Buona differenza!

Immagine di Manuela Simoncelli (pp. 60-61)

Storie vere di persone speciali

Ai bambini si può raccontare tutto, lo diceva anche Gianni Rodari. Ma le parole da usare, le storie da inventare richiedono una sensibilità particolare. In Buona Differenza! (ediz. Messaggero, Padova) Cristina Bellemo dimostra di averne molta: ha scelto infatti di raccontare storie vere di persone speciali, la cui particolarità non risiede però in doti eroiche o in risultati eclatanti. Le storie di questo libro sono caratterizzate dalla semplicità, con il tentativo mettere in luce meandri di vita spesso esclusi. Ecco allora che attraverso le parole della Bellemo e le immagini di Manuela Simoncelli,

Monologo (a due voci) sul tema casa. Immagine di M. Simoncelli (pag. 58).

delicato quanto complementare accompagnamento di simboli e suggestioni, il libro Buona Differenza! permette di dare voce a temi delicati che vanno affrontati in un legame fatto di ascolto ed empatia tra bambine, bambini insieme con genitori ed educatori.

Il Signor Nonciriesco, Il bambino a quattro ruote, Non ho (dedicato ai papà, che sanno trovare soluzioni), Se e so (che affronta il tema della morte con una delicatezza indicibile), Sabatino e Clò sono i titoli di alcune delle 24 storie che compongono il libro. Il filo conduttore è il tema della differenza, quanto mai necessaria di attenzione in una cultura e società che tende invece a temerla e a nasconderla. Tempi di uniformità e appiattimento, i nostri, ma, come ricorda la Bellemo, la differenza è il luogo in cui possiamo trovare noi stessi, perché ciascuno di noi è un differente.

La meraviglia che possiamo trasmettere a figli e bambini, come avviene alla fine del viaggio del treno de I differenti, è il riconoscimento che ci assomigliamo, nei desideri. E se una placida mucca va a brucare le poche erbette tra i binari e il treno della vita frena bruscamente per non colpirla, ecco allora che quello scombussolamento che si crea tra le differenze che ci abitano e che incontriamo, e che fino a qualche attimo prima stavano compostamente attente a non contaminarsi, possono, grazie a quella frenata, trasformare la solita vecchia vita di tutti i giorni in qualcosa di… molto differente.

Francesco Maule

“La Voce dei Berici” – 27 febbraio 2011 – pagina 21.

Spatricchio e Pastrocchio. Immagine di M. Simoncelli (pag. 54).

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One comment

  1. Ecco, ci voleva proprio questo nuovo inserto!!
    mia figlia mi ha sottoposto proprio delle domande precise sulla morte e sulla differenza ultimamente, come è lecito che succeda ad un bambino porsi delle questioni grandi come lo spazio del suo cuore.
    Le mie risposte mi hanno lasciato la sensazione di avere come una tasca da riempire ancora, con un tesoro da portare “a casa”, trovato facendo una passeggiata lungo un sentiero assolato e sconosciuto.
    Ora sicuramente mi procurerò questo libro, che già custodisco come un’eredità preziosa da lasciare alla mia bimba.
    michi

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