Mese: luglio 2011

«IL PIÙ GRANDE DISASTRO UMANITARIO DEL MONDO». IL DISPERATO APPELLO DEL CORNO D’AFRICA

Tratto da: Adista Notizie n° 60

MOGADISCIO-ADISTA. Due anni di siccità, la peggiore degli ultimi 60 anni, poi piogge torrenziali. E il prezzo di grano e acqua potabile è salito alle stelle. E così sono 12 milioni le persone ridotte alla fame in Somalia, Kenya, Gibuti, Etiopia; 2 milioni i bambini denutriti (500mila a «rischio imminente» di morte); centinaia di migliaia i disperati in fuga verso i campi profughi, come quello keniano di Dadaab, ormai il più grande del mondo, capace di ospitare 90mila persone, ma che oggi ne accoglie più di 380mila. Il tutto aggravato da oltre 20 anni di instabilità e guerra civile, quella somala, che consegna alla carestia un Paese privo di autorità pubbliche, con una società civile sgretolata e con la presenza di gruppi armati legati ad al-Qaeda nel sud del Paese, che rendono difficoltoso l’arrivo dei soccorsi. E sulla crisi in Africa orientale pesa, ancora una volta, l’irresponsabile silenzio della comunità internazionale.

«Speriamo che non si arrivi alla tragedia del 1992, quando forse mezzo milione di persone sono morte per fame e disordini. Spero tanto che la comunità internazionale stavolta possa agire con maggior prontezza, sapendo anche quali sono le difficoltà per raggiungere almeno i somali che vivono in Somalia», è l’accorato appello del vescovo di Gibuti e amministratore apostolico di Mogadiscio, mons. Giorgio Bertin, che, nel corso di un’intervista alla Radio Vaticana (18/7), mentre invita la comunità internazionale a mobilitare in fretta le necessarie risorse economiche e logistiche, chiede contestualmente interventi di ordine civile e politico: per attenuare la crisi, non bastano i soldi dei benefattori mondiali, ma «bisogna far rinascere uno Stato e una società civile che funzioni». Lo stesso vescovo, pochi giorni prima, sempre all’emittente vaticana (15/7), aveva dichiarato con forza: «Siamo di fronte al più grande disastro umanitario del mondo».

“TrasgrediAmo”: una vacanza dedicata alla condivisione

 

I campi estivi dell’associazione “Papa Giovanni XXIII”. La comunità di Vicenza propone due esperienze per giovani e famiglie a Tonezza e Marebello.

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Condivisione in vacanza, in montagna o al mare, a misura di pre-adolescente, adolescente, giovane e giovani famiglie, con ragazzi disabili. È la proposta che l’associazione Papa Giovanni XXIII rinnova ogni anno. “Condivisione” è, appunto, la parola chiave dell’esperienza. La Comunità Papa Giovanni, infatti, con le cooperative sociali, le case famiglie, i progetti internazionali da sempre si pone in attenzione degli ultimi, degli esclusi, dei poveri e dei deboli. Ma come connettere questo mondo con la realtà giovanile cosiddetta “normale”? La sfida è questa: avvicinare due realtà non con stile buonista, ma nella condivisione della quotidianità di un tempo speciale quale è la vacanza. (altro…)

Kiran Village, un’oasi di speranza in India

Un’articolo di Romina Gobbo, caposervizio de “La Voce dei Berici” di Vicenza, pubblicato nel numero di domenica 3 luglio 2011 a pagina 8. In fondo al POST il PDF. Francesco Maule

Il dottor Moreno Toldo racconta il Kiran Village di Varanasi in India.

Perché avere un futuro è un diritto di tutti

E’ una scelta radicale quella che ha portato, tre anni fa, il dottor Moreno Toldo,

Moreno Toldo durante una visita

neurologo dell’Ulss 5 OvestVicentino a trasferirsi in India, nell’Uttar Pradesh, al servizio dei piccoli della terra. Perché, anche se stiamo parlando della terza potenza mondiale, la parte più povera della popolazione continua a soffrire dei mali del passato. Così accade che la disabilità sia ancora stigmatizzata. E sono proprio i piccoli disabili gli ultimi della terra a cui si dedica il dottor Moreno, che ha “ereditato”, dalla fondatrice suor Judith Keller, il Kiran Village di Madhopur, di cui oggi è direttore medico: un raggio di speranza nelle vite, (a ray of hope into lives), ovvero un centro, alle porte di Varanasi (nota anche come Benares), immerso nel verde e nella tranquillità, “cullato” dal tremolio delle acque del Gange. Sono stata a Kiran per una visita breve, ma sufficiente per una piacevole “iniezione di serenità”.

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