La salvaguardia dell’ambiente: il creato custodito come dono

volontariato un impegno che vale

Spesso si pensa al volontariato come un impegno personale che molti dedicano per aiutare altre persone meno fortunate, o con problematiche particolari. Ma esistono molte forme diversificate di volontariato, e una parte significativa di questo riguarda la difesa dell’ambiente e la salvaguardia del creato. Il volontariato in questo campo può esprimersi in diversi ambiti e associazioni, ma forse l’aspetto più importante è che può essere un atteggiamento di fondo che può riguardare ogni persona. Chiamiamola coscienza eco-civica, chiamiamolo amore per il creato, chiamiamolo rispetto per il futuro e per i figli, ma maggiore attenzione alla questione attraverso pratiche ecologiche e sostenibili dovrebbe essere parte di un “volontariato comune”.

 

Ecotech

Pino Contin, di Vicenza, è in pensione da qualche anno, dedica parecchio tempo ad alcune forme di volontariato sociale e culturale. «Tra queste – racconta – una delle più significative e che subito mi ha coinvolto, è l’esperienza che tuttora vivo in Cooperativa Insieme. Questa grande realtà cittadina opera nell’ambito della solidarietà sociale e dell’ambiente, dedicando molte energie e attività e, naturalmente, persone, a tutto ciò che riguarda il riciclo, il riuso e, in sintesi, il contrasto allo spreco e al consumismo tipici della nostra società. Il settore in cui svolgo il mio servizio di volontario viene denominato “Ecotech”. Con gli operatori lavoriamo con persone che hanno avuto dei problemi con la giustizia oppure vengono da esperienze di dipendenza da alcool o sostanze o hanno delle difficoltà ad inserirsi in un contesto lavorativo “ordinario” per qualche problema di natura psicologica o altro». «Nello specifico – prosegue Pino Contin – il mio impegno consiste nello smontaggio di vari oggetti elettronici recuperati negli sgomberi, e nel separare i loro componenti, che verranno poi riutilizzati da apposite aziende nei loro processi produttivi. Quindi si riempiono dei cassoni con ferro, alluminio, rame e altri metalli, con plastica, legno, fili elettrici, schede elettroniche, alimentatori, vetro, ecc. Così, mentre si smontano computer, stampanti, fotocopiatrici, radio, lettori cd e altri apparecchi del genere, si ha modo di scambiare qualche parola e i volontari si inseriscono in una situazione di lavoro con il loro apporto umano oltre che “tecnico”, che serve a rendere il clima più “normale”».

 Oasi naturalistiche

Gianpaolo Cariani è da oltre dieci anni attivista alla sezione WWF Vicenza, ora chiamata Comitato Oasi WWF “A.Carta” Casale di Vicenza. «La nostra Oasi, oramai conosciuta da tutta la provincia e oltre, – racconta Cariani – necessita di continua manutenzione e oltre al custode che dedica interamente il suo tempo alla gestione del sito, compito dei volontari è quello di supporto, dalla biglietteria ai più svariati lavori interni. Come volontari, ci ritroviamo all’Oasi di Casale circa una volta al mese e siamo presenti nei fine settimana.
Comunque oltre a questa mansione, il Comitato è presente alle varie manifestazioni come Festambiente, Festa del Volontariato ed altri eventi simili. Lo scopo è diffondere la conoscenza e far capire l’importanza di questi siti di grande interesse naturalistico in un contesto urbano».

Educare al risparmio energetico
«Mi sono avvicinato all’ambientalismo con l’esperienza del giornale parrocchiale – racconta Mauro Gobbi, di Creazzo -; dopo è venuta Legambiente. E’ una esperienza gratificante, merito anche di un’ associazione molto attiva e capillarmente presente sul territorio. Legambiente si occupa di quasi tutte le tematiche dell’ambientalismo: dalla formazione, alla scuola, per crescere nuovi giovani sensibili. In questo contesto l’associazione mi ha consentito di trovare argomenti ai quali dedicare energie in modo gratificante e utile per la comunità nella quale vivo. In questi anni di volontariato ho approfondito temi a me completamente estranei prima. Un esempio su tutte la questione del territorio, della sua tutela come paesaggio e di come si possa conciliare sviluppo e mobilità senza distruggere quello che ci circonda. Ci siamo occupati inoltre di rifiuti e di risparmio energetico; per non parlare delle vertenze, prolungate, che abbiamo seguito nel mio paese, sempre in difesa dell’ambiente».

 La bicicletta non inquina

Michele Mutterle è volontario di Tuttinbici FIAB Vicenza: «Risale al 1987 il mio impegno, mai interrotto, per la promozione della ciclabilità. La bici non inquina (come è scritto nelle nostre oramai diffusissime targhe), non disturba e rispetta la natura e gli animali. La bicicletta è una compagna discreta e silenziosa, che ti avvicina al mondo e alla natura, senza barriere e distinzioni. Durante un viaggio in bicicletta dietro ogni curva ti aspetta una sorpresa che ti apre il cuore: un campo di girasoli, un’ansa di un fiume, un animale che ti guarda sorpreso, o il sorriso di un contadino o di un bambino che ti saluta con la mano. Attualmente, in qualità di referente della Commissione Tecnica di Tuttinbici, ho un ruolo delicato, ma entusiasmante, cioè collaborare con le Amministrazioni comunali e provinciali per trovare soluzioni ai problemi che incontrano i ciclisti tutti i giorni. Non sempre lo sforzo è riconosciuto, ma occuparsi della promozione della bicicletta è uno dei tanti modi in cui ci si può impegnare, nel nostro piccolo, per tutelare e salvaguardare la persona umana, la natura e il creato».

 

Dalle scelte di alcuni alle responsabilità di tutti

L’ascolto di queste voci è utile, se pensiamo che l’impegno di alcuni deve diventare l’impegno di tutti: dal grafico

appare evidente che non possiamo aspettarci che il nostro pianeta si moltiplichi. Stiamo “usando” le risorse dell’ambiente molto più di quanto queste riescano a riprodursi: è il superamento della cosiddetta “impronta ecologica”. Solo con una rapida riduzione dei consumi e con comportamenti ecosostenibili, come quelli descritti dalle persone intervistate, può portarci a salvaguardare il nostro pianeta e il nostro futuro.

 

Francesco Maule

Articolo pubblicato nell’inserto Volontariato. Un impegno che vale (pp.33-35) de “La Voce dei Berici” – novembre 2011.

Per vedere il .pdf delle pagine cliccare qui:

VDB Volontari_ambiente_FM2011

 

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