Mese: giugno 2011

Le Chiese dell’est dopo il 1989

INTERVISTA AL GESUITA GERMANO MARANI. A partire dall’ultimo libro di don Strazzari

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Il volume del prete vicentino è un pellegrinaggio tra incroci di popoli, culture e religioni di un’area del pianeta che ci è particolarmente sconosciuta

Padre Germano Marani, gesuita, professore al Pontificio Istituto Orientale e all’Università Gregoriana di Roma, esperto di teologia ortodossa, consultore presso la Congregazione delle Cause dei Santi, è intervenuto lo scorso 3giugno a Sovizzo Colle per la presentazione del libro di don Francesco Strazzari, parroco dell’U.P. Sovizzo e giornalista inviato speciale della rivista Il Regno.
Il libro, intitolato Ucraina Caucaso Urali. Chiese dopo l’89, è, come l’ha definito proprio il padre Marani, un pellegrinaggio tra incroci di popoli, culture, religioni di un’area del pianeta che ci è particolarmente sconosciuta. Quindi Strazzari permette di colmare un vuoto rispetto ad una terra e a genti così legate ad un recente passato di sofferenze e atrocità, che si stanno però affacciando alla finestra globale cariche di ricchezze e particolarità.

Padre Marani, i paesi di cui ci racconta Francesco Strazzari hanno vissuto anche vicende di martirio nel XX.

«Conosco il martirio del XX secolo nei lager sovietici ma anche nei lager nazisti, perché ho avuto l’onore, la grazia e anche l’onere di occuparmene come consultore presso la Congregazione delle Cause dei Santi.

A differenza di quello dei primi secoli della Chiesa, è un martirio “meno glorioso”. Nei primi secoli, la comunità cristiana assisteva al martirio, il martire era riconosciuto dai testimoni che l’avevano visto morire. Era in un certo senso un martirio “glorioso”.

Nel XX secolo niente di tutto questo. Ad esempio sacerdoti, ma anche i monaci e i laici, che osavano criticare qualche scelta palesemente ingiusta del governo locale della città, venivano prelevati di notte con l’accusa di attività sovversiva contro lo Stato. I più deboli della parrocchia ne rimanevano in qualche modo influenzati e cominciavano dubbi laceranti sulla figura dell’arrestato. Quando il sacerdote veniva internato nel lager iniziava una vita durissima fatta di lavori pesanti, cibo minimo e grande freddo. Anche la morte era pressoché anonima: si moriva di stenti, da soli in qualche baracca, o si veniva assassinati di nascosto. Poi, il corpo veniva cremato o sepolto in fosse comuni, in modo tale che non si potessero vedere i segni delle percosse e dei maltrattamenti ricevuti. Molto spesso i familiari non potevano riavere le spoglie dei loro cari defunti. I processi di revisione e riabilitazione sono cominciati da anni, dopo la caduta del muro di Berlino, ma mancano ancora tante chiarificazioni che è difficile recuperare.

Così, passando dalle isole Solov’ki e arrivando all’Ucraina, non dimenticando degli armeni e i popoli appartenuti alla cosiddetta Unione delle repubbliche sovietiche e i lager nazisti, assistiamo ad un martirio pianificato di moltissimi cristiani di tutte le confessioni: cattolici, greco cattolici, ortodossi, protestanti».

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Nucleare 1 – Energia Prodotta

La questione energetica, in particolare quella legata alla produzione da centrali nucleari, è stata un tema delicato che ha intensamente coinvolto l’opinione pubblica italiana degli ultimi quarant’anni. Ora il programma dell’attuale governo, che sembrava aver riaperto la possibilità di produzione energetica da centrali nucleari (cfr d/lg. 99/2009), ha acceso gli animi e i fronti si sono ancora, apertamente, spaccati. E’ inevitabile questa situazione? E’ possibile affrontare la questione e il dibattito con la dovuta chiarezza e fermezza delle diverse posizioni senza inasprire il clima sociale? E’ possibile riportare la collettività ad occuparsi di questioni legate alla sostenibilità futura della specie umana, animale, vegetale? Sono domande tanto più necessarie alle quali ci è chiesto di rispondere con responsabilità anche alla luce del referendum che si terrà il prossimo 11-12 giugno 2011, anche alla luce della decisione della Cassazione che l’approvato non ritenedo il decreto cosidetto “Omnibus” sufficientemente esplicativo sul blocco della questione.

A riguardo proponiamo alcuni POST sulla tematica, in riferimento alle pagine pubblicate su “La Voce dei Berici” di domenica 5 giugno 2011 (pp. 8-9) che è possibile scaricare in fondo agli articoli e di altra documentazione particolarmente utile per una più ampia informazione.

