglicano Richard Bauckham al Festival Biblico dal titolo “La comunità della creazione nella Bibbia e oggi” sono quanto mai ancorate alla realtà empirica: «Stiamo vivendo la sesta estinzione di massa. Per cinque volte nel corso della storia della terra, in un breve periodo di tempo, sono state cancellate gran parte delle specie viventi. L’ultima volta, 65 milioni di anni fa, un asteroide ha sterminato i dinosauri. Adesso l’asteroide siamo noi». La grande vittima è la biodiversità, ogni anno scompaiono migliaia e migliaia di specie di insetti, fiori, piante, uccelli e mammiferi, alcune delle quali ancora da scoprire, nascoste nei fondali oceanici o nelle foreste equatoriali. «Già i nostri avi avevano fatto scomparire la megafauna, sterminando animali come i mammut, poi, però, la tecnologia ha impresso un’accelerazione al fenomeno, tanto che l’Homo Sapiens è stato definito il “serial killer” della biosfera». Dio, nella Bibbia, chiedeva altro: «Non siamo al di fuori della distruzione della natura. Siamo una parte importante di una comunità interdipendente. E questa comunità è il creato: ci dobbiamo rientrare».

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