Liberi di annunciare la speranza nel domani

 

Nel presentare il Festival Biblico 2013, di seguito intervista al prof. Burigana che sarà presente all’incontro di | Martedì 4 giugno 2013 alle 21:00 | Palazzo delle Opere Sociali – Piazza Duomo, 2, Vicenza – VI

Libertà di credere. Prospettive a confronto

Conversazione e testimonianze in prospettica ecumenica sul tema del festival

intervengono:

Riccardo Burigana,
direttore Istituto Studi Ecumenici “San Bernardino”, Venezia

Fulvio Ferrario,
docente alla Facolta Teologica Valdese, Roma

Vladimir Zelinskji,
parroco della comunità ortodossa, Brescia

in collaborazione con: Centro per l’Ecumenismo | Istituto Studi Ecumenici “San Bernardino” Venezia | Chiesa Metodista, Vicenza

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Il cammino delle Chiese cristiane, dopo secoli di scontri, di mancanza di dialogo e ascolto, in questi ultimi cento anni ha iniziato ad intrecciarsi per superare lo scandalo delle divisioni. L’elezione di papa Francesco ha avuto ampia risonanza anche nelle altre Chiese cristiane, sia ortodosse che della riforma, tanto da far dire al prof. Burigana che “siamo di fronte ad una nuova primavera ecumenica”. Una primavera chiamata a far fiorire libertà e speranza.

 

 

Riccardo Burigana, fiorentino di nascita ma veneto di residenza, storico, è uno dei maggiori esperti ed interpreti del movimento ecumenico in Italia e in Europa. Dal 1999 al 2008 è stato direttore del Centro di Documentazione del Movimento Ecumenico Italiano (CeDoMEI) a Livorno. Dal 2008 è Direttore del Centro per l’Ecumenismo in Italia e dal 2010 è membro del Comitato Scientifico della Fondazione Giovanni Paolo II e collaboratore de ‘L’Osservatore Romano’.
Ha tenuto corsi presso diversi studi teologici ed è direttore dell’Istituto Studi Ecumenici “San Bernardino” di Venezia. Con lui affrontiamo le tematiche del Festival Biblico allargando l’orizzonte verso la sempre più intensa comunione tra le confessioni cristiane, nel contesto di pluralismo religioso e culturale nel quale le Chiese si trovano a vivere la fede nel Signore Gesù.

 

 

Riccardo Burigana

Riccardo Burigana

 

Prof. Burigana, è possibile una fotografia del movimento ecumenico?

 

«Nel 2010 abbiamo festeggiato il centenario del movimento ecumenico. Questo ci dice che un un bel cammino è iniziato ma è un movimento ancora molto giovane rispetto alla storia bi millenaria della Chiesa. Una storia inoltre contrassegnata da tensioni, sfociata in divisioni e in qualche modo costituitasi, almeno fino ad un certo punto, dalla non comprensione di quanto queste divisioni fossero uno scandalo inaccettabile. Questo secolo, in cui è avvenuto il grande cambiamento di consapevolezza spirituale, si inserisce in una storia di scontri, di mancanza di dialogo e di ascolto. Questo può far capire che i risultati ottenuti dal movimento ecumenico sono estremamente positivi, soprattutto dopo il Concilio Vaticano II. Il 2013 è stato segnato dall’elezione di Papa Francesco e dalle dimissioni di Benedetto XVI. Questi eventi hanno avuto ampia risonanza in ambito ecumenico ed hanno aperto dibattiti e riflessioni su molti temi ecclesiologici, come la sinodalità. Papa Francesco segna una svolta che è una conferma piena delle linee del Vaticano II. I suoi primi incontri ha voluto farli con i rappresentati delle confessioni cristiane e con i membri di varie religioni. Possiamo quindi affermare che sta fiorendo una nuova primavera ecumenica. Le difficoltà e le questione aperte emerse nei scorsi anni non sono superate, ma i gesti e le parole del nuovo pontefice gettano una nuova luce sulle sfide da affrontare e fanno ben sperare».

