Mobilità. Sempre in bici.

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Il testo, rivisto e in parte modificato, dell’introduzione del sottoscritto all’incontro del 26 giugno a Festambiente Vicenza 2014: ” Cooperativa Sociale InsiemeGruppo mobilità sostenibile e Laboratorio riparazione e vendita biciclette usate presenta: MOBILITA’. DAL PASSATO AL FUTURO, SEMPRE IN BICI. Dibattito, riflessioni ed esperienze sulla bicicletta e sulla mobilità ciclistica a Vicenza e provincia con Francesco Maule, Cooperativa Insieme; Michele Mutterle, referente commissione tecnica di Tuttinbici FIAB Vicenza; Marco Antonio Dalla Pozza, Assessore alla Progettazione e sostenibilità urbana del Comune di Vicenza”.

Sul granito del monumento al ciclista che il 15 luglio verrà inaugurato sulla cima del Ghisallo, di fronte alla chiesetta dedicata alla Madonna protrettrice dei corridori, ci sarà una scritta che comincia così: «… poi Dio creò la bicicletta, perché l’uomo ne facesse strumento di fatica e d’esaltazione nell’arduo itinerario della vita…». Che le biciclette d’oggi possano sembrare frutto d’ispirazione soprannaturale è certo, tanto sono belle, leggere, quasi impalpabili eppure tecnicamente perfette; che l’estro inventivo di appassionati artigiani abbiano contribuito a renderla così, è anche questa cosa certa. Sono settemila, uno più uno meno, i pezzi indispensabili per costruire una bicicletta e c’è modo e modo di metterli assieme.

Quella della bicicletta e del ciclismo è storia che comincia nel secolo scorso. Il mezzo meccanico nasce come audace e anche un poco snobbistica alternativa al cavallo. Progredirà di pari passo con la motorizzazione , in epoca pioneristica. Dilagherà, minaccerà di morire per soffocamento, s’imporrà di nuovo, prepotentemente, allorché – e sono i giorni in cui viviamo – la società del benessere e del malessere tenterà la fuga di fronte all’incalzare minaccioso dei tubi di scappamento, dello smog, dell’inquinamento.

Questo è un brano tratto dalla rivista “Le scienze” (edizione italiana di “scientific american”) del giugno 1973 (numero 58 – lire ottocento – dedicato alla “tecnologia della bicicletta – il brano citato è a pagina 38). Risulta ancora di una attualità impressionante anche dopo quarant’anni.

Oggi proveremo a raccontare qualcosa di questo nuovo imporsi, prepotente, della biciclette, del suo uso, della sua valenza sociale, come strumento di mobilità e libertà, come volano di attività lavorative ed economiche.

Anche il notevole numero di pubblicazioni, libri, riviste, sia cartacee che on line, sul mondo bici è un elemento che ci dice che questa realtà, oltre che essere vitale, è anche raccontata, espressa in modo forte e diffuso.

Un altro segno di cambiamento è dato dalla diversità di discipline sportive legate alla bicicletta. Ho pensato quindi, come esempio, di elencare le discipline sportive che io conosco, presenti nel territorio vicentino:

  • ciclismo su strada
  • ciclismo su pista (Bassano del Grappa e Sossano);
  • MtB
  • cicloturismo (granfondo)
  • downhill
  • bmx race (Creazzo)
  • pump trak (Malo – Altavilla v.na – Pozzolo di Villaga)
  • bmx free style (impianti indoor: The wall skatekrap a Vicenza est – The pite a Bassano del Grappa)
  • Bike polo (nuovi campi in zona pomari)

Un altro evento mi pare significativo per parlare dei numeri che le biciclette “trasportano”: si parla che per la tappa a cronometro del Giro d’Italia, sul Monte Grappa, ci fossero 100.000 spettatori. Se, facendo delle stime a spanne, possono esserne saliti in 10.000 in auto o camper, e altri 10.000 a piedi si potrebbere dire che quel giorno, venerdì 30 maggio 2014, si sono mosse verso cima Grappa l’impressionante numero di 80mila biciclette.80B_5950.jpg

Ma dal punto di vista mediatico che impatto hanno questi numeri? Nulli, o quasi, ma sfido chiunque a paragonare numeri simili per qualsiasi evento, sia sportivo, che musicale o religioso.

La bicicletta resta quindi qualcosa di potente, dal punto di vista della sua presenza nella vita di milioni di persone, pur restando poco impattante ambientalmente nella sua leggerezza e scorrevolezza.

Ci sono però, oggi, almeno due criticità che sono legate alla bicicletta, e che andrebbero più fortemente prese in considerazione anche dalle istituzioni: il problema dei furti e quello della condivisione delle strade.

È veramente brutto, per chi come me vende biciclette usate, sentirsi spesso dire “mi hanno appena rubato la bici, ne cerco una da pochi soldi tanto anche questa è destinata ad essere rubata a breve”. DSC_2107

Sembra che oggi le biciclette, come il rame e l’ottone, siano diventati il “nuovo oro”. Ma l’impunità e facilità di chi delinque in questo modo sono davvero divientati insopportabili.

Un altro aspetto problematico è quello di una sempre più alta presenza di biciclette nelle strade solitamente, e in questi ultimi anni quasi esclusivamente, progettate e costruite per dare fluidità al transito automobilistico. Pensiamo alle famigerate rotatorie, soprattutto alla pericolosità di quelle grandi e veloci che si trovano spesso tra il centro cittadino e i paesi della cintura urbana. Pensare solo alle piste ciclabili, seppur doveroso, è sicuramente limitante, visto che in questo momento molte persone stanno scegliendo di usare la bicicletta anche per il percorso casa-lavoro, usando quindi strade in condivisione con auto, autocarri, moto, mezzi pubblici e anche pedoni, come nei centri storici.

Si stanno quindi definendo luci e ombre della mobilità ciclistica e dell’impatto della bicicletta nella cultura contemporanea. C’è solo un modo per poterne cogliere altre prossime evoluzioni: inforcare una bici e pedalare.

Francesco Maule

(foto di Jered Gruber | smashred)

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