“Cristo non può essere diviso!”

“Cristo non può essere diviso!” (1 Corinzi 1, 1-17)

Voce dei Berici 2014_01pag11

La fede comune non può dividerci | Chiesa evangelica metodista di Vicenza

La Chiesa evangelica metodista, legata all’Unione delle chiese metodiste e valdesi in Italia, di Vicenza, con la sua sede storica di via san Faustino e la nuova sala in via Divisione Acqui, ha nel pastore William Jourdan il punto di riferimento. Rispetto al tema della settimana di preghiera “Cristo non può essere diviso“ gli chiediamo cosa significhi per la sua comunità. «È innegabile – spiega Joudan – che per l’osservatore che non conosca nulla della storia delle chiese evangeliche, esse appaiono come un universo frammentario. È però importante sottolineare, in linea con il tema proposto per quest’anno per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che nella misura in cui la testimonianza resa a Cristo mette in luce la comunione nell’unico Signore, le diversità che permangono non dovrebbero avere la capacità di allontanare i cristiani in maniera così evidente».

foto Dino Meneguzzo

foto Dino Meneguzzo

Con un riferimento più diretto alla realtà vicentina il pastore Jourdan ci dice che: «anche alla nostra Chiesa sembra molto più utile, in questo tempo difficile anche per la città in cui viviamo, procedere con iniziative che segnalino il comune cammino dei cristiani per testimoniare che la compassione di Cristo si rivolge agli ultimi del nostro tempo: l’impegno per le molte famiglie, anche di migranti, che affrontano notevoli difficoltà economiche, l’intercessione perché quanti giungono nel nostro Paese in cerca di rifugio non siano trattati alla stregua di criminali. In tutto questo si mostra che la fede comune in Cristo non crea divisioni, ma rinsalda vincoli».

F.M.

