Come avrei voluto scrivere?

Come un vecchio greco che evoca morti e sprimaccia i vivi. O scrivere come un uomo delle nevi che solo passa scalzo. Incidere il monte per tratteggiare il mare con un ago sottile come schizzando il modello di un ricamo. Scrivere come un mercante russo diretto di qui in Cina: trovò una casetta. La abbozzò. La sera guardò la notte dipinse, già sul far dell’alba aveva terminato. S’alzò pagò e partì di prima mattina.

Amos Oz, Lo stesso mare, Feltrinelli, Milano 2000, pag. 162.

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