Cultura di pace e cultura delle armi. Un’esposizione ambigua alla Fiera di Vicenza

Aprirà  sabato 14 e proseguirà fino al 16 febbraio 2015, alla Fiera di Vicenza, HIT Show 2015 (Hunting, Individual Protection, Target Sports), un’esposizione di armi e altri prodotti per la caccia e lo sport, ma anche destinati alla “protezione individuale”. Cultura di pace e cultura delle armi; loro commercio e responsabilità sociale; rilevanza del settore e rapporti con il territorio. Su questi temi logo_opal_piccolol’Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e Politiche di Sicurezza (OPAL) di Brescia e la Rete Italiana per il Disarmo hanno invitato le associazioni vicentine e la cittadinanza ad un approfondimento e confronto.

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«Proseguiremo il dialogo con l’Amministrazione di Vicenza ed i promotori di “HIT Show” e chiederemo agli organizzatori dell’evento di definire un codice di responsabilità sociale della manifestazione fieristica». Lo affermano in una nota congiunta l’OPAL di Brescia e la Rete Italiana per il Disarmo, che venerdì 13 febbraio hanno tenuto un incontro pubblico dal titolo “HIT Show: questioni aperte e prospettive”, presso il salone della Cooperativa Insieme a Vicenza. Presenti, tra i relatori, Piergiulio Biatta (Presidente dell’Osservatorio OPAL di Brescia), Giorgio Beretta (analista del commercio di armi).

«Riteniamo positiva − si legge nella nota − l’interlocuzione che si è aperta con l’Amministrazione di Vicenza nella persona dell’Assessore Isabella Sala (Assessore alla Comunità e alle Famiglie) e con i promotori di “HIT Show” (Fiera di Vicenza SpA e Associazione Nazionale Produttori Armi e Munizioni Sportive e Civili, ANPAM) che, a seguito di un incontro con i nostri rappresentanti, ha già portato gli organizzatori dell’evento a chiarire una serie di informazioni precedentemente diffuse agli organi di stampa (nota 1) e soprattutto a diverse riviste del settore armiero in merito alle caratteristiche della manifestazione e a specificare le tipologie delle armi e dei materiali esposti, degli oggetti in vendita, le modalità e le restrizioni di accesso ai vari eventi previsti». «Ci auguriamo − affermano OPAL e Rete Disarmo − che sia un primo passo di un cammino di confronto aperto a sensibilità come le nostre, da sempre attente e critiche nei confronti della cosiddetta “cultura delle armi”, sulle diverse implicazioni che questo nuovo evento fieristico vicentino solleva: evento che − come annunciano gli stessi promotori − “si propone come l’appuntamento italiano leader per il settore delle armi sportive e civili” e che “punta a diventare l’appuntamento di riferimento in Italia e in Europa per il comparto armiero Made in Italy” (nota 2)».

«Un evento, quindi − prosegue la nota di OPAL e Rete Disarmo − che per caratteristiche e ambizioni non può non tener conto dei numerosi aspetti collegati alla diffusione, nazionale e internazionale, delle “armi comuni” e soprattutto alle implicazioni sociali e sulla sicurezza connesse alla crescente giustificazione, anche nel nostro paese, dell’impiego delle armi per la difesa personale. Proprio per questo riteniamo che il salone HIT Show − la cui “offerta
espositiva ha un focus su armi e munizioni” (nota 3) e che riserva un intero padiglione alla “Individual protection” − non possa in futuro limitarsi ad offrire al pubblico solo delle pur importanti “istruzioni” e “simulazioni” sulla difesa personale e delle “practical lessons” sul “tiro da difesa”, ma debba diventare l’occasione per aprire un approfondito dibattito sulla cultura della difesa personale, sull’utilizzo delle armi, sul loro commercio nazionale e internazionale e sulla trasparenza del comparto armiero».
«Proprio per questo − continuano OPAL e Rete Disarmo − nelle prossime settimane inviteremo l’Amministrazione di Vicenza e i promotori di HIT Show a partecipare, in vista della rassegna del prossimo anno, a momenti di confronto pubblico per cominciare a delineare, in dialogo con tutti gli stakeholders, un codice di responsabilità sociale della manifestazione fieristica».
«Essere per il disarmo e per il controllo delle armi − commenta Francesco Vignarca, coordinatore della Rete Italiana per il Disarmo − non ci ha mai impedito, anzi ci ha sempre stimolato a dialogare con tutti coloro che intendono promuovere normative rigorose e codici di autoregolamentazione per contrastare la diffusione delle armi e la trasparenza di questo settore. Riteniamo pertanto che sia nostro compito favorire ogni passo in questa direzione in dialogo con tutte le associazioni, nazionali e locali, sensibili a questi temi ed in particolare con il Comune di Vicenza che nel suo Statuto promuove espressamente la cultura della pace e dei diritti umani».(nota 4) «Crediamo ci siano buoni motivi − aggiunge Piergiulio Biatta, presidente dell’Osservatorio OPAL di Brescia − per ritenere che anche i promotori di HIT Show, cioè la Fiera di Vicenza e ANPAM, siano sensibili al tema della responsabilità sociale. Entrambi, infatti, sono soggetti riconosciuti presso il Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC) delle Nazioni Unite (nota 5) . In particolare, la Fiera di Vicenza ha ricevuto l’accreditamento presso ECOSOC per l’implementazione delle attività relative alla Corporate Social Responsibility nella filiera del gioiello. Penso che tutto questo costituisca un ulteriore incentivo per tutti per cominciare a ragionare su un codice di responsabilità sociale anche riguardo all’evento HIT Show». «Potrebbe anche essere l’occasione − conclude Giorgio Beretta, analista di OPAL e Rete Disarmo − per promuovere una maggior trasparenza del settore armiero ed in particolare sulle esportazioni di “armi comuni” e di “armi non militari” dal nostro paese. Come abbiamo documentato in vari studi (nota 6 ), se la gran parte di queste esportazioni è diretta verso i mercati del Nord America e dei paesi dell’Unione Europea, negli anni scorsi una certa parte di queste armi è stata esportata in zone di forte tensione (Medio Oriente e Nord Africa), alle polizie e forze dell’ordine di paesi latinoamericani, a paesi sotto embargo o in procinto di essere dichiarati tali. Si tratta, ovviamente, di esportazioni legali ed autorizzate dagli organi competenti, ma non per questo meno problematiche». Nonostante queste criticità, l’export italiano di “armi comuni” non è nemmeno lontanamente comparabile anche solo a quello di altri prodotti che interessano direttamente la Fiera e la città di Vicenza: mentre, infatti, le esportazioni mondiali di “armi comuni” da tutta Italia non raggiungono i 400 milioni di euro all’anno, quelle di “gioielleria e bigiotteria” e di “cuoio conciato e lavorato” dalla sola provincia di Vicenza hanno superato nel 2013 rispettivamente i 1,4 e 2 miliardi di euro. Un dato, anche questo, su cui riflettere.

