Mese: dicembre 2012

Quattro chiavi per quattro porte

Una meditazione di Klaus Hemmerle (1929-1994), vescovo di Aachen (Aquisgrana), ci invita a far entrare Gesù nella nostra vita. Perchè sia veramente Natale.

 

Vorrei che ognuno di noi avesse quattro chiavi.

 

Una chiave per la porta che dà sul retro:

il Signore viene,

dove e come non lo sappiamo.

Viene in coloro che non ardiscono accostarsi alla grande porta maestra.

 

Una chiave per la porta che dà verso l’interno:

il Signore ci è più intimo del più profondo dell’anima nostra.

Da lì egli entra nella casa della nostra vita.

 

Una chiave per la porta di comunicazione

che è stata murata, ricoperta con l’intonaco,

quella che dà su ciò che ci sta accanto:

in coloro che ci sono più prossimi,

che sono anche coloro che più ci sono estranei,

il Signore bussa alla nostra porta.

 

Una chiave per la porta principale, il portale:

su quella soglia Gesù, con Maria e Giuseppe

furono respinti.

Non esitiamo a lasciarlo decisamente

entrare nella nostra vita, nel nostro mondo!

Sapremo essere, oggi,

la sua Betlemme?

 

Klaus Hemmerle

Da Dio si è fatto bambino, meditazioni sul Natale di Klaus Hemmerle, Città Nuova, pp. 80, € 6,50

fonte: www.cittanuova.it

Shopping nelle domeniche vuote

Riporto la riflessione sulle aperture dei negozi la domenica proposta da Susanna Tamaro nel Corriere della Sera di Giovedì 22 novembre 2012. E’ un ottimo spunto per comprendere anche quanto proposto nella campagna “Libera la Domenica“, che si sta diffondendo in tutta Italia. Francesco Maule.

LO SHOPPING NELLE DOMENICHE VUOTE CHE SOTTRAE TEMPO ALLA VITA

di Susanna Tamaro

Domenica prossima, nelle piazze italiane, avverrà una raccolta di firme per una proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti e Federstrade. L’obiettivo è l’abolizione della liberalizzazione degli orari di apertura degli esercizi commerciali, rimandando alle regioni la possibilità di decidere in base alle esigenze locali. Il decreto Salva Italia introdotto un anno fa non ha prodotto, infatti, i benefici sperati. Secondo il presidente di Confesercenti, Marco Venturi, 80.000 imprese sono destinate a chiudere con una perdita di più di 200.000 posti di lavoro. A dar retta agli studi di settore, solo il 3,12 della popolazione ha fatto acquisti la domenica ed è chiaro che solo i grandi centri commerciali possono reggere un simile impegno a scapito delle imprese più piccole e dei negozi familiari.
Accanto a questa iniziativa, si affianca la protesta dei lavoratori del commercio che hanno dato via al gruppo ‘Domenica, no grazie!’ E’ un movimento nato dal basso, in Toscana, che si sta diffondendo in tutta Italia. Contrariamente a quello che si potrebbe supporre, infatti, queste aperture domenicali non portano vantaggi economici per i lavoratori, come emerge dalle molte testimonianze riportate nel loro sito. Lavorano di più con una paga, in proporzione, minore del dovuto. Naturalmente, esistono delle categorie che, a rotazione, operano anche la domenica: le forze dell’ordine, gli infermieri, i medici, i pompieri, i vigili del fuoco – tutte le realtà che sono necessarie al funzionamento della società. Non credo però che queste funzioni possano venire omologate a quello dello shopping festivo. Shopping che, in questi tempi di profonda crisi, si trasforma soprattutto in un frustante looking. Queste proteste ci spingono a riflettere su cosa sia davvero la domenica, che senso abbia – o meglio aveva – questa interruzione del tempo che tutte le civiltà riconoscono come fondamentale e necessario per l’essere umano. (altro…)

Il valore della differenza

ECUMENISMO. Presente a Vicenza nella zona di San Marco, la Chiesa Ortodossa serba cerca di sviluppare un dialogo con il territorio

