ciao Costante

Ciao Costante, uomo semplice dal cuore grande, che te ne sei andato nella solitudine e nella sofferenza.

Non ha senso ora cercare colpe e responsabilità, che sono probabilmente molteplici e allo stesso tempo indefinibili. La lettera che pubblico di seguito, di Angelo Nigro della UILM-UIL Alto Vicentino, vuole essere almeno un sussurro di affetto nel dolore profondo per la perdita di una persona conosciuta e un piccolo segnale di attenzione per la questione della perdita del lavoro e delle conseguenze sulle persone più fragili. Col volto di Costante impresso nel cuore, da non dimenticare. Francesco Maule.

“Un saluto affettuoso al caro Costante, dipendente delle Costruzioni meccaniche Bertuzzo di Dueville, prematuramente e tragicamente scomparso. Avrei voluto, d’accordo con la mia Segreteria Provinciale, scrivere due righe più ufficiali, ma asseconderò la piega più intima che sento di voler attribuire a questa lettera-comunicato. Non ho altre parole per definire Costante, perchè l’ho conosciuto così: mi sono occupato di gestire come sindacalista la cassa integrazione che ha investito anche il suo posto di lavoro.

Si è iscritto alla UILM subito, non mi ha fatto nemmeno terminare la prima assemblea due anni fà , eppure non mi aveva mai visto prima di allora. Mi ha rivestito subito del ruolo di rappresentante dei suoi interessi come lavoratore, come se avesse già percepito che da lì a due anni la sua situazione sarebbe solo peggiorata.

All’inizio passava spesso da me per sapere se c’erano “novità”, poi la rassegnazione ha preso il sopravvento. Scusami.

L’azienda purtroppo non avrebbe più avuto modo di reinserirlo nell’organico dato il nuovo assetto che si è dovuta dare per “sopravvivere” alla crisi globale e globalizzata.

Costante era uno dei lavoratori per i quali il futuro in azienda non sarebbe più stato possibile.

Non è stato possibile recuperare la sua figura professionale nemmeno attraverso invocati corsi di riqualificazione.

Non c’era posto nonostante le pressioni di noi operatori sindacali.

E così mi faccio carico della storia di Costante, non sono riuscito a dargli la voce che avrebbe voluto far sentire. Lo faccio ora perchè è giusto riflettere un attimo su quello che purtroppo è diventata un’abitudine sentirmi ripetere: chi fa il mio mestiere sa di cosa parlo, la crisi che ci costringe a banalizzare interventi di ammortizzazione sociale, svuota di fatto per tutti – più o meno forti psicologicamente – il senso vero di cosa significa essere appesi ad un filo sottile.

Di mobilità, casse integrazioni, licenziamenti ormai ne ho viste tante, finendo quasi per farci il callo. A volte, i primi tempi, ne rimanevo scosso anche finita la giornata di lavoro, poi pian piano sono riuscito a creare un seppur giusto distacco.

Ma questo mi ha allontanato a livello umano da chi, come Costante, non poteva tirare un sospiro di sollievo rientrando a casa alla fine di una giornata di lavoro.

Tanto che, durante le trattative con le varie aziende, evitavo di far leva sulla disperazione di chi avrebbe perso il suo principale mezzo di sostentamento. Non volevo rischiare di apparire melodrammatico…

La lezione che ci hai dato è stata dura caro Costante, mi insegnerai a “restare umano”, motto che di questi giorni va di moda.

Chi pensava che non avresti subìto conseguenze dal licenziamento sol perchè “…Lei non sa di quante e quali proprietà dispone quella persona…” oggi deve ricredersi. Andare al di là delle apparenze. Una volta per tutte. E non abusare più di termini quali “sopravvivenza”.  Altrimenti significa che non ci ho capito nulla io.

Sei un’altra vittima dello stato pietoso in cui versa il nostro sistema, che non guarda da nessuna parte se non verso il tornaconto della propria persona (fisica o giuridica che sia).

Rimarranno impressi in me il tuo silenzio, la tua espressione fiduciosa, cose che mi fanno male, ma che mi serviranno a non dimenticare e a non sottovalutare mai più queste situazioni che devo quotidianamente vivere.

Ciao Costante, e grazie.”

Angelo Nigro

Operatore Provinciale UILM-UIL Alto Vicentino

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One comment

  1. Grazie Francesco ed Angelo per questo ricordo mesto e composto di Costante. Averlo pubblicato il primo maggio dà una cornice intensa a tutta la crescente problematica del lavoro sempre più precarizzato Eppure ci sono in Europa paesi più civili che non abbandonano a se stessi i loro lavoratori. Che il ricordo di Costante ci stimoli ad imitarli.

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