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A cura di Francesco Maule

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Per una corretta impostazione della tematica risulta l’analisi dell’attuale capacità energetica dell’Italia. Nel 2005 la domanda elettrica nazionale è stata pari a 330 Twh (terawattora). Nel 2008 è stata di 339,5, poco meno del 3% in più (ma circa lo 0,8% in meno rispetto a quanto previsto). Nel 2009 c’è stato un crollo del 6% a 320,3 TWH. Terna, la società che trasporta l’energia elettrica e fa analisi dei consumi prevede che nel 2019 la domanda di energia elettrica arriverà a 405 Twh. Per produrre questa corrente Terna afferma che nel 2019 dovremo avere centrali per 68/72 GW. Ebbene quant’è oggi la potenza installata in Italia? Al 31 dicembre 2009: 101.447 MW (potenza lorda).

Bilancio Elettrico Italia 2009 - fonte Terna

Il Ministero per lo sviluppo economico ha comunicato di recente che nel 2010 sono entrati in servizio 4.050 MW e che nel 2011 ne prevede altri 740 MW, 385 nel 2012 e 430 nel 2013, per un totale complessivo ( a fine 2013) di 107.052 MW.

 Si consideri poi che entro il 2020 per rispettare il vincolo europeo di coprire il 17% dei consumi finali di energia con fonti rinnovabili il nostro governo lo scorso anno ha preparato un piano per le rinnovabili che ci vincola a produrre 98.885 GWh da FER (Fonti Energia Rinnovabile), equivalenti a una potenza installata di 43.823 MW.

Tutto questo indica che in Italia abbiamo un problema che i tecnici del settore indicano col termine over capacity, ovvero eccesso di capacità produttiva a fronte di una domanda che ristagna e si stima che si risalirà ai consumi del 2008 fra 3 o 4 anni.

fonte: Terna – (analisi di R. Meregalli)

Questi numeri possono rappresentare un punto di partenza importante di fronte ad una scelta come quella della produzione di energia dal nucleare. Il bilancio tra costi e benefici, tra rischio e risultato è, per questa scelta, quanto mai importante e necessario. I cittadini, oltre che con l’impegno ad informarsi ascoltando la pluralità di considerazioni, hanno la possibilità di esprimersi con il referendum.

La Voce dei Berici – Nucleare p.8

Nucleare 2 – le due posizioni

       PERCHE’ NO. Roberto Meregalli, “Beati i Costruttori di Pace”

Roberto Meregalli si occupa da vent’anni di energia. Ha collaborato alla stesura di un opuscolo intitolato “Nuova Pulita Rinnovabile: ENERGIA” in cui in modo chiaro e divulgativo Beati i Costruttori di Pace, Pax Christi e Bilanci di Giustizia hanno voluto aprire il confronto a partire da alcune informazioni di base che permettano di scoprire e denunciare i luoghi comuni legati a quella che è l’imposizione del nucleare.

PERCHE SI.  Carlo Mendes, “Forum nucleare italiano”

Carlo Mendes è il portavoce del Forum Nucleare Italiano (www.forumnucleare.it), un’associazione no-profit che intende favorire una più ampia e approfondita conoscenza dell’opzione nucleare e delle sue implicazioni.

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Nucleare 3 – SCRAM

Intervista tratta da:

www.ilfattoquotidiano.it

“Su Fukushima nascosta la verità. Vogliono minimizzare le conseguenze dell’incidente”

Gli esperti Angelo Baracca, Ernesto Burgio (autori del libro di recente pubblicazione: SCRAM ovvero LA FINE DEL NUCLEARE [n.d.r.] e Giorgio Ferrari hanno analizzato i dati pubblicati online dalla Tepco. Non è vero, dicono, che le misure antisismiche della centrale nucleare hanno retto: “Gravi danni già causati dal terremoto, prima che arrivasse lo tsunami. E il cesio 137 contaminerà la catena alimentare per molti anni”

Mentre un tornado minaccia Fukushima, sull’incidente avvenuto alla centrale atomica giapponese ci sono ancora molti punti da chiarire. Provano a farlo tre esperti italiani – il fisico Angelo Baracca, il pediatra Ernesto Burgio e l’esperto di combustibile nucleare Giorgio Ferrari – partendo dai dati sul disastro dell’11 marzo scorso, pubblicati on-line dalla compagnia elettrica Tepco, e dall’Agenzia nipponica per la sicurezza nucleare (Nisa).
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