L’Europa secondo Romano Guardini

la bellezza della cultura classica con la forza del mondo tedesco
Giuliana Fabris del Centro studi “Guardini” sul grande teologo del secolo scorso

Romano Guardini, nato a Verona ma cresciuto e vissuto in Germania, fu uno dei più grandi teologi del secolo scorso. Dal 1925 in poi erano frequenti le sue visite a Isola vicentina, dove Romano, nella villa di famiglia, preparava lezioni e scriveva libri. Di Guardini rimane particolarmente interessante e attuale la sua idea di Europa. Per conoscerla più da vicino, in occasione anche dell’imminente voto per eleggere i rappresentanti al parlamento europeo, abbiamo incontrato la professoressa Giuliana Fabris del Centro studi “R. Guardini” di Isola Vicentina. Guardini, secondo la Fabris, ha parlato di Europa già con la sua vicenda esistenziale e intellettuale nella quale espresse una sintesi efficace dello spirito classico e quello tedesco. Fu, in questo, un pensatore italo-tedesco, che andò in qualche modo a modificare anche la lingua tedesca, mediteranizzandola, addolcendola. In Guardini si trova fusa armonicamente la forma e bellezza della cultura classica con la forza e vitalità del mondo tedesco, mantenendo insieme le sue anime mediterranea e nordica. La prof.ssa Fabris riconduce questa capacità di sintesi di Guardini ad un preciso principio teologico, meglio cristologico: Guardini esprimeva con fermezza che «Cristo è l’unico principio archimedico, l’unico punto che fa leva, dal di fuori della storia fin dentro la storia, in una continua azione dirompente». Guardini si considerava europeo «sia per biografia che per scelta, attraverso alcune vicende tra le più tragiche della storia di sempre». Guardini ha sempre contrastato l’uso interessato e distorto che il nazismo faceva del fatto religioso, attraverso lezioni, scritti e omelie che hanno tentato di rendere consapevoli giovani e adulti del popolo tedesco. Tra i frutti di questa azione culturale ci sono i giovani della Rosa Bianca. Guardini poi, già dagli anni ’20 del secolo scorso, colse la centralità delle questioni legate al potere e alla tecnica. Per il teologo Guardini «l’Europa è nata col cristianesimo che ha ricevuto l’eredità romana e greca». L’Europa si è sviluppata mantenendo una tradizione di rispetto sempre più profondo, di valore per la vita umana. Egli scrisse anche un libro dal titolo Europa. Compito e destino. Per compito Guardini intendeva esplicitare «il ruolo dell’Europa rispetto al mondo come guida di valori ereditati dalla tradizione cristiana, con la capacità di denunciare quelle forme di potere che vanno contro l’uomo». Il destino è invece inteso come «quel divenire armonico in cui l’essere interiore si amplia». In questo senso Fabris ci sollecita con l’indicazione in cui «ognuno nel suo essere può accettare l’Europa, al di là dei populismi oggi così diffusi, non rigettando il presente e tutte le sue diversità». Ritorna infine il principio crisotologico così caro a Guardini: «Gesù entra nella storia per come si presenta e ci insegna che la vita, nella sua tensione tra opposti, va vissuta e attraversata come tale».

Francesco Maule

Voce dei Berici 20pag25

liceoguardini.it

Romano Guardini (Verona 1885 – Monaco di Baviera 1968) [foto da liceoguardini.it]

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