Mese: giugno 2012

LA SESSUALITÀ, SLANCIO DELL’AMORE


Il Campo Scuola diocesano 2012 per sposi e famiglie si terrà dal 18 al 25 agosto in Val Pusteria. Il tema che faràda sfondo alle riflessioni sarà: “La sessualità, slancio d’amore”

Marc Chagall – “La Promenade”, 1917-18. Olio su tela, 169×163 cm. San Pietroburgo, Museo di Stato.

e sarà condotto da mons. Battista Borsato, direttore dell’Ufficio diocesano per il matrimonio e la famiglia. Un tema così delicato e centrale nella vita delle coppie richiede sicuramente attenzione, ma anche una maggiore maturità per essere vissuto nell’ambito della “buona notizia” di Gesù Cristo.

Ci confrontiamo, quindi, con don Borsato chiedendogli anzitutto come nasce il campo scuola e cosa intende offrire a coppie e famiglie.

«E’ da anni – risponde il direttore – che l’Ufficio Matrimonio e Famiglia propone, solitamente a fine agosto, un campo scuola per famiglie. E’ giusto dire “famiglia” perché non soltanto sono interessate le coppie di sposi, ma anche i figli sono partecipi in maniera attiva, grazie alla presenza di animatrici preparate. Si cerca con loro, in maniera adeguata, di coinvolgerli nel tema del campo, nell’animazione delle serate e delle liturgie. Ogni anno si sceglie un tema su domande oggi particolarmente vive nei riguardi della coppia, ma anche della fede. La finalità del campo scuola è la formazione spirituale e anche culturale delle coppie, proponendo la possibilità di staccarsi dagli impegni consueti, di vivere in un ambiente sereno e stimolante anche per il confronto di varie esperienze. Il campo scuola non è solo “formazione”, è anche esperienza di comunione, di amicizia, di contatto con la natura».

 

Mons. Borsato, perché è stato scelto il tema: “Sessualità, slancio dell’amore?”

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Rio+20: missione impossibile

di Roberto Meregalli

Beati i costruttori di pace

 

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Siamo agli sgoccioli, dal 20 al 22 giugno si svolgerà il gran finale di Rio +20, la conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile, a vent’anni dalla prima storica edizione.

Questo summit, fortemente voluto dall’ex presidente brasiliano Lula, venne deciso con una risoluzione alla vigilia del Natale 2010, e certamente l’ex presidente pensava anche ad una ulteriore occasione per porre il Brasile sotto i riflettori internazionali, prima dei mondiali di calcio del 2014 e dei giochi olimpici del 2016, eventi consacrazione di un Paese che, per usare le parole di Lula: “ha smesso di essere il Paese del futuro, per essere quello del presente”. Il Brasile è oggi la sesta economia del pianeta, nel 2014 supererà la Francia ed entro il 2020 anche la Germania.

Come spesso accade nelle serie cinematografiche, la seconda edizione di Rio si prospetta molto deludente rispetto alla prima, l’impatto mediatico è senza confronti, la maggior parte della gente non sa nulla di questo vertice e se gli parlate di Rio è più facile che pensi all’omonimo film di animazione che al vertice sull’ambiente. Del resto sulla stampa di questi giorni sono altri i temi in primo piano; ai governi occidentali che cercano di sopravvivere ad una crisi sistemica che non hanno ancora compreso, Rio appare senza particolari evidenze nella loro agenda (altro…)

#salvaiciclisti in itinere

Nuova azione di pressione della campagna #salvaciclisti, per aderirvi e da divulgare, per chi è interessato anche alla ciclabilità urbana. F.M.

Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, Prof. Mario Monti,

Abbiamo molto apprezzato la nota con cui Lei il 14 maggio scorso ha dato sostegno alle istanze della campagna #salvaiciclisti

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sottolineando i vantaggi economici derivanti dall’uso della bicicletta in ambito urbano e definendo la bicicletta come “mezzo di trasporto “intelligente”, sia dal punto di vista dell’impatto ambientale, sia a livello economico, dato che riduce sensibilmente i costi legati alla mobilità urbana, sia, aspetto non meno rilevante, per la salute degli individui.”
Infatti, in questo periodo di crisi economica, per ridurre i costi derivanti dalla mobilità, molte persone fanno sempre più ricorso all’uso della bici, anche per andare al lavoro.

Purtroppo nel nostro Paese coloro che decidono di utilizzare la bici per recarsi al lavoro, si trovano a confrontarsi con una legislazione che, non solo non incentiva, ma addirittura penalizza chi utilizza questo mezzo di trasporto. In Italia, in caso di sinistro durante il percorso casa-lavoro effettuato in bicicletta, l’INAIL riconosce al lavoratore lo status di “infortunio in itinere” “purché avvenga su piste ciclabili o su strade protette; in caso contrario, quando ci si immette in strade aperte al traffico bisognerà verificare se l`utilizzo era davvero necessario” [nota INAIL].
Mentre nel resto d’Europa l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto per recarsi al lavoro è sistematicamente incentivato e promosso, in Italia il lavoratore che decide di spostarsi senza inquinare e senza creare traffico, non solo non riceve alcun incentivo, ma deve farlo a proprio rischio e pericolo e senza tutele.

Allo scopo di mettere fine a questo anacronismo è in corso una campagna promossa dalla Federazione Italiana Amici della Bicicletta (FIAB) che chiede la modifica dell’art. 12 del D.Lgs. 38/2000 e di aggiungere al testo attuale la frase: “L’uso della bicicletta è comunque coperto da assicurazione, anche nel caso di percorsi brevi o di possibile utilizzo del mezzo pubblico”, esattamente come previsto per il lavoratore che si reca al lavoro a piedi.

La proposta della FIAB ha già raccolto oltre diecimila firme e ricevuto parere favorevole da parte di ben tre Regioni, tre Province e sedici Comuni tra cui Milano, Bologna e Venezia che ravvisano grande imbarazzo nel chiedere ai concittadini e ai propri dipendenti di usare la bicicletta senza poter garantire nel contempo adeguate tutele.

Con la presente chiediamo a Lei, al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e ai Presidenti di Camera e Senato di voler intervenire al più presto per porre fine a questa discriminazione che non ha eguali in Europa e di accogliere questa proposta di modifica legislativa.

Per ulteriori informazioni sul tema dell’infortunio in itinere per il pendolare in bicicletta, Le segnaliamo il sito internet www.bici-initinere.info che è stato predisposto allo scopo di diffondere consapevolezza rispetto a questa campagna.

Confidando in una sua pronta risposta e auspicandoci condivisione nel merito,

cogliamo l’occasione per salutarla cordialmente

#salvaiciclisti

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Se anche tu ritieni che chi si reca al lavoro in bicicletta non debba essere vittima di discriminazioni invia questa lettera direttamente al Presidente del Consiglio, al Ministro competente e ai Presidenti di Camera e Senato: e.olivi@governo.it; gabinettoministro@mailcert.lavoro.gov.it; fini_g@camera.it; schifani_r@posta.senato.it.

Inoltre puoi contribuire alla diffusione di questa iniziativa attraverso il tuo blog, il tuo sito internet oppure attraverso il tuo account di Facebook o di Twitter.