 

 

Ma la fede contrasta con la libertà o ne è invece una condizione fondamentale?

 

«Le Chiese sono chiamate a vivere la comunione per essere sempre più credibili testimoni dell’Evangelo. Il rapporto tra fede e libertà ha lungamente interpellato e ancora richiama all’autenticità le Chiese cristiane. Un primo elemento da far emergere è di carattere storico: il movimento ecumenico si è sempre battuto contro le discriminazioni sia religiose, che sociali, che culturali e ha sempre lottato a favore dei diritti degli uomini e delle donne. Pensiamo alle grandi forme di opposizione ai totalitarismi, sia nazisti che comunisti. Le forme di opposizione o repressione hanno reso martiri molte persone di tutte le confessioni cristiane. Questi martiri sono oggi patrimonio comune delle Chiese. Un secondo elemento è dato dalla lettura comune e dalla centralità della Parola di Dio. Il Nuovo Testamento in particolare, letto e interpretato in modo condiviso, ha creato quella libertà dai condizionamenti, dai pregiudizi, che il Signore ha insegnato come grande novità per i suoi discepoli. La libertà è strettamente legata al fatto che Cristo libera, innanzitutto dalla pochezza umana. Questi sono i temi che saranno anche al centro della prossima assemblea ecumenica che si svolgerà a fine ottobre in Corea».

 

 

Quali sono le sfide, in particolare in ambito europeo, sulle quali le Chiese sono maggiormente impegnate?

 

«Prima di tutto c’è la sfida dell’accoglienza. L’Europa deve tornare ad essere un paese che accoglie. Su questo i cristiani sono molto in sintonia e accordo. Questa è una sensibilità comune che ha come fonte il patrimonio biblico, cioè che l’altro, chiunque esso sia e da qualunque parte provenga, è sempre una creatura di Dio. Un’altra sfida è quella che riguarda quello che possiamo titolare come l’esigenza che “c’è un tempo di Dio e un c’è un tempo dell’uomo”. Molti cristiani, in modo condiviso e forte, contestano il fatto che si debba lavorare sette giorni su sette o comunque secondo un modello capitalista che azzera gli spazi in cui coltivare un tempo per Dio e per i valori religiosi. Questa critica ha creato un ponte anche con le altre religioni, con l’Islam ad esempio, che nel dibattito su alcuni temi ha dimostrato alcune distanze, su questo invece ha trovato grande condivisione con i cristiani. Sono segnali che si evolvono sottotraccia, per qualcuno invisibili, ma sono portati avanti con grande impegno dal movimento ecumenico, che è fatto di tanti movimenti che lavorano per l’unità della Chiesa. “Insieme per l’Europa”, ad esempio, fondato da Chiara Lubich e Andrea Riccardi lavora molto su queste questioni, crea luoghi di dibattito e azione».

 

 

Rispetto alla crisi, certo economica ma anche interiore, di molte persone, qual è la valenza della dimensione ecumenica della fede?

 

«Sia la Conferenza Europea delle Chiese (KEC) che il Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee (CCEE) hanno ampiamente affrontato in diversi incontri e documenti i temi del lavoro e dei giovani, ponendo spesso queste tematiche al centro della riflessione anche come valenza di attenzione sociale e di impegno per il cambiamento. Ma il vero compito dei cristiani, in questi momenti così difficili, è dare speranza per il futuro, coltivare e diffondere la convinzione che si può e si deve guardare al domani con speranza. I credenti sono liberi di annunciare la speranza nel domani, e su questa libertà interiore le confessioni cristiane continuano a camminare unite, illuminate dalla fede in Cristo, che è la fonte della nostra speranza».

 
Francesco Maule

Supplemento speciale per il Festival Biblico  de “La Voce dei Berici” | domenica 2 giugno 2013 | pagine 17 – 19.