 

L’Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e Politiche di Sicurezza e Difesa (OPAL) di Brescia è un’associazione (ONLUS) attiva dal 2004, promossa da diverse realtà dell’associazionismo bresciano e nazionale, per diffondere la cultura della pace ed offrire alla società civile informazioni di carattere scientifico circa la produzione e il commercio delle “armi leggere” con approfondimenti sull’attività legislativa di settore. Lo scorso novembre ha pubblicato il suo sesto Annuario (Commerci di armi, proposte di pace. Ricerca, attualità e memoria per il controllo degli armamenti, GAM, 2014) nel quale sono presenti due ampi studi sulla produzione e esportazione di armi italiane e bresciane. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito: www.opalbrescia.org.

 

La Rete Italiana per il Disarmo è un organismo nazionale di coordinamento sulle tematiche della spesa militare e del controllo degli armamenti. Fondata nel 2004 è composta da: ACLI, Agenzia per la Pace Sondrio, Amnesty International, Archivio Disarmo, ARCI, ARCI Servizio Civile, Associazione Obiettori Nonviolenti, Associazione Papa Giovanni XXIII, Associazione per la Pace, ATTAC, Beati i costruttori di Pace, Campagna Italiana contro le Mine, Campagna OSM-DPN, Centro Studi Difesa Civile, Conferenza degli Istituti Missionari in Italia, Coordinamento Comasco per la Pace, FIM-Cisl, FIOM-Cgil, Fondazione Culturale Responsabilità Etica, Gruppo Abele, ICS, Libera, Mani Tese, Movimento Internazionale della Riconciliazione, Movimento Nonviolento, Osservatorio OPAL di Brescia, Osservatorio Os.C.Ar. di Ires Toscana, Pax Christi, PeaceLink, Rete Radiè Resch, Traduttori per la Pace, Un ponte per… Tutte le informazioni sono disponibili sul sito: www.disarmo.org.

 

Note:

1 Si veda il comunicato congiunto emesso da Fiera di Vicenza e ANPAM dal titolo: “Fiera di Vicenza e ANPAM si alleano e presentano HIT, la nuova fiera dedicata ad outdoor, caccia, armi sportive e Law Enforcement” del 10 giugno 2014.

2 Si veda il comunicato sul sito ufficiale: “HIT Show 2015: Fiera di Vicenza colpisce nel segno!” (1 dicembre 2014)

3 Si veda il sito ufficiale di HIT Show alla sezione “Perché visitare”: (www.hit-show.com/index.php?option=com_content&view=article&id=104&Itemid=249&lang=it)

4 Lo Statuto del Comune di Vicenza (approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione il 9 gennaio 2013) all’articolo 2 (Pace e cooperazione) afferma: “Il Comune, in conformità ai principi costituzionali ed alle norme internazionali che riconoscono i diritti innati delle persone umane sancisce il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali e promuove la cooperazione fra i popoli, riconosce nella pace un diritto fondamentale della persona e dei popoli. A tal fine il Comune incoraggia la conoscenza reciproca dei popoli e delle rispettive culture e promuove una cultura della pace e dei diritti umani mediante iniziative culturali e di ricerca, di educazione e di informazione e con il sostegno alle associazioni, che promuovono la solidarietà con le persone e con le popolazioni più povere”. (Art. 2, c. 1-2).

5 Per quanto riguarda l’accreditamento della Fiera di Vicenza presso ECOSOC si veda il comunicato di Federpreziosi del 15 marzo 2013: “Fiera di Vicenza si accredita presso le Nazioni Unite”. L’A.N.P.A.M. (Associazione Nazionale Produttori Armi e Munizioni Sportive e Civili) riporta sul proprio sito ufficiale che ha ottenuto nel maggio scorso l’accreditamento presso ECOSOC come Organizzazione Non Governativa con lo status consultivo “Speciale”.

6 Si veda in particolare lo studio di G. Beretta: “Le esportazioni di armi del distretto armiero bresciano nel contesto italiano e internazionale”, in OPAL, Commerci di armi, proposte di pace, Editrice GAM, 2014, pp. 77-116. Una sintesi è riportata nell’articolo L’Italia è il primo esportatore mondiale di “armi comuni”, pubblicato dall’autore sul portale www.unimondo.org il 12 novembre 2014.

 

 

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