Sperimentare il valore della differenza

 

p Milivoje Topic

p Milivoje Topic

È presso la chiesa della Misericordia, in zona San Marco a Vicenza, che incontriamo padre Milivoje Topić e alcuni rappresentanti della Chiesa Ortodossa serba. È dal 2010 che, dopo due anni di duro lavoro per restaurarla, la comunità serba celebra la divina liturgia in questa chiesa concessa in comodato d’uso da Ipab e Diocesi di Vicenza. Padre Milivoje inizia l’intervista con la storia della sua comunità. «È dal 1994 che esiste la parrocchia di san Luka, sorta per seguire il flusso di migrazione che dalla dolorosa vicenda della guerra portava molte persone a dirigersi verso l’Italia per trovare lavoro e condizioni di vita più serene. Nei primi anni la comunità si è adattata a celebrare le festività prima in zona “laghetto”, poi per parecchi anni siamo stati ospitati nella Chiesa delle Suore Poverelle in via Torretti». Poi l’esigenza di un posto riservato, da adattare anche internamente alla ritualità ortodossa, ha indotto Padre Topić a chiedere alla Diocesi la disponibilità per cercare un’altra soluzione. È così che è stata individuata la chiesa della Misericordia, un edificio però vincolato dai beni ambientali e che necessitava di interventi di consolidamento e ristrutturazione, cui ha dovuto farsi carico la comunità; per questo molti fedeli hanno dato il loro contributo in termini di lavoro, di materiale acquistato, di opere artistiche regalate.

Padre Topić, chi frequenta la vostra Chiesa?

«Ci sono circa 20 mila serbi che risiedono nel nordest e questa è l’unica parrocchia presente nel Veneto, oltre a quella di Trieste e di Milano che fanno tutte riferimento al patriarca Ireneo di Belgrado. Ci sono poi molti croati, sloveni, bosniaci di etnia serba che seguono la nostra Chiesa; è difficile però indicare dei numeri».

La comunità è molto attiva a livello sociale e culturale perché vuole integrarsi nel contesto vicentino e nel territorio in cui è inserita ma allo stesso tempo non vuole perdere il patrimonio della tradizione della terra d’origine. Sono attive diverse scuole di lingua serba, soprattutto per i figli nati in Italia: a Vicenza hanno trovato la collaborazione dell’Istituto comprensivo 8 (zona Ferrovieri) per cui i corsi vengono ospitati, il sabato, nei locali della scuola. In provincia invece, ad Arzignano, Valdagno, Schio e Bassano i corsi vengono effettuati in stanze date in uso dalle parrocchie cattoliche.

Ci può descrivere i legami con il territorio?

«Con la Chiesa cattolica i rapporti sono ottimi, c’è piena collaborazione. Purtroppo invece dobbiamo dire che alcuni problemi li abbiamo riscontrati con gli uffici pubblici di alcuni comuni. Abbiamo bisogno infatti, soprattutto a Vicenza, di locali sia come luogo di ritrovo, che per svolgere attività culturali, per mantenere anche il patrimonio folcloristico della nostra tradizione. Inoltre raccogliamo materiali per malati e bisognosi, che non sappiamo dove riporre».

Padre Milivoje si dimostra inoltre molto attento al tema ecumenico: «La Chiesa ortodossa e quella cattolica sono due sorelle. Sono i due polmoni di Gesù Cristo. Siamo divisi storicamente ma non siamo in contrasto, questa divisione è causa di dolore per il Nostro Signore Gesù Cristo. La nostra presenza in Italia, in particolare a Vicenza, deriva dalle sofferenze che abbiamo subito a causa della guerra e questo ci unisce nella preghiera a Dio affinché non ci siano più guerre, né qui, né nelle nostra terra serba né in nessun altro posto al mondo».

I fedeli della comunità serba salutano con questo messaggio: il valore della differenza, il desiderio di integrazione e conoscenza reciproca e il contributo che può offrire una comunità “straniera” come ricchezza per tutta la città. Proprio in questo periodo l’associazione culturale “Sloga” ha celebrato il decimo anniversario di attività a Vicenza con un concerto di musica folcloristica serba che si è svolto sabato 17 novembre al teatro “San Marco” a Vicenza. Una festa dove tradizione e integrazione si sono abbracciate.

Francesco Maule

 “La Voce dei Berici” – domenica 2 dicembre 2o12 – pagina 8.