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Segnaliamo con l’occasione altri eventi al Festival Biblico:

La libertà religiosa in Italia

Lunedì 3 giugno 2013 alle 17:30

Ist. Culturale Studi Sociali Niccolò Rezzara – Contrà delle Grazie, 14, Vicenza – VI

Conversazione
tavola rotonda

interventi:
La libertà religiosa, caso italiano
relatore:
Giuseppe Dal ferro, direttore Ist. Studi Sociali “Niccolò Rezzara”

Esperienza di “intesa” con la Chiesa Evangelica Valdese
relatore:
William Jourdan, pastore della Chiesa Evangelica Metodista, Vicenza

I musulmani in Italia fra libertà religiosa e intesa
relatore:
Kamel Layachi, imam responsabile nazionale del Dipartimento dialogo interreligioso e formazione Consiglio delle relazioni islamiche italiane – C.R.I.I.

modera:
Lauro Paoletto, direttore de “La Voce dei Berici”

in collaborazione con:
Ist. Culturale Studi Sociali “Niccolò Rezzara”

La Costituzione italiana afferma chiaramente la libertà religiosa in Italia. Manca tuttavia una legge applicativa, per cui il meccanismo delle “Intese” (art. 8) con religioni diverse da quella cattolica (art. 7) è regolato con la legge dei culti ammessi (1929).

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Parola e silenzio. Figure di fede e libertà

Giovedì 6 giugno 2013 alle 18:00

Palazzo delle Opere Sociali – Piazza Duomo, 2, Vicenza – VI

Conversazione

Dialogo teologico-filosofico tra Oriente e Occidente

discussione filosofica in prospettiva interculturale

interventi:

Libertà fede, conoscenza
Paolo Vidali, docente di filosofia

Fede e libertà: dal segno al simbolo
Marcello Ghilardi, filosofo all’Univ. di Padova

Il teismo aperto: cosa “dire” oltre i concetti?
Damiano Migliorini, esperto di filosofia e teologia

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Vivere la fede nella libertà dell’amore

Venerdì 7 giugno 2013 alle 15:00

Palazzo Opere Sociali – Salone d’onore I° piano – Piazza Duomo, 2, Vicenza – VI

Lectio Magistralis

relatore:
Roberto Mancini, docente di filosofia all’Università di Macerata
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Aure

Venerdì 7 giugno 2013 alle 16:30

Basilica Palladiana – Loggiato – Piazza dei Signori, Vicenza – VI

arti visive

tra le genti del Libro e del Dio unico, ebrei, cristiani e musulmani

riflessioni sulla mostra fotografica Aure di Monika Bulaj

dialogo con:
Monika Bulaj, fotografa

Ulrike Jourdan, pastora della Chiesa Evangelica
interventi musicali:
Angelo Gallocchio, suonatore di hang

in collaborazione con:
Centro Studi Presenza Donna
Comunità Evangelico-Metodista, Vicenza

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La biblica Cenerentola. Generosità e cittadinanza nel libro di Rut

Sabato 8 giugno 2013 alle 21:00

Tempio di Santa Corona – Contrà S. Corona, 2, Vicenza – VI

Lectio Magistralis

relatore:
Jean-Louis Ska, gesuita belga biblista e teologo

introduce:
Alfio Filippi, direttore editoriale emerito delle Edizioni Dehoniane

legge il capitolo 3 del Libro di Rut:
Pino Fucito, attore della compagnia teatrale “La Trappola”

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La chiamarono Maria

Domenica 9 giugno 2013 alle 21:30

Basilica Palladiana – Loggiato – Piazza dei Signori, Vicenza – VI

spettacoli

spettacolo teatrale dedicato ai bambini da 3 a 7 anni e per famiglia
ispirato al libro omonimo di Maria Loretta Giraldo (Ed. San Paolo)

con:
Ketty Grunchi, Delfina Pevere

regia:
Ketty Grunchi

INGRESSO LIBERO (su prenotazione)

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