Mese: ottobre 2014

ombrellino azzurro e ciabattine

Un racconto di Michela Alba.

Si è svegliata girandosi e rigirandosi nel lettone, stiracchiando prima i sogni e poi gli arti, aprendo prima i movimenti del corpo ed infine gli occhi.
Mi ha studiata con leggeri tocchi del piede per sondare se io stavo dormendo o no. Poi, avendo stabilito che stavo dormendo (l’ingenuità del volerlo credere), si è alzata con leggerezza, passo dopo passo sul solaio scricchiolante di legno vivo, scendendo le scale tra uno scric ed uno scroc, in punta di piedi come sempre.
Io dovevo far finta di dormire.

Claude Monet - I papaveri, 1873

Claude Monet – I papaveri, 1873

Ha preparato il pentolino del latte, acceso il fuoco del fornello, scaldandolo, ha preparato il caffè. Grossolanamente ha predisposto due panini con la marmellata spalmata, senza burro perché, mi avrebbe detto dopo, l’aveva tirato fuori dal frigorifero ma poi se ne è dimenticata, e versato il tutto nelle tazze. Suoni di indaffaramenti in cucina, mi facevano immaginare i suoi movimenti. Quando ho sentito il profumo del caffè salire su in camera, allora ho fatto finta di alzarmi, facendo scricchiolare per bene il legno in modo che lei sentisse che stavo scendendo.
Allora, con il suo sorriso sdentato e illuminato, mi è venuta incontro felice e fiera, nonché timorosa della sua prestazione, facendomi chiudere gli occhi per scoprire la “sua” sorpresa.  Un, due, tre……grazie, grazie, grazie!!!! e tanti baci e tanti abbracci. Ma quanto brava la mia bambina, che bel regalo!!!!!
Fiera e piena dell’emozione d’esser stata la protagonista del suo proiettarsi adulta, ha mangiato il suo panino con voracità, rischiando di farne uscire briciole dagli angoli tant’era larga la sua bocca felice.
Fuori pioveva e il cielo grigio di un’estate che non ne vuole sapere di esplodere ci rimandava in cucina il riflesso preannunciato di autunno in largo anticipo.
“Oggi la cucina è illuminata dal sole di questa bellissima sorpresa” le ho detto.
Con il pigiama a strisce e pallini ancora addosso mi ha chiesto di uscire in giardino per provare l’ombrello nuovo.
Io sono salita ad aprire i balconi e dalla camera ho guardato in giù.
Ombrello azzurro che si muoveva in mezzo al verde del giardino, macchie che si intravvedevano dai buchi della pergola di kiwi e vite, l’ombrello girando su se stesso volteggiava lungo il sentierino che porta alla casetta dei pulcini.
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Ombrellino azzurro e ciabattine azzurre si muovevano qua e là, prima sostavano dai pulcini, poi roteavano in zona galline per un’occhiata. Infine tornavano verso le scale, sempre danzando di una mattinata dal cuore luminoso.

Macchie ben distinte di colori ben distinti, tutte definite l’una sull’altra.
Quand’ecco che rientrano in cucina, sempre immerse nel gioco di esser grandi, ombrello, ripiegato con cura, ciabattine, sostate fuori ad asciugare, e il pigiamino, a farsi riempire di peli del saluto dei gatti.
Michela Alba
Lugo (VI), 4 agosto 2014

Periferie cuore della missione

Ottobre missionario. Un mese dedicato alla missione ma che, per la Chiesa, è appello ad un impegno da vivere tutto l’anno

Il mese di ottobre è ricco di appuntamenti e ci offre l’occasione per riprendere il filo, con don Arrigo Grendele, direttore dell’ufficio diocesano, di molte questioni che emergono sul tema missionario. Don Arrigo non va lontano da quanto anche Papa Francesco continua a ripetere: è in gioco la capacità della Chiesa di ritrovare e riscoprire il senso per cui esiste, che è essere missionaria. La Chiesa esiste per testimoniare il Vangelo a tutti, soprattutto ai più poveri, ai più deboli, agli emarginati, anche nella Chiesa. Layout 1Don Arrigo, con una opportuna fermezza, ci fa capire come questa sia una questione seria, di come non sia più sufficiente battere le mani al Papa, ma sia il momento di prendere sul serio e mettere in pratica quanto dice. L’invito e le proposte per il mese missionario vanno proprio in questa direzione, dove anche la pastorale e l’animazione missionaria vanno rivisti, cercando di superare stili e modalità che erano adatti ad un contesto ormai superato. Don Arrigo ci spiega come questo sia stato anche il punto di partenza del Convegno missionario che si è tenuto sabato 20 settembre. Prima di tutto creare l’occasione perché i vari gruppi missionari, presenti in tutte le parrocchie della diocesi, abbiano la possibilità di incontrarsi ed entrare in relazione. L’altro obiettivo, dove Don Amedeo Cristino, direttore del CUM, ha portato un contributo denso e incisivo, è aiutare le comunità e le parrocchie a convertire tutta la pastorale alla dimensione missionaria, che è ben altro, specifica don Arrigo, dal limitarsi alle pur necessarie raccolte di fondi e beni da inviare nei continenti più poveri. Il rischio – don Arrigo fa eco alle parole di don Amedeo – è quello che nelle nostre comunità non cambi nulla, che ci si metta il cuore in pace con la rinuncia di una piccola parte superflua. Nelle nostre comunità, e nei percorsi spirituali personali, occorre forse invece riscoprire il “dare tutto”, anche se poco, della vedova al tempio, come ci ricorda Gesù. (altro…)