san Giuseppe

di Leonardo Boff

Nel parlare di Giuseppe vogliamo parlare di Dio così come lo professano i cristiani, sempre come Trinità di Persone: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Questo Dio – Trinità si autocomunica nella storia. In questa prospettiva radicale, non è sufficiente considerare il Figlio e lo Spirito Santo con le loro rispettive missioni presso l’umanità. […] Necessitiamo della presenza tra noi delle tre Persone divine: Padre, Figlio e Spirito Santo. Insieme allo Spirito Santo e al Figlio deve esserci anche il Padre. Altrimenti, rimaniamo come sospesi in aria, senza il senso dell’origine e del fine di tutto il mistero della rivelazione e autocomunicazione di Dio nella storia, che è rappresentato dalla Persona del Padre.

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San Giuseppe ci aiuta nella comprensione di Dio

In altri termini, intendiamo parlare di Dio a proposito di San Giuseppe, ma del Dio dell’esperienza cristiana, che è sempre Trinità, comunione, relazione ed eterna inclusione delle Persone una nell’altra. […] San Giuseppe è coinvolto con due Persone divine. In primo luogo, con lo Spirito Santo, che venne sulla sua sposa Maria e la coprì con la sua ombra (cfr. Lc 1,35: pose la sua tenda) in modo che essa restò incinta di Gesù. In secondo luogo, con il Figlio, che pose anche la sua tenda (cfr. Gv 1, 14) e si incarno in Gesù, figlio di lei. […] Pertanto San Giuseppe comincia ad appartenere all’ordine che è proprio delle divine Persone. Senza Giuseppe non vi è incarnazione concreta così come i vangeli la testimoniano. In questa relazione è stato escluso il Padre. Il Padre, dicono i teologi, fu colui che ha inviato il Figlio per la forza dello Spirito Santo. Ma egli, nel senso comune della teologia, rimase nel suo mistero insondabile, nella Trinità immanente.

[…] Chi meglio di Giuseppe, padre di Gesù, il Figlio incarnato per l’azione dello Spirito Santo, potrebbe essere la personificazione del Padre celeste? […] Similmente al Figlio e allo Spirito Santo, anche il Padre pose la sua tenda in mezzo a noi, nella persona di san Giuseppe.

Non diciamo noi che il disegno di Dio è di somma sapienza, suprema armonia e inattaccabile coerenza? […] In questa coerenza e sinfonia osiamo affermare che la Trinità intera si autocomunicò, si rivelò ed entrò definitivamente nella nostra storia. La Famiglia divina, in un preciso momento dell’evoluzione, assunse la famiglia umana. Il Padre si personalizzò in Giuseppe, il Figlio in Gesù e lo Spirito Santo in Maria. Come se l’universo intero avesse preparato le condizioni per quest’avvento di infinita beatitudine.

Raggiungiamo, in tal modo, la massima coerenza e la suprema armonia: l’umanità, la storia e il cosmo nel loro evolversi sono inseriti nel Regno della Trinità. Mancava una parte in quest’architettura di inenarrabile completezza: la personificazione del Padre nella figura di Giuseppe di Nazaret.

 

Leonardo Boff

 

tratto dal libro: Giuseppe di Nazaret. Uomo giusto, carpentiere.

Cittadella Editrice, Assisi, 2006. Pagine 20 – 23.

 

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