TESTO BIBLICO
Paolo, che Dio ha chiamato a essere apostolo di Gesù Cristo, e il fratello Sòstene, scrivono alla chiesa di Dio che si trova a Corinto.
Salutiamo voi che, uniti a Gesù Cristo, siete diventati il popolo di Dio insieme con tutti quelli che, ovunque si trovino, invocano il nome di Gesù Cristo, nostro Signore. Dio, nostro Padre, e Gesù Cristo, nostro Signore, diano a voi grazia e pace.
Ringrazio sempre il mio Dio per voi, perché vi ha dato la sua grazia per mezzo di Cristo Gesù: attraverso di lui vi ha arricchito con tutti i suoi doni: tutta la predicazione e tutta la conoscenza. Il Cristo che vi ho annunziato è diventato il solido fondamento della vostra vita. Perciò non vi manca nessuno dei doni di Dio mentre aspettate il ritorno di Gesù Cristo, nostro Signore. Egli vi manterrà saldi fino alla fine. Nessuno vi potrà accusare quando nel giorno del giudizio verrà Gesù Cristo nostro Signore. Infatti Dio stesso vi ha chiamati a partecipare alla vita di Gesù Cristo, suo Figlio e nostro Signore, e Dio mantiene le sue promesse. Fratelli, in nome di Gesù Cristo, nostro Signore, vi chiedo che viviate d‘accordo. Non vi siano contrasti e divisioni tra voi, ma siate uniti: abbiate gli stessi pensieri e le stesse convinzioni. Purtroppo alcuni della famiglia di Cloe mi hanno fatto sapere che vi sono litigi tra voi. Mi spiego:
uno di voi dice: «Io sono di Paolo»; un altro: «Io di Apollo»; un terzo sostiene «Io sono di Pietro»; e un quarto afferma: «Io sono di Cristo». Ma Cristo non può essere diviso! E Paolo, d‘altra parte, non è stato crocifisso per voi. E nessuno vi ha battezzati nel nome di Paolo. Grazie a Dio non ho battezzato nessuno di voi, eccetto Crispo e Gaio. Così nessuno può dire di essere stato battezzato nel mio nome. È vero: ho anche battezzato la famiglia di Stefania, ma non credo proprio di averne battezzati altri. Cristo non mi ha mandato a battezzare, ma ad annunziare la salvezza. E questo io faccio senza parole sapienti, per non rendere inutile la morte di Cristo in croce.
(1 Corinzi 1, 1-17)
Il testo è tratto da:
“Parola del Signore‟ – La Bibbia, Traduzione interconfessionale in lingua corrente
Leumann / Roma, Elledici / Alleanza Biblica Universale, 2000
PRESENTAZIONE della Società Biblica in Italia
“Cristo non può essere diviso!” (1 Cor 1, 1-17)
1. “Cristo non può essere diviso!”È questa la forte affermazione dell‘apostolo Paolo che i fratelli e le sorelle canadesi pongono alla nostra riflessione per la preghiera comune di quest‘anno. È un ammonimento che riceviamo, comprendendolo innanzitutto nel contesto in cui l‘apostolo lo pronuncia: quello di una comunità che ha bisogno di ritrovare l‘essenziale della propria fede. Tutto l‘epistolario ai Corinzi ne è una testimonianza: a chi ricerca i carismi più eclatanti, Paolo ricorda che l‘amore è la via della perfezione (Prima lettera ai Corinzi 13); a chi si crede forte nella fede, Paolo proclama un Signore che è forte nella debolezza (Seconda lettera ai Corinzi 12); alla ricerca della saggezza umana, contrappone la pazzia di Dio (Prima lettera ai Corinzi 1). A chi vuole raggiungere le più alte vette della spiritualità, Paolo ricorda che lo Spirito del Signore agisce con potenza laddove un qualsiasi credente afferma con le parole ed i fatti che Gesù è il Signore (Prima lettera ai Corinzi 12). Questo è l‘essenziale della fede, il suo cuore profondo dove tutti i cristiani possono trovare la loro unica fonte: è Cristo stesso che è stato crocifisso per noi e nel nome del quale veniamo battezzati.
2. A Corinto la chiesa era dilaniata da gruppi contrapposti. C‘era chi dichiarava: “Io sono di Paolo”; un altro: “Io di Apollo”; un terzo:  “Io sono di Pietro”; e un quarto: “Io sono di Cristo”. In questa sequenza è proprio l‘ultima affermazione che più ci interpella: utilizzare Cristo per sancire le nostre divisioni. Questo si è spesso verificato nella storia del cristianesimo, laddove la ricerca della fedeltà all‘evangelo di Cristo, per le varie tradizioni cristiane, invece di creare un patrimonio comune ha suscitato scomuniche e conflitti. Divisi nel nome di Cristo: questo è il paradosso e lo scandalo della nostra vita cristiana.
Il nostro impegno è di mettere in discussione questa logica. Sentiamo quindi fortemente nostro uno dei cinque imperativi ecumenici enunciati nel documento congiunto cattolico-luterano”Dal conflitto alla comunione”: ―abbiamo bisogno dell‘esperienza, dell‘incoraggiamento e della critica reciproca per giungere a una conoscenza più profonda di Cristo. Cristo infatti non viene più a farsi crocifiggere: è venuto, una volta per tutte, per la nostra salvezza, ma tocca a noi ora prendere il posto di Cristo sulla croce e, crocifiggendo le nostre passioni e la nostra mentalità mondana, sacrificarci per realizzare la volontà di Dio: “che tutti siano una cosa sola” (Giovanni17, 21).
3. Come i nostri fratelli e le nostre sorelle canadesi fanno notare, il brano della Prima lettera ai Corinzi “richiama l‘attenzione sul modo in cui possiamo valorizzare e ricevere i doni degli altri anche ora, nel nostro stato di divisione”. L‘intera epistola mostra chiaramente un conflitto in atto, con l‘autorità dell‘apostolo e della sua predicazione pesantemente contestate. Tuttavia, all‘inizio della Lettera Paolo afferma “io ringrazio sempre il mio Dio per voi”. Non è solo una formalità, ma un sincero riconoscimento della ricchezza spirituale dei Corinzi, i quali non mancano di alcun dono. Riconoscere i doni degli altri, anche di coloro con i quali si è in conflitto, significa prima di tutto riconoscere l‘opera di Chi quei doni ha elargito, cioè Dio stesso. Inoltre Paolo riconosce ai Corinzi di essere pienamente Chiesa di Cristo e ricorda loro il legame che li unisce a tutti coloro che proclamano lo stesso Signore in ogni luogo. Non si è infatti Chiesa da soli, ma nella comunione di tutti coloro che confessano il nome di Gesù. Riconoscere i doni gli uni degli altri significa per noi oggi innanzitutto, riconoscere i doni della grazia elargiti con generosità all‘intero popolo di Dio, pur nelle sue diversità.
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